Avanti con le riforme

21/9/2004

L'onorevole Elio VitoElio Vito, capogruppo di Forza Italia alla Camera, interviene in Aula durante il dibattito sul disegno di legge di riforma costituzionale per il quale le opposizioni hanno prima chiesto la sospensione dei lavori e poi stabilito di votare no al testo predisposto da governo e maggioranza. Eccone una sintesi.

"Avevamo guardato con molta fiducia alla posizione di astensione espressa la scorsa settimana sull’articolo 1, anche se nel merito non voleva dire alcunché; si trattava quasi di un atto dovuto, poiché tale norma stabilisce semplicemente che il Parlamento si compone della Camera dei deputati e del Senato federale della Repubblica. Sul Senato federale, in questi anni, si sono espressi, anche in sede di Commissione bicamerale presieduta dall’onorevole D’Alema, diversi esponenti del centrosinistra. Che una semplice ed innocua posizione di astensione espressa dai gruppi dell’opposizione sull’articolo 1 della riforma abbia determinato una discussione, una frattura, un litigio o un conflitto è per noi fonte di profonda preoccupazione! Infatti, a quella posizione di astensione avevamo guardato con fiducia poiché, per la prima volta in questa legislatura, su un tema così importante come le riforme istituzionali, vi sarebbe stata finalmente la possibilità di aprire un confronto di merito, senza schieramenti precostituiti, senza posizioni pregiudiziali! Oggi, invece, i vostri leader hanno dichiarato che esprimerete un voto contrario su tutti articoli! Ma se non sapete ancora come "usciranno" gli articoli dall’esame e dalla votazione delle proposte emendative e dai pareri espressi dal Governo e dalla Commissione!

Presidente, non vorrei che, ancora una volta, si stesse affermando una posizione massimalista, estremista che - in questo caso, sì - danneggerebbe la centralità del Parlamento e farebbe venire meno la possibilità di un confronto parlamentare libero, aperto, al quale la maggioranza tiene. Ma se l’opposizione sciaguratamente decidesse di sottrarsi (come sembra purtroppo) alle decisioni extraparlamentari - le vostre, non le nostre! - assunte ieri sera, ciò non potrebbe impedire alla maggioranza di procedere, altrimenti - lo ripeto - verrebbe meno la centralità del Parlamento! Tale centralità, infatti, non può essere legata ai diktat o alle volontà extraparlamentari imposte da qualcuno che pretende di impartire determinati ordini o di rappresentare una minoranza che invece, nelle sedi parlamentari, sta cercando ed ottenendo un confronto serio e sereno sul merito del provvedimento.

Presidente, questa mattina e nei prossimi giorni non possiamo fare altro che procedere con l’esame (così come abbiamo stabilito insieme) di questa importante riforma, augurandoci che torni lo spirito costituente al quale tutti si richiamano. Ma lo spirito costituente, colleghi e leader dell’opposizione, dovete mostrarlo nei fatti, partecipando all’approvazione della riforma costituente e non sottraendovi per motivi di merito e di metodo (che, come mi sono sforzato di vedere, non esistono), o per ragioni politiche o di partito. State ancora una volta dimostrando che, come per la politica estera, anche per le riforme costituzionali privilegiate la ricerca di una vostra supposta e vana unità interna di partito e di coalizione alla centralità del Parlamento e alla possibilità di votare autonomamente, liberamente e con competenza una riforma che abbiamo voluto e che continueremo ad auspicare, nonostante i vostri interventi di questa mattina. Essi - lo ripeto - ci dispiacciono, ma non possono far venir meno la nostra volontà di tener fede a quel calendario che tutti insieme abbiamo stabilito".