Gli scandali dei Ds sono peggio di quelli di Tangentopoli

 Caterina Maniaci - Da Libero del 5/1/2006

Da Libero«Hanno colpito Bettino Craxi a suon di intercettazioni, avvisi di garanzia sbandierati sulle prime pagine dei giornali ancor prima di essere notificati all'interessato. Ora che tocca a loro, i Ds gridano allo scandalo e pretendono indagini per bloccare il tutto. Per anni hanno recitato la parte dei moralisti, di quelli che avevano " le mani pulite" e invece... Questa Bancopoli rischia di far impallidire Tangentopoli» . Stefania Craxi è in vacanza, in questi giorni, ma segue con passione, anche se da lontano, quanto sta accadendo in Italia con il caso Unipol e la dirigenza diessina nell'occhio del ciclone. E prova grande amarezza, ripensando a quanto successe a suo padre, ancor oggi tirato in ballo come negativo termine di paragone. Premessa. Non vogliamo offendere la memoria di suo padre. Riferiamo solo un commento: Achille Occhetto ha dichiarato che, in questa vicenda, Massimo D'Alema e Piero Fassino si sono comportati " peggio di Bettino Craxi". «Occhetto deve solo vergognarsi. Lo sapevo che lo avrebbero tirato in ballo... Bettino Craxi è stato un uomo che ha lavorato quarant'anni al servizio del Paese e del suo partito. Questi signori, francamente non lo so. Il paragone davvero non sta in piedi. Loro - Occhetto compreso- per anni hanno lavorato conto terzi, non certo per il bene del proprio Paese. E dunque nessuno di loro - Occhetto compreso - può arrogarsi il diritto di far la morale a qualcuno» . A cosa allude quando usa l'espressione «aver lavorato per conto terzi» ? « Parliamo di signori - la dirigenza diessina - che fino al crollo del muro di Berlino hanno ricevuto soldi da Mosca. Quindi, sarà il caso che non parlino di verginità persa, visto che quella verginità non ce l'hanno mai avuta. Poi scopriamo, leggendo i giornali di questi giorni, che Tangentopoli, al confronto, era una barzelletta» . Nel senso di scandalo politico o si riferisce alle cifre finanziarie in ballo? «Beh, se si considera che hanno cercato di appropriarsi di un pezzo del mondo finanziario, le cifre in ballo sono davvero impressionanti. Quanto poi alla questione politica, credo che i poteri forti, con cui loro si erano alleati per far fuori i partiti della Prima Repubblica, gli si sono rivoltati contro. Non ci si può alleare con il Diavolo e pensare di farla franca. Stiamo parlando di un partito, lo ripeto, che è stato finanziato prima da una potenza nemica straniera fin oltre il crollo del muro di Berlino, poi, quando evidentemente questi finanziamenti sono venuti meno, hanno pensato bene di organizzarsi diversamente». Tangenti ai tempi della Prima Repubblica, tangenti oggi? «Non c'è nulla di nuovo sotto il sole. Anche ai quei tempi nella sinistra le tangenti circolavano a tutto spiano, attraverso il sistema delle cooperative. Del resto, era un modo per pagare la politica. Il problema è che hanno cercato di " sistematizzare" questo metodo mirando all'acquisizione di una banca. In pratica, hanno cercato di portarsi a casa un pezzo di mondo finanziario» . Come andrà a finire? Politicamente i Ds pagheranno qualche prezzo per lo scandalo? «Penso che alla fine riusciranno ad arginare i danni» . L'intreccio tra politica e affari, politica e finanza, non ha mai smesso di esistere? «No, non è mai finito. Eh già, la politica costa! Questo non deve stupire. Stupisce invece che quei signori abbiano sempre fatto la morale. E comunque mio padre la barca non ce l'aveva» . Ce l'ha con D'Alema? «L'allusione è chiara. Voglio anche dire che non c'è in nessuno dei processi a carico di mio padre, e in nessuna delle intercettazioni fatte a mio padre, nulla di simile. Senza contare quelle cifre impressionanti di cui parlavo prima. Roba che Tangentopoli impallidisce, al confronto» . Come giudica l'uso delle intercettazioni in questi casi? «È assolutamente ingiusto usare le intercettazioni come strumento di pressione giudiziaria e politica. Negli anni di Tangentopoli però nessuno si è azzardato a dire qualcosa contro questa pratica. Adesso si scomoda addirittura la Procura di Milano che all'epoca forniva dettagli, intercettazioni, addirittura avvisi di garanzia in anteprima ai giornali».