Gli Abruzzi a Rio

Edoardo Pacelli - Rio de Janeiro, 26 agosto 2004

Piero SerafiniContinua l’interesse degli Abruzzi per il Brasile e, soprattutto, per Rio de Janeiro. Il signor Piero Serafini  vi è giunto pochi giorni fa rappresentando un gruppo di industrie abruzzesi interessate alla realtà brasiliana, potendo contare sulla collaborazione dell’AARJES, l’Associazione degli Abruzzesi di Rio e dello Spirito Santo, e sulla logistica dello CIAPI, la benemerita organizzazione che tanto sta facendo in Brasile per divulgare la cultura e i prodotti d’Abruzzo. I due impresari stanno studiando la realtà brasiliana per poterne penetrare il mercato, sia importando direttamente dall’Italia alcuni prodotti, sia operando attraverso joint-venture con partner brasiliani. Infatti, una delle più prestigiose e tradizionali industrie del caffè italiane, la Saquella, si sta preparando, con la sua quinta generazione, ad affrontare una nuova sfida: il mercato brasiliano. Già conosciuto e radicato in Europa, che assorbe circa il 68% della produzione, il nome ed il marchio Saquella occupano un posto di rilievo in Asia (il cui mercato assorbe il 3%), mentre è diventato di casa nell’America del Nord, che assorbe, tra Stati Uniti e Canadà, il 19% del prodotto. Il resto del mondo si divide il restante dieci per cento. È giunta quindi l’ora di far scoprire anche ai brasiliani questo prestigioso nettare che nasce fuori d’Italia, come materia prima, ma che le abili arti dei torrefattori italiani hanno saputo trasformare in un bevanda degna degli dei. Per raggiungere questi livelli si mescolano, in maniera diversa, 20 differenti varietà di caffè crudo, provenienti dalle migliori piantagioni del mondo. Solo a Pescara, città che ha dato i natali a Gabriele d’Annunzio, l’amante del bello e del buono, poteva nascere una impresa che, attraverso una lavorazione attenta, la costanza di qualità, la continua attività di ricerca è stata capace di crescere e svilupparsi, piantando le sue bandierine nel mondo intero. La attività di ricerca non si limita appena a migliorare la tecnologia produttiva, ma si spinge anche allo sviluppo di svariati prodotti collaterali (come le cialde) e di servizio. Il fatto di voler penetrare nel mercato brasiliano non è dovuto unicamente ad una volontà che mette in primo piano il lucro e l’aspetto economico. La Saquella, che è già conosciuta in Italia per le sue attività filantropiche, vuole portare in Brasile il suo contributo per incidere anche nel tessuto sociale del Paese.