Voto all'estero
Cuneo: "Rinuncio al Cavalierato"

Ordine al Merito della Repubblica Italiana , insegna di cavaliereAdnkronos, Roma, 17 luglio 2000

 "Ho deciso di rinunciare al Cavalierato, questo per protestare contro la decisione presa dal Governo Italiano di continuare a negarci il sacrosanto diritto di poter votare all'estero", lo afferma Aldo Cuneo della scuola ligure a Wormerveer, in Olanda, in una lettera inviata al Presidente della Repubblica italiana Carlo Azeglio Ciampi. " Non mi interessa affatto chi vota a favore, chi contro, chi si astiene, se quelli della sinistra, della destra, o del centro. Il Governo vota contro di noi emigranti ed è questo quello che conta! Come posso accettare una Onorificenza se nello stesso tempo mi si nega - e con me altri milioni di italiani - un diritto così fondamentale? - spiega Cuneo -. C'è chi dice, che noi otterremo il voto, forse tra sei mesi, ma non è questo il punto. Il fatto è che si è già da 40 anni in ritardo riguardo il diritto al voto degli Italiani all'estero". Una scelta difficile, afferma Cuneo, ma d'obbligo, dettata dall'orgoglio civile di un italiano che vive da anni in Olanda ma che conserva l'amore per la sua terra di origine rivendicandone il diritto di partecipare alla vita politica. "Il 28 maggio 1997 l'Ambasciatore italiano all'Aja, S.E. Ranieri Tallarigo mi ha conferito il Grado di Cavaliere nell'Ordine del Merito della Repubblica Italiana. Mi riesce difficile trovare le parole spiegare quello che ho provato - commenta -. Posso dire solo di essermi sentito onorato e più che orgoglioso di avere ottenuto detta Onorificenza. Quando ho informato mia madre al telefono dell'accaduto, lei si è messa a piangere. Sono queste le cose - in sé stesse molto semplici - che rendono bella la vita". Una gratificazione accolta con grande orgoglio, commozione, che rende l'idea di "quanto mi senta addolorato nel dover fare quello che sto per fare. Ho deciso di rinunciare al Cavalierato, questo per protestare contro la decisione presa dal Governo Italiano di continuare a negarci il sacrosanto diritto di poter votare all'estero". "Non ne faccio un melodramma - conclude - e sono cosciente del fatto che questa mia singola protesta non risolverà il problema, ma tant'è devo farlo, perché voglio essere coerente con me stesso. Non mi aspetto un plauso per il mio gesto ed accetto le critiche, se verranno. I primi rimproveri sono arrivati dalla mia famiglia e questo mi addolora, ma io sono dell'idea che a volte nella vita bisogna avere il coraggio di prendere delle decisioni, anche se queste vanno a scapito di noi stessi e di coloro che ci vogliono bene".