Il voto degli italiani all'estero è legge

Anche il senato dice «sì», quasi un plebisicito: 185 a favore, un no e 10 astenuti. (Dal Corriere della Sera)

Tremaglia: una gransissima vittoria

ROMA - Con il sì del Senato le nuove regole per l'elezione dei rappresentanti degli italiani all'estero sono diventate legge dello Stato. L'assemblea di palazzo Madama ha infatti concluso definitivamente il lungo esame parlamentare del provvedimento, confermando il testo approvato dalla Camera lo scorso 20 novembre. La votazione del Senato è stata pressochè plebiscitaria:185 sì, un no e dieci astenuti, i senatori del gruppo Verde. (Clicca qui per leggere il testo del provvedimento)

Il ministro Mirko Tremaglia, il padre del voto a tutti gli italiani.Il ministro per gli Italiani nel Mondo, Mirko Tremaglia, (clicca qui per la dichiarazione di voto), padre della legge per il voto degli italiani all'estero, esce in lacrime dall'aula del Senato. Davanti alle telecamere non trattiene la commozione: «Oggi è il coronamento di un impegno di anni e anni. È una grandissima vittoria, una grandissima giornata, anche per il Parlamento». Tremaglia ha dedicato l'approvazione definitiva della legge a suo figlio Marzio, scomparso qualche anno fa, agli italiani all'estero («che hanno avuto in passato tante illusioni») e al presidente della Repubblica «che si è innamorato degli italiani all'estero». «Sono particolarmente contento - ha aggiunto il ministro - per il risultato plebiscitario del voto in Parlamento. Certo, ho trepidato fino all'ultimo, quando sembravano esserci problemi con il numero legale. Ma poi ho tirato un sospiro di sollievo». Tremaglia rivendica con orgoglio la sua battaglia che ha messo d'accordo centrodestra e centrosinistra. «Sono riuscito a far capire a tutti che qui erano in gioco gli interessi generali di milioni e milioni di italiani. Il primo accordo risale al '95, ma dopo il cammino è stato tortuoso. Però oggi sono felice perchè abbiamo compiuto il miracolo. Del resto non potevamo negare la garanzia della rappresentanza politica agli italiani che vivono all'estero». Tremaglia indica nel voto per posta e nelle candidature riservate ai soli residenti all'estero «i due pilastri della legge». «Se non avessimo previsto le candidature solo per i residenti - ha detto - sarebbe stata una beffa, quasi un tradimento».

Dignita‘ Democratica  per gli italiani allestero

Riceviamo da Walter Petruzziello, membro del CGIE in rappresentanza del Brasile, la seguente notizia

Attenzione amiche e amici:

Il diritto dell'esercizio di voto per gli italiani all'estero nei paesi di residenza è adesso definitivo. È finita la battaglia. 

Il Senato della Repubblica ha approvato, il 20 dicembre 2001 e definitivamente, a larghissima maggioranza, la Legge sul voto per gli italiani all'estero: 

185 si 1 no 10 astenuti

Come il governo aveva promesso all'atto del suo insediamento,  e nei termini prefissati (entro il 2001) la lunga battaglia iniziata ben 46 anni fa è finita. Onore al Parlamento italiano e al ministro per gli italiani all'estero, Mirko Tremaglia, che ha fatto di questo nostro sacrosanto diritto una ragione di vita. (Edoardo Pacelli)

AUGURI DI BUON NATALE E GRAZIE A TUTTI.

Grazie Tremaglia !

GRAZIE a tutti gli amici di ogni area che hanno contribuito disinteressatamente a far sì che oggi, per tutti gli Italiani all’estero, sia una giornata di gioia.

GRAZIE al Parlamento italiano per averci fatto questo "REGALO DI NATALE".

Un abbraccio,

Bruno Zoratto (CGIE di Stoccarda)