Intervista all’onorevole Martusciello

di Edoardo Pacelli
L'onorevole Martusciello ITALIAMIGA: Onorevole, illustri la sua presenza alla rassegna della Magna Grecia. 

MARTUSCIELLO:Siamo venuti in Brasile perchè abbiamo inteso, come Associazione Internazionale Magna Grecia, avere un'attenzione forte nei confronti di questo paese dalle enormi potenzialità. Paese che, inoltre, si caratterizza per la grande presenza di italiani dato che circa 25 milioni sono coloro che discendono da italiani o sono italiani. Italiani che attraverso un percorso, sovente di sofferenza, nel corso degli anni hanno dato un grande contributo alla crescita economica di questo paese, tanto che, per esempio, il 65% delle piccole e medie imprese nello stato di San Paolo sono di proprietà di oriundi. Questo mi pare un dato illuminante rispetto alla capacità di inserimento degli italiani in Brasile e alla loro capacità, poi, di produrre ricchezza. Ci vuole attenzione nei confronti di questo paese che è un grande mercato, l'Italia è soltanto quarta nei confronti delle esportazioni verso il Brasile, c'è grande potenzialità, ci vuole molta intelligenza, partecipazione e voglia di essere presenti, soprattutto nei settori dove potrebbe essere grande il contributo italiano. Ultimamente ci stiamo caratterizzando per una grande capacità di esportazione di prodotti tecnologici (50% dei prodotti esportati dall'Italia verso il Brasile sono di alto contenuto tecnologico), questo anche alla luce di una serie di accordi di cooperazione che il Parlamento ha ratificato negli anni scorsi. Poi c'è un ulteriore aspetto. Molti degli italiani che vivono qui, sono di origine meridionale. Meridionali come me, come tanti parlamentari, soprattutto di Forza Italia, che sono venuti qui quest'anno con la Associazione Internazionale Magna Grecia. Questo è un ulteriore dato di comunanza di una popolazione, quella meridionale, che sicuramente è molto vicina, per abitudini, attitudini e intelligenza agli italiani che sono emigrati in Brasile. Noi sentiamo una grande vicinanza, sentiamo, quando incontriamo gli italiani che vivono qui, una grande nostalgia ed anche un grande desiderio di tornare in Italia a patto, però, che ci siano le condizioni affinchè l'emigrazione di ritorno abbia un senso. Oggi esiste, per esempio, in certe regioni del nostro paese una necessità di manodopera, che non riesce ad essere soddisfatta e potrebbe esserlo, viceversa, se soltanto fosse data la possibilità a coloro i quali oggi lavorano in Brasile emigrati nel Brasile, di poter tornare in Italia avendo però la certezza di essre in grado di avviare il loro ritorno e il loro reinserimento con una serie di contributi che il Governo italiano dovrebbe 

ITALIAMIGA: potrebbe parlarci della sua proposta di legge sul voto degli italiani all'estero?

MARTUSCIELLO: sono stato primo firmatario di una proposta di legge, che però si muove in direzione completamente diversa di quella, chiamiamola così, tradizionale, quella che è stata poi votata dal Parlamento italiano. È una proposta di legge che tendeva a reinserire completamente il cittadino italiano residente all'estero in qualsiasi certame elettorale (da quello amministrativo, a quello politico nazionale ed europeo, includendo i referendum) perchè ritenevo che la localizzazione dell'ultima residenza in Italia, dovesse essere il meccanismo per il quale il cittadino all'estero avrebbe potuto poi votare dando così un contributo reale a quella che è la propria identità e relazione con la terra d'origine. Ho capito che ha poco senso istituire dei collegi all'estero, nel quale poi si creano dei deputati che poi hanno poco riferimento con il territorio estero. D'altra parte il governo italiano avrebbe poco interesse ad accogliere le problematiche di questi cittadini che sono slegati poi dal contesto italiani. Questo è il senso della mia proposta che intendeva, invece, assimilare completamente e nuovamente gli italiani che vivono all'estero. Abbiamo lottato vanamente di fronte ad una determinazione che si è creata in Parlamento fra l'estrema sinistra e una parte della destra. 

ITALIAMIGA: Lei è napoletano. Ci può dire cosa significa essere imprenditore a Napoli? 

MARTUSCIELLO: significa oggi grande intelligenza, grande vivacità, grande capacità di scommettere. Bisogna essere coraggiosi ancora oggi per poter lavorare a Napoli, purtroppo ancora rispetto alle altre città italiane ed europee, non ha colto completamente le proprie opprtunità di sviluppo. Napoli si colloca all'interno di un'area, che è quella del bacino mediterraneo, dove ci sono oltre 250 milioni di potenziali consumatori. Potrebbe svolgere un ruolo importante, ma non si sono però create le condizioni: la città è chiusa su se stessa, chi vi torna si rende conto, lo dico da napoletano che ama la propria città, che la città si è sviluppata unicamente intorno alla cittadella, iquella zona che va da via Caracciolo a Mergellina e piazza Plebiscito. È un pò poco per una città come la nostra, ma siccome ci saranno le prossime elezioni comunali, l'anno prossimo nel 2001, noi contiamo di poter vincere la battaglia a sindaco di Napoli per poter dare una nuova fisionomia e, soprattutto, una nuova linea di sviluppo che produca benessere e occupazione per i cittadini napoletani.