D'Alema a Rio de Janeiro

Rio de Janeiro, 3 giugno 2002.

Massimo D'AlemaTravisando gli scopi statutari dei COMITES, quello di Rio de Janeiro ha dato il via alla caccia al voto degli italiani all'estero, da parte dei DS, organizzando, insieme ad altre due associazioni legate alla sinistra italiana, una conferenza del presidente dei DS, Massimo D'Alema, nella sede della SocietÓ Italiana di Beneficenza e Mutuo Soccorso, la pi¨ antica associazione italiana fuori del Paese, essendo stata fondata nel 1854. Il tema Ŕ stato: "La comunitÓ italiana nel mondo nei Processi di Globalizzazione". Nella sua esposizione il rappresentante diessino ha sviluppato un concetto, molto originale, informando che la globalizzazione Ŕ un avvenimento importante, ma che deve essere sostenuto e controllato per evitare che si svolga a spese dei Paesi pi¨ poveri. Secondo D'Alema, sembra che l'estremismo islamico ed il terrorismo siano nati da questa aberrazione del fenomeno globale. ╚ necessario creare nuove aree commerciali per contrapporsi all'egemonia degli Stati Uniti (ma lui non era un ammiratore di quella economia, quando era al governo e si recava frequentemente in pellegrinaggio in quel paese?). Ribadendo il concetto che l'Europa non Ŕ ancora in grado di contrapporsi allo strapotere economico nord-americano, ritiene necessaria la apertura di nuovi sbocchi, per esempio in direzione del Mercosul, un'area economica trainata dal motore brasiliano. Infine non poteva mancare il colpo di mano rappresentato dal vantarsi di come i governi di centro-sinistra abbiano concesso il diritto al voto agli italiani all'estero e il loro diritto al trattamento pensionistico uguale a quello degli italiani in patria. Il capo dei DS, dimentica, e non per caso, che la lotta per l'acquisizione di questi diritti Ŕ cominciata nella seconda Legislatura (1953/58) atto 1183 del Senato proposto dal senatore del MSI, Ferretti, battaglia che ha avuto, successivamente, come alfiere l'attuale ministro Mirko Tremaglia. Da allora l'ex Partito Comunista Italiano, ora DS, si era sempre opposto ad estendere agli italiani all'estero il diritto di votare nei Paesi di residenza, diritto approvato dal governo attuale nel novembre del 2001. Sempre a Tremaglia si deve la proposta di estendere ai nostri connazionali la possibilitÓ di ricevere una pensione minima di 516,00 euro, cosa che D'Alema trova di difficile attuazione, salvo poi dire, una volta approvata, che il merito Ŕ del centro-sinistra. ╚ il caso di dire, niente di nuovo sul fronte occidentale.

Sulla globalizzazione confronta il dalemapensiero con quello del sottosegretario Boniver

A questo proposito riteniamo utile riproporre una tabella sul travagliato iter cha ha dovuto passare la legge per l'estensione del diritto di voto nei Paesi di residenza degli italiani all'estero,visto che molte persone hanno la memoria corta.

I fatti che contano

Elenco delle proposte di legge presentate al parlamento, dal MSI e da AN, sino al 1994, attinenti alla concessione del diritto di voto agli italiani all'estero.

Legislatura

Firmatari

II (1953/58) FERRETTI, Atto Senato n. 1193
III (1958/1963) MICHELINI, Atto Camera n. 778
IV (1963/1968) MICHELINI, Atto Camera n. 840
V (1968/1972) MICHELINI, Atto Camera n. 140; NENCIONI, Atto Senato n. 234
VI(1972/1976) NENCIONI, Atto Senato n. 13; NENCIONI, Atto Senato n. 235;
ALMIRANTE, Atto Camera n. 553
VII (1976/1979 NENCIONI, Atto Senato n. 22; TREMAGLIA, Atto Camera n. 23 (Costituzionale); TREMAGLIA, Atto Camera n. 33 (Costituzionale)
VIII 1979/1983) TREMAGLIA, Atto Camera n. 84
IX (1983/1987) TREMAGLIA, Atto Camera n. 49
X (1987/1992) TREMAGLIA, Atto Camera n. 104; TREMAGLIA, Atto Camera n. 1018
XI (1992/1994) TREMAGLIA, Atto Camera n. 50; TREMAGLIA, Atto Camera n. 469 (Costituzionale)