Hiroshima: 57 anni dopo

L'orologio di una delle vittime, Kengo Futagawa di 59 anni, fermo indicando l'ora della carneficina. Foto di Hiromi Tsuchida Erano le 8.15 del 6 agosto del 1945 quando nel cielo di Hiroshima apparve un secondo sole. La prima bomba atomica, sganciata dagli americani per accelerare la capitolazione giapponese, provocò in un sol colpo la morte di 140.000 persone. Con un appello al disarmo nucleare e con preghiere silenziose, Hiroshima ha ricordato  il cinquantasettesimo anniversario dell'"inferno in terra", così come lo ha definito il sindaco della città Tasatoshi Akiba. "Esattamente 57 anni fa - ha detto il sindaco di Hiroshima, Tadatoshi Akiba - una sola bomba atomica creò l'inferno in terra. Sfortunatamente il nostro principale obiettivo, quello di vedere le armi nucleari abolite prima della fine del secolo, non è stato raggiunto". Alle 8.15 per un minuto si è udito solo il frinire delle cicale e il suono sordo delle campane. 

Ma le morti continuano. Sono stati oltre 5.000 i morti nell'ultimo anno. Nel corso della cerimonia sono stati letti i nomi di 5.021 persone che negli ultimi 12 mesi sono decedute per le conseguenze delle malattie provocate dalle radiazioni diffuse dal bombardamento. I loro nomi sono stati aggiunti alla targa sotto il monumento alle vittime. Con questi, il numero complessivo dei morti sale a 217.317.