«Adesso non è più un latitante»

Da: da Il Mattino Data: 1/18/2003 (a.d.m.)

«Casini ha avuto un grandissimo coraggio politico, ha compiuto un gesto umano importante e dall’indubbio significato politico»: Bobo Craxi ha pronunciato queste parole mentre la sorella Stefania si apprestava a parlare ai circa 500 socialisti giunti ad Hammamet. C’erano tutti, o quasi, i dirigenti del Nuovo Psi, da Gianni De Michelis a Stefano Caldoro. Solo Intini a rappresentare lo Sdi. Tantissimi i volti ignoti - socialisti siciliani, calabresi, campani, toscani, emiliani - ma anche non poche facce note - Tognoli, Giulio Di Donato, Del Bue, anche il regista Pasquale Squitieri che socialista notoriamente non è ma che di Bettino Craxi fu grande amico - nella piazza antistante l’edificio che da ieri ospita la Fondazione Craxi, uno dei settanta circoli organizzati dalla figlia dell’ex leader socialista, ma l’unico significativamente all’estero. Nutrita anche la rappresentanza politica algerina: il governo di Tunisi come ha spiegato il governatore della provincia, e ancora fiero di aver dato ospitalità «all’illustre e sincero amico Bettino Craxi» negli ultimi anni della sua vita. E solo quegli anni di isolamento e tristezza che Stefania Craxi ieri ha ricordato perchè «i meriti dello statista» li aveva già «ben messi in luce e coraggiosamente affermati l’onorevole Casini». Stefania Craxi ha sottolineato come al padre non fosse stata solo «rubata la sua vita: la politica» ma anche «la sua maggiore opera: un partito socialista forte e unito, vincente su tutta la sinistra italiana, che, appena lui caduto, si andava disfacendo come neve al sole: un patrimonio politico immenso disperso dalla meschinità di un gruppo dirigente impaurito, incapace di reclamare la verità che avrebbe salvato tutti, preoccupato invece ognuno di trovare una propria salvezza». La speranza che si coglieva tra i socialisti in pellegrinaggio ad Hammamet è che la lunga notte del partito stia finendo. Ma l’incertezza sul cammino da compiere e gli obiettivi da raggiungere, è forte, fortissima. Bobo Craxi da un lato, come Intini dall’altro, concordavano ieri persino nelle parole quando affermavano che «finalmente la figura di Bettino Craxi non è più vista come quella del latitante morto all’estero ma dello statista costretto all’esilio». Ma si guardavano bene dal prospettare una futura riunificazione della diaspora. Le ferite sanguinano ancora, segnatamente quelle di Amato e Martelli, i rancori non sembrano attenuati, e il riparo o la fuga verso lidi politici più sicuri non pare esaurita se trapelano voci di approdi possibili da parte di alcuni in Forza Italia, semmai portando in dote la testate de l’Avanti o nell’«area riformista, sempre che D’Alema - spiegava Di Donato - riesca a crearla, impegnandosi in una lotta aperta contro il massimalismo di Cofferati e contro la sua alleanza con Prodi». Gianni De Michelis e Stefano Caldoro, sottosegretario alla pubblica Istruzione, da parte loro facevano capire chiaramente che il nuovo Psi punta a seguire la stessa strada dell’Udc, cioè a riunire quanti più socialisti e riformisti possibile per avere un simile peso politico nella Cdl. Oggi con oltre 400mila voti (che sperano di raddoppiare già alle amministrative della prossima primavera), i dirigenti del nuovo Psi si ritrovano con appena quattro parlamentari - Bobo Craxi, Chiara Moroni, Enzo Milisto e Franco Crinò - e un sottosegretario, appunto Caldoro. «L’Udc prende il quadruplo dei nostri voti ma conta una settantina di parlamentari» sosteneva Caldoro. Per non parlare dello Sdi di Boselli che alle elezioni non si è mai presentato da solo e che conta dodici parlamentari. «Evitano di contarsi e contrattano meglio la loro presenza», rilevava De Michelis. Il problema reale sono i voti. Una parte degli elettori del vecchio Psi è ormai in pianta stabile a sinistra, nello Sdi e all’ombra dei Ds, hanno seguito Amato, Del Turco, Spini, Ruffolo, Benvenuto. Un’altra, la gran parte, ha raggiunto Berlusconi ed è ormai rappresentata da una ventina di parlamentari, dalla Boniver a Cicchitto. Resta l’ottimismo del sindaco (nuovo Psi) di Aulla, Franco Barattini: se Anna Craxi ha confermato che lascerà la spoglie del marito in Tunisia, Barattini ha fatto realizzare una statua dell’ex leader che verrà posta tra un mese nella piazza principale del comune della provincia di Massa Carrara. «La politica è fatta - ha detto - anche di simboli».