Cambieremo l'Italia!

''Vogliamo cambiare l'Italia. Lo faremo pacificamente, rispettando le leggi vigenti, nel pieno rispetto della Costituzione e della liberta' di tutti, ma lo faremo''.

Lo ha affermato il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, cominciando il suo intervento al Senato per illustrare il programma di governo, il 18 giugno scorso.

''E' un capitolo da chiudere definitivamente quello della vecchia politica e uno tutto da aprire quello della nuova politica. Il nostro obiettivo e' quello di aprire questo nuovo capitolo".

"Con gli italiani che lavorano e vivono in altri Paesi l'Italia ha contratto un debito antico."

Ecco alcuni passi salienti:

"Signor Presidente, onorevoli senatori, sette anni fa presentammo in quest'Aula il programma del nostro primo Governo; da allora molte cose sono cambiate e ciascuno di noi ha imparato molto dai fatti della vita e della politica.

Ma consentitemi di cominciare con una frase schietta, diretta, semplice. Noi siamo qui per lo stesso motivo di allora: vogliamo cambiare l'Italia. Lo faremo pacificamente, nell'ordine, nel libero dibattito democratico, guardando ai valori fondamentali della persona scolpiti nella Costituzione della nostra Repubblica, nel rispetto intransigente dei diritti civili di ciascuno, ma lo faremo. Lo faremo nella legalità, in piena integrazione nel sistema istituzionale vigente e nel rispetto di tutti i poteri costituzionali dello Stato, ma lo faremo. Lo faremo nell'ottimismo, che non c'è mai mancato, nello spirito di fiducia e di collaborazione con tutti coloro che mostrano buona volontà e anche in un clima sereno, ma lo faremo, perché il Paese, che noi tutti amiamo, ha il diritto di compiere e completare al meglio la lunga e difficile transizione che ha investito il sistema politico e costituzionale....

L'identità di questo Governo e, se mi consentite, la sua peculiare posizione nella storia del Paese è chiara ormai a tutti. Dopo cinque anni la coalizione delle opposizioni è diventata maggioranza. Non era mai successo nei lunghi decenni, dal 1948 al 1994, anno dell'applicazione della nuova legge elettorale maggioritaria, e anche successivamente non si era mai prodotta la classica circostanza di tutte le democrazie europee: l'opposizione che si fa Governo, la maggioranza che diventa opposizione, per decisione degli elettori.

In alcuni momenti era accaduto addirittura il contrario e il vento trasformista umiliava le istituzioni con la minoranza che si faceva Governo e la vera maggioranza del Paese costretta all’opposizione nonostante il voto degli elettori...

Sul problema del debito, 23 Paesi stanno beneficiando di una sostanziale riduzione. Essa si tradurrà nella cancellazione dei crediti commerciali e di aiuto per complessivi 54 miliardi di dollari. L'Italia andrà oltre le intese di Colonia, con la cancellazione del 100 per cento di tutti i crediti commerciali e di aiuto ai Paesi che avranno completato il negoziato...

Intendiamo rilanciare la nostra presenza culturale, diffondere la conoscenza e l'insegnamento dell'italiano, favorire l'internazionalizzazione delle nostre università, sostenere la cooperazione in campo scientifico e tecnologico. A questo scopo, il Governo si impegna a rivedere la legge sulla promozione della cultura italiana nel mondo.(Applausi dai Gruppi FI, AN, LNP e CCD-CDU:BF).

Con gli italiani che lavorano e vivono in altri Paesi l'Italia ha contratto un debito antico. La nomina del Ministro per gli italiani nel mondo è una testimonianza della volontà del Governo di attuare, nel più breve tempo possibile, la legge sul voto degli italiani all'estero...

Signor Presidente, signori senatori, mi sono pubblicamente impegnato a presentare una legge di regolamentazione dei conflitti potenziali di interessi. La situazione nella quale mi trovo era peraltro ben nota a tutti gli oltre diciotto milioni di italiani che mi hanno votato...

Per dare concretezza al nostro impegno e per garantire, nell'attuazione del programma, il rispetto dei tempi che ci siamo assegnati, abbiamo nominato un Ministro che avrà proprio il compito di sorvegliare, di stimolare e di incalzare, giorno per giorno, l'attività di tutti noi per la puntuale esecuzione del contratto con gli italiani...

Questo nostro progetto è semplicemente ciò che è indispensabile e urgente fare per il bene dell'Italia e di tutti gli italiani se vogliamo far crescere il nostro benessere, la nostra sicurezza, la nostra libertà.

E', certo, una grande sfida; un compito tanto esaltante quanto difficile, ma dobbiamo provarci. Sento che l'Italia che ho in mente, di cui abbiamo parlato agli italiani nel corso della campagna elettorale, è quella che gli italiani vogliono. Per questo ci hanno dato fiducia, affidandoci la responsabilità di governare. E l'Italia che vogliamo è un Paese nel quale nessuno debba sentirsi un cittadino minore; un Paese dove nessuno debba sentirsi abbandonato nella malattia e nella povertà (Applausi dal Gruppo FI); un Paese dove tutti possano vivere lo Stato e le sue istituzioni come la propria casa e non come un nemico in agguato; un Paese dove tutti abbiano la possibilità di istruirsi, di lavorare, di realizzarsi, di dare il meglio di sé; un Paese libero, prospero e giusto dove per tutti sia possibile tenere aperta la porta alla speranza. Questo è l'impegno che ho preso, che abbiamo preso, e tutti insieme lavoreremo per mantenerlo. Sentiamo tutta la responsabilità di questo compito e - siatene certi - non deluderemo chi ci ha dato fiducia. Mi auguro di cuore che tutti gli italiani, nessuno escluso, possano sentirsi protagonisti di questo grande progetto per cambiare l'Italia. (Vivissimi, prolungati applausi dai Gruppi FI, AN, CCD-CDU:BF e LNP. Molte congratulazioni. I senatori dei Gruppi FI, AN, CCD-CDU:BF e LNP si levano in piedi.