''Mai criminalizzato l'Islam''

Vittorio Amato - Roma, 29 gen. - (Adnkronos) -

Berlusconi in visita alla moschea di Roma (Adn Kronos)'Voglio garantire che mai nella mia mente, nell'attivita' e nelle intenzioni del governo e di tutti gli italiani ha avuto risultato quella campagna di criminalizzazione dell'Islam e della sua gente. Questo non c'e' mai stato nei nostri pensieri e mai ci sara' nelle nostre azioni''. Con queste parole Silvio Berlusconi ha voluto ringraziare tutta la comunita' romana di fedeli islamici per l'accoglienza ricevuta durante la prima visita da premier alla moschea della capitale. ''Non e' ammissibile -sottolinea il presidente del Consiglio nel suo lungo intervento- che si possa criminalizzare in alcun modo una grande religione come quella islamica, professata da piu' di un miliardo di esseri umani, prendendo a pretesto l'azione violenta di singoli e di gruppi. Singoli e gruppi che perseguono con aizoni criminali dei progetti e dei disegni politici. Chi usa il nome dell'Islam -avverte Berlusconi- per giustificare il proprio terrorismo, offende e diffama l'Islam''. Il capo del governo conferma la ''vocazione del suo paese: l'Italia e' una terra di pace, di incontro e di dialogo contro ogni logica di scontro. Un dialogo fraterno, umano, culturale e religioso, basato sul mutuo rispetto''. ''Grazie per l'invito e l'accoglienza ricevuta. Voglio garantire subito a Sua Altezza Reale -dice Berlusconi rivolto all'ambasciatore dell'Arabia Saudita in Italia Mohammed bin Nawaf bin Abdulaziz Al Saud- che il governo condivide pienamente e totalmente tutto quello da lei detto con cui ci ha accolto in questo luogo sacro. In occasione della mia prima visita alla moschea rivolgo un saluto e un pensiero a tutti i fedeli islamici che vivono nelle diverse citta' italiane e rappresentano ormai una realta' sociale e culturale molto importante. Voglio riaffermare ancora una volta la vocazione del nostro paese come terra di pace e di dialogo tra tutte le religioni che deve svolgersi nel reciproco arricchimento culturale e morale''. L'Italia, spiega il presidente del Consiglio ''e' un ponte di pace tra l'Europa e il Mediteraneo che nel corso dei secoli e' stata la culla di diverse civilta'. E proprio il mondo islamico ha portato e donato all'Europa un deciso contributo al patrimonio della cultura umanistica e scientifica. Un tesoro di conoscenze preziose per la nostra storia e il progresso''. E' ''l'incontro tra i popoli e le civilta' e non certo lo scontro'', ribadisce il premier, ''l'unica via che produce bene e sviluppo per l'umanita'. E' la via che l'Italia e l'Europa vogliono percorrere fermamente''. ''Siamo decisi a impegnarci con vigore perche' la logica del dialogo e della comprensione -sottolinea Berlusconi- prevalga sempre sulla logica dello scontro e delle incomprensioni. I valori della liberta', della pace e del rispetto di tutte le espressioni e delle liberta' di coscienza sono i pilastri fondamentali della societa' italiana e di quella europea''. Chi usa l'Islam per giustificare il proprio terrorismo diffama l'Islam. ''Cosi' come chi ha usato e usasse il nome del cristianesimo per giustificare la propria violenza, diffamerebbe il cristianesimo'', avverte Berlusconi. ''Mai durante la recente crisi dovuta alla tragedia dell'11 settembre -sottolinea- i leader dei paesi occidentali hanno accettato l'idea di uno scontro di civilta' con l'Islam. Infatti proprio i leader dei paesi musulmani hanno dato un contributo decisivo alla guerra'' contro il terrorismo internazionale. L'Europa, dice il presidente del Consiglio, ''e' appena uscita da un secolo cupo che ha visto tremende guerre che hanno provocato stragi di innocenti e che non si erano mai verificate prima nella storia. Proprio a causa di questa sofferta memoria degli errori e degli orrori del passato i cittadini di tutta l'Europa hanno sentito la necessita', anche storica, di cambiare e di voltare totalmente pagina, in nome della democrazia. E hanno sentito il bisogno di intraprendere un cammino di riconciliazione tra i popoli per un impegno di fraternita' con tutti i paesi del mondo ''.

BRUXELLES - Al pranzo di lavoro con i ministri degli Esteri dell'Ue, lunedi' 28 gennaio, il presidente del Consiglio Berlusconi ha lanciato l'idea di una Conferenza internazionale da convocare a Bruxelles che metta di fronte israeliani e palestinesi con la partecipazione di Ue, Usa, Onu, Russia e paesi arabi. La notizia, appresa dall'Ansa da fonti autorevoli, e' stata confermata da fonti belghe, secondo le quali l'ipotesi e' allo studio dei Quindici.(ANSA).