Da Cavriago il nuovo PSI

Al Parco Pertini di Cavriago (Reggio Emilia), si è tenuta la “Festa del nuovo PSI”, una manifestazione che ha passato in rassegna tendenze, ipotesi e realtà sul nuovo partito che si va costruendo in Italia. La tre giorni, organizzata da Mauro Del Bue, è stata contraddistinta da una grande partecipazione di cittadini fino dalla sua apertura. 

È stata Stefania Craxi ad inaugurare la convention con una commossa e partecipata rievocazione della figura del padre e degli eventi che ne hanno segnato l’esilio tunisino e la drammatica scomparsa. Poi, con gli interventi che si sono susseguiti nel corso dell’intero meeting, è andata delineandosi la possibile natura del nuovo partito.

Sono intervenuti, tra gli altri, Claudio Martelli con un articolato intervento che ha illustrato alcuni punti programmatici che dovranno caratterizzare il nuovo PSI, e Bobo Craxi. La sua relazione è on line in questo sito.

All'iniziativa hanno partecipato molti esponenti socialisti. Tra gli altri, anche Gianni De Michelis che ha ricordato come in questi giorni siano in corso a Roma i lavori per definire un nuovo polo laico.

Proprio “Pololaico” si chiama l’area laica e liberale nata all’interno della Casa delle libertà su iniziativa di Giovanni Negri, Taradash, Mellini, Sgarbi, Calderisi e altri esponenti del mondo culturale e politico italiano.

Il nuovo PSI è naturale aderente a questo polo. E infatti alla manifestazione di Cavriago hanno dato la loro adesione sia Vittorio Sgarbi che l’ex presidente Cossiga. Ambedue ritengono che il monolitismo politico del raggruppamento berlusconiano non potrebbe che trarre vantaggio dalla definizione di una “zona” laica con la quale dialogare.

C’è una certa preoccupazione per l’integralismo cattolico che in vari modi torna ad insinuarsi sempre più scopertamente nella vita pubblica. A questa tendenza, gli esponenti “laici” e socialisti del governo non hanno dato risposta, solo in qualche caso (il ministro Veronesi) accontentandosi di flebili distinguo.

Di gravità ancora maggiore è l’integralismo di sinistra, che sempre più intride l’ordinamento dello stato. Una soffice coltre d’ipocrisia e di rassegnata assuefazione rischia di rendere irreversibile questa situazione.

La rinascita del nuovo partito socialista si salda quindi con il tentativo del Pololaico e può costituire un riferimento per i cittadini senza patria politica o insoddisfatti di quella, provvisoria, nella quale sono esuli.