Bulgaria: introdotto il reato di "comunismo"

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Sono passati poco più di dieci anni dal crollo del muro di Berlino e, in Bulgaria, nel paese considerato in altri tempi pedissequo seguace dei dettami di Mosca,   è stata introdotta una legge che sottolinea il "carattere criminale dell'ideologia comunista giunta al potere con l’aiuto di una forza straniera,  le truppe sovietiche, in violazione della Costituzione”.
In realtà, la legge, che è stata approvata con 126 voti contro 5, non persegue obiettivi concreti, ma si presenta come una sorta di “biglietto da visita” di democrazia del governo di centro-destra retto da Ivan Kostov. E’ un’iniziativa puramente “formale”, che non comporta conseguenze giuridiche dirette. Al momento della votazione, però, erano assenti i deputati del principale partito d’opposizione. Nel testo si legge si rileva che il socialismo reale, al potere dal 1944 al 1989,ha condotto il paese ad una catastrofe nazionale”.