Detax per finanziare progetti di sviluppo

Johannesburg 2/9/2002

Foto Presidenza CdM"I paesi ricchi non possono trascurare gli aiuti allo sviluppo come hanno fatto finora". Lo ha affermato il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, nel suo intervento al vertice di Johannesburg sullo sviluppo sostenibile. Rivolgendosi agli altri leader in francese, Berlusconi ha annunciato "la ferma intenzione" dell'Italia di aumentare gli aiuti ai livelli decisi al vertice di Monterrey, ha antcipato che l'Italia cancellera' altri 4 miliardi di dollari di debiti ai paesi piu' poveri.

Dopo aver premesso che "l'Italia si riconosce nelle posizioni espresse dall'Unione europea" ed e' "fortemente impegnata" con loro per una conclusione positiva del vertice, il premier ha presentato le due iniziative italiane. Anzitutto l'e-government, ovvero "un modello universale informatizzato per la gestione dello Stato" da offrire ai Paesi piu' poveri. Berlusconi ha precisato che il modello riguardera' la contabilita' pubblica ma anche il sistema giudiziario, il fisco, il catasto, la sanita' e la scuola. L'idea e' che un simile modello favorisca la trasparenza e il buon governo, togliendo ai Paesi piu' ricchi "l'alibi per non dare gli aiuti asserendo che rischiano di finire nelle tasche di classi dirigenti corrotte" dei Paesi in via di sviluppo. Berlusconi ha ipotizzato tre fasi: una prima di 3-4 anni per la sperimentazione e l'assistenza ai Paesi interessati al sistema; una seconda in cui si richiedera' obbligatoriamente l'adozione del nuovo sistema ai Paesi che richiedono aiuti allo sviluppo; una terza che vedra' i paesi piu' industrializzati avviare partenariati con i Paesi a loro piu' vicini "per geografia, storia e cultura". Insomma, l'e-government come volano di trasparenza, democrazia e sviluppo a cui gia' guardano i 5 Paesi che lo stanno sperimentando e gli oltre 30 che hanno espresso interesse a partecipare.

Il Presidente del Consiglio ha poi illustrata un'altra "iniziativa originale" che l'Italia "sta mettendo a punto", la 'De-tax'. Si tratta della possibilita' per venditori di beni e servizi "voluttuari" di offrire ai consumatori l'opzione di devolvere "l'1% o il 2%" del valore d'acquisto a "progetti concreti di cooperazione internazionale, ad esempio la costruzione di una scuola o un ospedale" in un Paese povero. Quella somma verrebbe poi detratta dalle tasse al venditore stesso. Due proposte che l'Italia avanza senza dimenticare la necessita' di rispettare l'obiettivo di raggiungere una percentuale di aiuti allo sviluppo pari allo 0,7% del Pil, come stabilito nei mesi scorsi a Monterrey.

Di piu', Berlusconi ha annunciato l'intenzione di proseguire sulla linea di cancellare il debito dei Paesi piu' poveri: dopo il miliardo di dollari condonato ad Angola e Mozambico, presto ci saranno cancellazioni per altri "4 miliardi di dollari". Inoltre il premier ha ricordato i 200 milioni di dollari gia' stanziati come contributo per i prossimi due anni al fondo per la lotta all'Aids, alla malaria e alla tubercolosi.

''... l' arrivo del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha galvanizzato tutta la delegazione italiana presente al Summit''. Lo ha detto il ministro dell' Ambiente, Altero Matteoli. ''Gli italiani - ha spiegato Matteoli - si sono visti rappresentati al massimo livello ad un incontro cosi' importante. Berlusconi - ha aggiunto - e' stato accolto benissimo dagli altri leader del mondo, che gli hanno dimostrato grande amicizia''. Il ministro ha criticato poi le polemiche create da alcuni parlamentari dell' opposizione presenti a Johannesburg. ''L' opposizione - ha osservato - quando e' all' estero deve tener conto che rappresenta il Paese nel suo complesso''. Quanto ai risultati del Summit, Matteoli ha proseguito, ''non stappiamo lo champagne, ma un buon vino toscano si'. Nel senso che c' e' stato un buon accordo su tutti i temi, tranne sull' energia, dove la linea europea che proponeva target fissi per la promozione delle fonti rinnovabili non e' passata. E' uscito cosi' un documento debole che pero' impegna i Governi a puntare sull' energia pulita. Ora sta ai Paesi ricchi dimostrare che quello che abbiamo scritto corrisponde ad una reale volonta' politica''.