Ambiente: via libera ai "testi unici verdi"

Roma, 9 ottobre

Il ministro all'ambiente, Altero MatteoliVia libera ai "testi unici verdi". Il Consiglio dei ministri ha varato ieri il disegno di legge delega per riordinare la legislazione ambientale. "Entro il 2002 - ha commentato il ministro dell'Ambiente, Altero Matteoli - sarà rifatto ordine nella giungla delle norme ambientali". Sei i settori di intervento previsti dal provvedimento: la gestione dei rifiuti e la bonifica dei siti inquinati; la tutela delle acque dall'inquinamento e la gestione delle risorse idriche; la difesa del suolo e la lotta alla desertificazione; la gestione delle aree protette e la conservazione degli esemplari di flora e fauna protette; la tutela risarcitoria contro i danni all'ambiente; le procedure per la valutazione di impatto ambientale e per l'autorizzazione ambientale integrata. Spetterà ad una Commissione, composta da 24 membri e presieduta dal ministro dell'Ambiente, elaborare testi e proposte legislative entro 12 mesi. "Questo disegno di legge - secondo Matteoli - costituisce lo strumento principale per l'attuazione di una nuova politica ambientale in questa legislatura". Dopo l'approvazione di Camera e Senato, il governo avrà un anno di tempo per la riorganizzazione legislativa che sarà affidata a una Commissione di 24 membri selezionati fra esperti qualificati, presieduta dal ministro Matteoli. La spesa prevista è di 2,5 mld di euro per il 2002. "Si tratta di un provvedimento strettamente necessario per garantire la certezza della norma e della sua applicazione in un settore fino ad ora caratterizzato da un'eccessiva discrezionalità delle amministrazioni e dalla mancanza di certezze - ha commentato il ministro sottolineando che - sarà possibile così per i cittadini e per gli imprenditori corretti, operare e produrre nel rispetto della normativa". Il ministro ha auspicato che il provvedimento venga approvato dal Parlamento entro l'anno in modo da consentire all'Ambiente di avere, entro il 2002, una serie completa di testi unici. In una comunicazione inviata precedentemente al Consiglio dei ministri, Matteoli aveva sostenuto che occorre attuare politiche di sviluppo sostenibile, puntando sulla progressiva dematerializzazione del sistema economico, la diminuzione di inquinamento e degrado e la partecipazione consapevole di tutti gli attori coinvolti nella programmazione dei processi. Per risultare efficaci, ha spiegato il ministro, "le politiche governative di sviluppo sostenibile si avvarranno di un equilibrato mix di strumenti adeguatamente raccordato alla specificità dei diversi destinatari: il sistema imprenditoriale, i consumatori, la pubblica amministrazione". Tra gli strumenti, Matteoli cita l'applicazione della legislazione di protezione ambientale, il rafforzamento delle strutture pubbliche e private impegnate nella sostenibilità, l'integrazione del fattore ambientale in tutte le politiche e nei mercati, la contabilità ambientale, l'educazione, informazione e partecipazione efficace dei cittadini, la formazione, ricerca scientifica e tecnologica. In questo contesto, la proseguito il ministro, "occorrerà rafforzare l'esperienza introdotta con la creazione del Fondo per lo sviluppo sostenibile, aumentandone le disponibilità finanziarie ed orientandolo, in maniera più decisa, al supporto dei meccanismi flessibili di orientamento al mondo dell'impresa e del consumo". Ulteriori azioni prioritarie, ha aggiunto, "dovranno rivolgersi alla riforma ecologica della fiscalità ed agli interventi di ripristino dell'ordinaria amministrazione nelle aree oggi gestite in condizioni di emergenza, come nel caso dei rifiuti, del ciclo delle acque e, soprattutto, del risanamento idrogeologico del Paese, mediante interventi di tipo strutturale e non episodico". Altri provvedimenti strutturali, ha continuato, "dovranno riguardare la progressiva riconversione del sistema energetico verso fonti non inquinanti ed interventi in materia di mobilità sostenibile, con particolare attenzione alle aree urbane". Matteoli ha anche formulato una proposta affinché l'ecologia sia presente sui banchi sin dai primissimi giorni di scuola. Oltre a leggere e scrivere,i bambini delle elementari impareranno come si tutela l'ambiente. Il progetto porta la firma del ministro che sta mettendo a punto la proposta da presentare alla responsabile dell'Istruzione Letizia Moratti. "Studiare l'ecologia alle medie e al liceo è troppo tardi, per questo ho deciso di riprendere una vecchia proposta già fatta nel '94 con il ministro D'Onofrio per introdurre questa materia sin dai primi anni di scuola: ne ho parlato con il ministro Moratti che aspetta una mia proposta" ha detto Matteoli a margine di un incontro con Jane Goodall, la scienziata inglese famosa in tutto il mondo per i suoi studi e le sue battaglie in difesa degli scimpanzé. "Esaminerò la possibilità di finanziare il lavoro encomiabile che stanno facendo Jane Goodall ed i suoi collaboratori - ha assicurato il ministro - e speriamo di fare in modo che l'istituto italiano recuperi il ritardo accumulato nei confronti di quelli degli altri Paesi".