I responsabili di Telekom Serbia si dimettano

Roma - 2/9/2003

"I responsabili di una simile operazione, magari anche solo responsabili per omessa vigilanza, dovrebbero dimettersi tutti come inadeguati ed indegni di occupare un incarico pubblico in nome e per conto dei cittadini".

Lo ha affermato il portavoce di Forza Italia, Sandro Bondi, che ha sottolineato:

"Il signor Marini non c'entra nulla. L'affare Telekom Serbia e', fuori di ogni dubbio e di ogni discussione, una operazione fallimentare, oscura e vergognosa attraverso la quale si e' pagata una tangente enorme ad un dittatore che stava attuando un genocidio, tramite l'acquisto di azioni di nessun valore ad un prezzo folle per di piu' pagato in nero ed in valuta estera. Questa e' la realta' una realta' che non ha niente a che vedere con le dichiarazioni del signor Marini, vere o false che siano".

''Si fa crescere la democrazia facendo investimenti puliti e trasparenti, non con operazioni antieconomiche che sollevano troppi dubbi. Gli aiuti vanno dati ma non indiscriminatamente. Mi vengono in mente i soldi per la cooperazione in Somalia e in Etiopia, utilizzati per comprare armi. Se è giusto favorire la crescita della democrazia in un Paese, bisogna farlo verificando a chi va il denaro. Mi chiedo perché non fu ascoltato l'ambasciatore italiano in Serbia che sconsiglio' l'affare."

Lo afferma il capogruppo di Forza Italia al Parlamento europeo e vicepresidente del Ppe, Antonio Tajani, in un'intervista rilasciata a 'il Giornale'.

"Per l'acquisizione di Telekom Serbia si pago' piu' di quanto si doveva visto che la quota fu rivenduta a una cifra inferiore. Prodi, Dini e Fassino dovrebbero raccontare tutto quello che sanno. Sono un garantista, ma la sinistra non puo' impedire alla verita' di emergere. Dire, genericamente, che l'Europa voleva gli investimenti in Serbia che significa? E poi, una cosa è investire e un'altra è finanziare Milosevic. Gli investigatori dell'Onu, in atti consegnati al tribunale dell'Aja, ritengono che versamenti di circa 500 milioni di euro dall'Italia sono stati fatti a società off shore con sede a Cipro, e si tratterebbe di una parte del pagamento della quota Telekom Serbia (il 29 per cento) acquistata da Telecom Italia. Ho presentato un'interrogazione urgente al Parlamento europeo perche' ci dicano se e' vero che l'Ue incoraggiò gli investimenti nella Serbia del dittatore Milosevic''.