Il commento de laPadania

«Sembra, a parti rovesciate, un tragico film già visto: quello dell’assassinìo del professor D’Antona, un delitto che non ha ancora visto scoprire esecutori e mandanti. Come D’Antona per la sinistra, il professor Biagi era consulente colto e prezioso del ministro del Welfare Roberto Maroni, per il quale aveva scritto il “Libro Bianco” sulla riforma del lavoro. In quel testo era condensata tutta la filosofia del cambiamento, teso a portare regole nuove del mercato, declinando i diritti (come i doveri e le opportunità) nei tempi nuovi di una società moderna. E in questo Marco Biagi, anche se proveniente da una diversa area culturale, aveva condiviso la spinta sociale e riformatrice di cui la Lega è protagonista e “punta di lancia” nella difficile prova di governo. I colpi di pistola che ieri sera hanno spezzato una vita innocente mandano ancora adesso un messaggio terribile: non provate a cambiare, a far uscire il Paese dalle incrostazioni burocratiche e dalla palude di un sistema che deve restare immobile. Come per altri ambiti (si pensi alla giustizia o al tema del contrasto all’immigrazione clandestina) il tema della riforma del lavoro era ed è una delle architravi del cambiamento possibile. Non è un caso che avesse suscitato tante polemiche (e troppo spesso attizzate da strumentalizzazioni di parte, se non da vere e proprie falsità). In questo clima esasperato anche da chi aveva perduto il potere i terroristi hanno colpito senza pietà. Anche in nome del sacrificio di Marco Biagi, cambiare è sempre più un dovere. Non ci fermeranno»