Il cuore di Nuova Friburgo batte italiano

de Edoardo Pacelli

Chi si avventura sulle montagne dello Stato di Rio, alla ricerca di fresco in queste calde giornate carioca che preannunciano la prossima estate, può trovare una piacevole sorpresa visitando, con la guida di chi conosce bene la città, Nuova Friburgo. Come dice il suo nome, Nuova Friburgo fu fondata da emigranti svizzeri che qui trovarono il clima e le condizioni ambientali più adatte per farne il punto di arrivo e di partenza per una nuova esistenza. Tutto questo è risaputo ed è l'immagine storica che tutti noi abbiamo. Quello che poco si sa è l'importanza e la profondità della presenza italiana in questa città, presenza che è molto antica, qualificata e intimamente legata alla cultura italiana, non solo artitstica, ma soprattutto quella che deriva dalla carica umana dell'italiano lavoratore, dall'umile agricoltore, ai più illustri medici. Qui infatti i medici italiani scoprirono le qualità terapeutiche dell'acqua della città, qui gli antichi contadini, che avevano preso il posto degli schiavi, riscattarono la loro condizione diventando proprietari delle terre, facendo studiare i loro figli, o fondando le prime industrie. Curiosamente, la maggior parte dei medici friburghensi è di origine italiana. Altri potranno parlare dei vari dottor Eboli, dei Mastrangelo, del sindaco La Ginestra, noi vogliamo sottolineare appena il fatto che il sincretismo tra gli italiani e i brasiliani è moltoCoro della Casa d'Italia di friburgo più forte di quanto si pensi e di quanto gli stessi brasiliani vogliano ammettere. I nostri connazionali, a differenza della colonia carioca, provengono da varie regioni, componendo un panorama regionale meglio distribuito che a Rio. Mentre quelli di origine veneta sono ormai alla quarta generazione, quelli meridionali sono alla seconda, ma tutti sono uniti nella grande famiglia della Casa d'Italia, una Casa per gli italiani, orgoglio di tutti gli italiani. Sotto la guida degli ultimi due presidenti, il compianto Antonio Vianello, e l'attuale, Ronaldo Vanzillotta, il sodalizio ha fatto passi da giganti. Coadiuvati da una efficiente direzione, potendo contare con l'impegno di alcuni membri, tra i quali non possiamo dimenticare la macchina motrice, Elisa Orlando, la Casa ha fatto passi da gigante: da un edificio fatisciente si è trasformata in una vera casa dove gli italiani e i brasiliani si incontrano per studiare la lingua, per cantare o, semplicemente, per passare il loro tempo libero. È impressionante notare quanti di loro sono legati all'arte e quanti, senza alcuna discendenza italica, si trovino a La direzione della Casa d'Italia, con il presiente e il vice presidente dell'ACIBproprio agio tra le mura di questo faro di italianità nel cuore di Friburgo. Questo preambolo, dovuto, serve appena per introdurre il motivo dell'interesse per Nova Friburgo. Il pretesto è stato quello della consegna dei diplomi di fine corso agli alunni della "Turma Breno", del professor Alessandro Vianello, già ribattezzato di "Padre Marcello" della Casa friburghense. Grazie al suo entusiasmo, al suo dinamismo e altruismo, integrato perfettamente nella realtà della città, questo giovane professore ha portato una sferzata di giovanile allegria nell'insegnamento dell'italiano, attraendo le nuove leve, ma accattivandosi, egualmente, la simpatia dei meno giovani. Con la collaborazione della professoressa Anna Michetti, Alessandro sta dando nuovo respiro e aprendo nuove prospettive agli italo-brasiliani della città. 

Alla presenza del Presidente dell'ACIB-RJ, professor Luigi Filippo, del Vicepresidente dell'entità, dottor Edoardo Pacelli, del Presidente della Casa d'Italia, Ronaldo Vanzillotta e tutta la direzione, con la regia di Elisa Orlando, la cerimonia è stata un susseguirsi di emozioni causate anche dal CoroL'oratore dei "formandos", Luiz Debbache della casa, con una esibizione di alta qualità artistica. Ma ecco la lista dei neo diplomati: Andrea Rohem Ouverney, Ary Pereira da Silva, Deolinda Maria Fernandes Pereira, Dulce Gomes De Souza, Fernanda Del Priore Barreto, Ivan Neves Brandão, Laudmar Duarte Dos Santos, Luciana Salarini Da Silveiroa, Luiz Deccache, Renata Yumi Spallanzani, Tereza Lucia Bachini Ramos, Wanda Ghessa Hermida. Come si vede non tutti hanno nelle vene sangue italiano, ma sono stati attratti da tutto quello che l'Italia rappresenta nel campo culturale, come ha ben sottolineato, nel discorso dei "formandos", Luiz Decacche, discorso significativo perchè pensato, scritto e letto in italiano da un discendente di libanesi, facendo così incontrare in una piccola città del Brasile, le due culture latine e fenicie.  

 

Il Presidente dell'ACIB-RJ, professor Luigi FilippoGli oratori, Luiz Debbache e Wanda Ghessa Hermida
I professori Anna Michetti e Alessandro VianelloLa "turma" dei formandi con il professore