L'Associazione Nazionale Veterani e Reduci Garibaldini conferisce la sua "Stella al Merito" a Yvonne Capuano

Cerimonia svoltasi a San Paolo: risalta il valore dell'opera della scrittrice

San Paolo (Brasile) ASIB - Davanti a una numerosa platea Yvonne Capuano ha aperto i lavori accogliendo calorosamente Annita Garibaldi Jallet, pronipote di Giuseppe ed Anita , presidente della Federazione del Lazio dell'Associazione Nazionale Veterani Reduci Garibaldini. Nel Lazio, la cui campagna circonda la città di Roma, si sono svolte alcune delle più note battaglie condotte da Garibaldi : Velletri, Mentana. Vi hanno avuto dimora i due figli di Giuseppe ed Anita, Menotti ( a Carano ) e Ricciotti ( a Riofreddo ). Ad Annita Garibaldi, Yvonne Capuano consegna subito un ricordo da portare nel Museo di Riofreddo: una decorazione della "Legione Garibaldina", creata in Brasile in ricordo dei legionari di Garibaldi, con nastro e  i colori del Brasile. "Mi farebbe piacere, ha detto Yvonne Capuano che questo mio dono personale sia collocato in quel museo per ricordare sempre l'affetto che noi brasiliani abbiamo per gli italiani, ed anche per i Garibaldini. Altri scambi sarebbero utili tra i nostri musei ed i musei italiani, ed intendono da ora prendermene cura." Consegna anche un ricordo personale ad Annita, omaggio dei amici garibaldini brasiliani: una delle meravigliose pietre del Brasile, che raffigura il mare dai colori sgargianti, e sulla quale si staglia un profilo della costa brasiliana. Annita Garibaldi Jallet ha risposto con queste parole: "Sono commossa e felice per questa calorosa accoglienza, che rispecchia il vostro affetto per Giuseppe ed Anita Garibaldi. E' una importante responsabilità portare qui tra di voi questo nome di cui conoscete i contenuti storici, ma anche la valenza affettiva. Mi si chiede spesso quale effetto fa portare un nome così importante, così amato: il fatto stesso che qualche volta possa non esserlo dimostra quanto siano vivi i valori e i le aspirazioni che ancora porta in se e quanto sia presente nella vita, nella cultura e della storia di oggi. Io porto il nome di una delle mie zie, Annita Italia, figlia di Ricciotti, che soleva scrivere il suo Anita con due N. Era sorella di mio padre Sante, figlio di Ricciotti e della sua consorte, l'inglese Constance Hopcraft. Il senso di responsabilità che provo verso la memoria dei figli di Giuseppe ed Anita, il figlio Menotti, nato in Brasile, i figli Ricciotti e Teresa, mi porta a venire a chiedere alla nota scrittrice di storia garibaldina Yvonne Capuano di assecondarmi nell'illustrazione di queste figure storiche, troppo spesso toccate solo dalla luce riflessa dei genitori. Tra due anni li ricorderemo in occasione del centenario della morte di Menotti e Teresa in Italia ed in Brasile. Assieme a loro ricorderemo anche il giovane fratello Ricciotti, in modo da fare conoscere il museo di Riofreddo dove viene ricordato assieme alla sua famiglia, e gli altri luoghi dove vissero i figli di Anita, i cui busti circondano oggi il monumento della madre, che è anche la sua tomba, sul colle del Gianicolo, in Roma. Ma oggi sono qui anche come rappresentante dell'Associazione Nazionale Veterani e Reduci Garibaldini, presieduta dal Col. Lando Mannucci, a nome del quale sono venuta a chiedere alla Dott. Capuano di darci il suo contributo operativo e la sua carica ideale. L'Associazione Veterani e Reduci Garibaldini è nata nel lontano 1945 ed è stata giuridicamente costituita nel 1946 sotto gli auspici del Ministero della Difesa che le ha concesso lo Statuto ed il diritto di conferire un proprio riconoscimento, onorificenza che oggi verrà conferita alla Dott. Capuano. Dal '46 sono passati molti anni, questa è la 270oCroce: non è una onorificenza che va data a tutti i soci, ma a coloro che, spesso esterni al sodalizio, meritano di essere onorati per quello che hanno fatto e soprattutto, cara Yvonne, per tutto quello che ancora faranno, faremo assieme. L'Associazione ha una storia molto importante: è nata idealmente tra il 25 luglio e l'8 settembre 1943, quando migliaia soldati italiani furono abbandonati all'estero, in un momento storico tra i più dolorosi e tragici del nostro paese. La Divisione Garibaldi si trovava in Montenegro ed aveva tra i suoi giovani ufficiali il nostro attuale