Inchiesta Telekom Serbia: l'Italia ha perso 886 miliardi di lire

Roma - 20 febbraio 2003

Sei anni dopo aver acquistato e rivenduto alla Telekom Serbia il 29% delle quote azionarie della societa' di telecomunicazioni serba, Telecom Italia ha accusato una perdita totale di 886 miliardi e 536 milioni di vecchie lire, pari al 99,1% del prezzo di acquisto. A tirare le somme di quanto e' costato all'Italia un affare concluso su indicazione del governo di centro-sinistra nel giugno del 1997, sotto il regime Milosevic, sono stati i consulenti finanziari della Commissione parlamentare d'inchiesta Telekom Serbia.

L'operazione Telekom Serbia ''non doveva essere fatta, o almeno non a quel prezzo''. Per Enzo Trantino, presidente della Commissione parlamentare d'inchiesta sull'affare Telekom Serbia, gli oltre 886 miliardi di vecchie lire stimati dai consulenti come totale delle perdite per Telecom Italia, sono ''risultati frutto non del senno di poi: l'operazione nasceva disastrosa''. Secondo Trantino c'erano tutte le premesse perche' l'affare fosse un disastro: ''il prezzo pagato, definito da tutti eccessivo; il rischio Paese (infatti aleggiava la guerra); lo stato obsoleto della rete serba''. ''Se qualcuno si interroga ancora sull' utilita' dell' istituzione della Commissione Telekom Serbia, credo che possa essere servito. Se queste sono le responsabilita' politiche - conclude il presidente -, cercheremo ancora nel caso emergano responsabilita' individuali: senza accanimento e senza fare sconti a nessuno''.