Milano.
- Nell’ambito degli eventi ospitati da MADE Expo, è da poco terminato
Cityfutures, convegno internazionale sul futuro delle città. L’incontro ha
ospitato relatori nazionali e internazionali chiamati a discutere le possibilità
e i modi della transizione da un modello di società basato sul consumo di
combustibili fossili, a un nuovo modello basato sulle energie rinnovabili e su
una visione integrata dei problemi degli ambienti urbani. Le città sono senza
dubbio i luoghi di massima potenzialità per il cambiamento e allo stesso tempo
di massima concentrazione dei problemi ambientali, sociali ed economici: luoghi
che catalizzano gli aspetti caratterizzanti del tempo, e ne amplificano gli
effetti. La città del futuro, intesa come l’insieme delle condizioni per
migliorare la qualità della vita nelle città, rappresenta quindi un progetto a
lungo termine, multigenerazionale, e in quanto tale non può svolgersi senza una
precisa volontà e un chiaro programma politico. Gli esperti ritengono che i
prossimi dieci anni saranno critici per l’impiego delle risorse naturali, e in
questo tempo si deciderà la sorte delle nostre città e del nostro territorio;
per questo, il dibattito ha proposto sostanzialmente il tema della transizione e
dei suoi strumenti: a livello di Governo, di Visione, e infine di Tecnologie con
cui attuarla, fornendo anche un quadro internazionale in cui collocare le
questioni emergenti per l’Expo di Milano 2015, suggerendo, infine, spunti ed
elementi di confronto nuovi e interessanti. Lorenzo Matteoli (Professore,
Relatore Generale Cityfutures), moderatore della prima sessione del convegno, ha
introdotto alcuni temi su cui discutere, che hanno costituito la traccia del
convegno.
Nove relatori da tutto il mondo (Cina, Giappone, USA, UK, Australia, Grecia, Portogallo e Brasile [L'Architetto Jaime Lerner]) e tre tavole rotonde di controrelatori italiani, tutti i massimi esperti nel campo energia/ambiente/insediamento, hanno fatto l’analisi delle prospettive future della situazione ambientale, energetica, funzionale e sociale delle città e delle regioni metropolitane e hanno definito, insieme al quadro conclusivo drammatico, una proposta di portata ed efficacia immediata “esplosiva”. Dalla due giorni di Cityfutures 2009 emerge, condivisa da tutti gli intervenuti, una forte indicazione per una strategia di intervento di rapida attuabilità: investire il massimo possibile delle risorse disponibili in una campagna di manutenzione ordinaria e straordinaria su tutto il parco edilizio, residenziale, terziario, scolastico e ospedaliero. La campagna, finalizzata specificamente alla ottimazione energetica e ambientale degli edifici, avrebbe una enorme immediata potenzialità agli effetti del rilancio dell’economia reale, dell’occupazione, della promozione degli investimenti privati operando in modo diffuso su un complesso di centinaia di migliaia di aziende del settore edilizio e dell’indotto edilizio che rappresentano 2-3 milioni di posti di lavoro in tutto il Paese
La campagna manutentiva proposta, a differenza di altre proposte di investimento, potrebbe partire immediatamente con gli interventi alla scala dei singoli edifici e proseguire in modo continuo e crescente con gli interventi alle scale dei sistemi insediati via via più complessi.
Secondo gli autorevoli speaker, con questa iniziativa l’Italia si candiderebbe a essere la più innovativa tra le nazioni sviluppate nel varare il proprio piano Marshall per trovare soluzioni immediate che fondono: lavoro, investimento, ritorno economico, ritorno ambientale.
Oltre alla partenza immediata e la significativa rapida efficacia di spinta sull’economia e sull’occupazione, la campagna avrebbe come ritorno a breve e medio termine una riduzione dei consumi di energia valutabile fin d’ora intorno al 20% dell’energia attualmente assorbita dai settori interessati (residenze, uffici, scuole, ospedali) intervenendo su tutte le tecnologie: involucri, serramenti, esterni, elettrodomestici, illuminazione, riscaldamento, condizionamento, reti elettriche, reti idrauliche, riduzione dei rifiuti urbani solidi, trattamento delle acque reflue, etc.
Tutti gli esperti intervenuti hanno sollecitato l’attenzione del decisorio politico per predisporre una corsia privilegiata di grande priorità a questa linea operativa.