presidente, il Col. Mannucci. Egli chiese ai suoi soldati, spesso ragazzi freschi di leva, che cosa volessero fare e praticamente quasi tutti scelsero di rimanere, di rifiutarsi ad andare a lavorare in Germania, e di combattere contro il nazismo. Molti di questi giovani morirono, tra la fame, il gelo, e naturalmente i combattimenti. Quelli che tornarono in Italia chiesero di non separarsi, seppur rientrando nella vita civile. Alcuni loro ufficiali decisero di tenerli uniti in una associazione. Allo stesso tempo il governo Bonomi sciolse le associazioni che pur portando il nome di Garibaldi erano state succubi della dittatura. Molti di questi garibaldini, anziani soldati della guerra 1914-1918, si sono congiunti ai giovani della seconda guerra mondiale. L'Associazione raccoglie la memoria di tutte le battaglie dal Risorgimento, dalla Repubblica Romana a Mentana, all'Armata dei Vosgi che combatté, sempre volontaria, in Francia, alle guerre di Grecia nel 1897 e nel 1912, alla guerra del 1914-1918 con la Legione Garibaldi di nuovo in Francia. Infine ricorda il secondo Risorgimento d'Italia, vissuto nella Resistenza, dal 1940 al 1945. Il Ministero della Difesa ha accettato che i figli dei combattenti, i discendenti, siano anche loro nelle nostre file, e da pochi anni anche le persone meritevoli per la loro opera e conoscenza della nostra storia. Il nostro sodalizio è di combattenti in guerra ma anche nella società civile. Chi meglio della nostra amica Yvonne ha combattuto con la sua penna tale una pacifica spada, con la sua ricerca, con il suo modo di presentare l'epopea garibaldina, chi meglio di lei, per quello che ha fatto e ancora farà, può rappresentare la nostra Associazione ? Abbiamo pubblicato, assieme al Comitato per le Pari Opportunità Uomo-Donna del Ministero per i Beni e le Attività Culturali d'Italia ( una delle grandi battaglie iniziate nei due ultimi secoli alla quale Garibaldi era sensibile e che Anita illustrava con l'esempio ) a cura di Fiorenza Taricone ed Adele Quercia, gli interventi di un convegno avvenuto Roma per il 150° anniversario della morte di Anita, convegno intitolato "Anita, la giovinezza della rivoluzione" . Vi era presente Yvonne Capuano, che diede il suo contributo e presentò il suo libro, prima di recarsi a Caprera, ultima dimora dell'Eroe, dove è sepolto, oltre a rendere omaggio al monumento alla eroina brasiliana in Roma, che è anche la sua tomba, sul colle del Gianicolo in Roma. Sono lieta di consegnarle oggi la prima copia di questa pubblicazione, nel quale figura anche un messaggio del Prof. Michalany, presidente del'Academia Paulista de Història di San Paolo . Mi avvio ora a compiere il mio incarico di consegnare la distinzione della nostra Associazione alla Dott. Yvonne Capuano. L'onorificenza è simile alla Stella dei Mille, donata a coloro che parteciparono alla campagna militare dalla quale nacque l'Italia unita con Garibaldi. Il momento per me è molto emozionante perché è la prima volta che assumo tale incarico, e tu, cara Yvonne, tu stai diventando ufficialmente una "garibaldina" : ci sono poche donne in questa compagine. Credi che nelle mie parole, vi è tutto il mio affetto per te, il Brasile, la fede nel lavoro che intraprendiamo." Acompagnata dall'applauso dei presenti, Annita Garibaldi consegna l'onorificenza, in presenza del Console Generale a San Paolo, Dott. Cortese, del Direttore dell'Istituto Italiano di Cultura, Dott. Clemente, dei rappresentanti del Consiglio Generale italiani all'Estero, e delle numerose personalità italiane e brasiliane intervenute, con queste parole : "Alla scrittrice, alla studiosa, alla donna di grande impegno sociale e umano, alla garibaldina Yvonne Capuano, che porta nel suo sangue il generoso sangue italiano unito al sangue del Brasile. L'Associazione Nazionale Veterani e Reduci Garibaldini conta su di te per rappresentarla qui in Brasile, per onorare e difendere il nome di Giuseppe e Anita Garibaldi nella società civile. Esprimiamo la più viva gratitudine e ammirazione per l'operato sociale che risplende nelle qualità umane della tua persona"

A mia sorella Yvonne, che porta come me il sangue italiano e brasiliano nelle vene, come i figli di Anita, come tutti i garibaldini. Nel nome di Giuseppe ed Anita Garibaldi, lunga vita all'amicizia tra Italia e Brasile.