Il capo dei Popolari europei: disgustato da Prodi

di Enzo Piergianni da Libero del 27 maggio 2004

Hans Gert P÷tteringBERLINO - "Col suo attivismo di partito nella campagna elettorale italiana, Romano Prodi rovina il prestigio del suo incarico di presidente della Commissione dell'Unione Europea". A poco pi¨ di due settimane dal voto per il nuovo Europarlamento, il tedesco Hans-Gert P÷ttering non ha peli sulla lingua per biasimare il presenzialismo spinto di Prodi a sostegno delle sorti del Triciclo. Il museo di Pergamo Ŕ a due passi da noi e il capogruppo a Strasburgo del Partito popolare europeo (Ppe) probabilmente accanto ai tesori del faraone egizio Nabucodonosor imbalsamerebbe volentieri il Professore, per restituirlo al suo obbligo di neutralitÓ "partitica" almeno fino allo scrutinio della consultazione continentale. "Non va bene quello che fa e qui io lo critico apertamente - esclama deplorando la presenza di Prodi annunciata da Massimo D'Alema ai suoi comizi del 6 giugno a Napoli e Bari Ha tutto il diritto di avere le sue idee politiche, ma come presidente della Commissione nuoce al suo mandato facendo attivitÓ di partito". Un'incompatibilitÓ palese, inammissibile, uno stridente conflitto d'interessi per chi Ŕ tenuto, per dovere istituzionale, a tenersi equidistante dagli schieramenti in campo. La passerella di Prodi - con tanto di comizio di 41 minuti - alla convenzione della Lista ulivista, non pi¨ tardi di sabato scorso a Milano, dev'essere stata la fatidica goccia che ha fatto perdere la pazienza anche al nordico P÷ttering. Ma come, proprio nel momento in cui il governo italiano ce la metteva tutta per riagganciare il presidente George W. Bush all'Onu, con l'impegno di Silvio Berlusconi onorato pubblicamente da Kofi Annan, il presidente della Commissione Europea non trovava di meglio che accodarsi a Fausto Bertinotti e agli altri alfieri del ritiro italiano dall'Irak senza se e senza ma? "Fornisce un brutto esempio di partigianeria e se non fosse in scadenza di mandato - lo bacchetta il biondo luogotenente europeo di Angela Merkel - il comportamento del presidente della Commissione fornirebbe il motivo per un voto di sfiducia. Se non lo facciamo Ŕ perchÚ ormai il suo incarico volge al termine". I Popolari europei ormai hanno la mente giÓ rivolta al dopo Prodi, al cambio della guardia in programma per inizio novembre a Palazzo Breydel. "Contiamo di confermarci come il gruppo pi¨ forte nell'Europarlamento. Un sondaggio inglese ci attribuisce dai 245 ai 285 seggi. Noi chiediamo che i capi di Stato e di governo rispettino il risultato elettorale e che quindi, se vinceremo noi, il successore di Prodi sia un appartenente alla nostra famiglia politica". P÷ttering ha giÓ in mente una rosa di candidati per la presidenza dell'Unione: "L'austriaco SchŘssel, il lussemburghese Juncker, il belga Dehaene, il britannico Patten". Neanche un italiano? "C'Ŕ stato Prodi - risponde con un sospirone angosciatoPer˛, pensandoci bene, anche Pier Ferdinando Casini sarebbe un ottimo candidato".