Sollazzo a ITALIAMIGA: sul voto agli italiani all'estero

L'onorevole Angelo Sollazzo al suo tavolo di lavoroOnorevole Sollazzo, dopo gli ultimi avvenimenti al Senato italiano, può ribadire a ITALIAMIGA la posizione della CIM sulla questione del diritto all'esercizio del voto per gli italiani all'estero?

Confermo -- e ne abbiamo la riprova in questi giorni -- quella che è la posizione della Confederazione degli Italiani nel Mondo, CIM. Noi, se vogliamo realmente arrivare al risultato finale di consentire l'esercizio del diritto al voto agli italiani all'estero, abbiamo bisogno di una legge ordinaria, una legge che non sia di riforma costituzionale, che come stiamo vedendo non passerà, o passerà entro frorse tre o quattro anni. Invece noi siamo in grado di consentire di esprimere questo voto con una legge ordinaria che si può approvare entro 15 giorni. Significa far votare gli italiani all'estero come votano i francesi all'estero, gli inglesi all'estero, i tedeschi all'estero e i brasiliani all'estero. Non capisco perchè noi italiani dobbiamo crearci sempre delle complicazioni creando circoscrizioni estere che molti Paesi non vogliono, perchè molti Paesi non vogliono permettere di votare e fare campagne elettorali sul proprio territorio per eleggere il Parlamento di un'altra nazione. È qualcosa di ridicolo; io ho parlato di aberrazione giuridica, che solo pochi personaggi - quei professionisti dell'emigrazione, quei sei sette personaggi che già si credono deputati all'estero - portano avanti per i loro fini personali. Invece noi dobbiamo coinvolgere tutti gli italiani all'estero e li coinvolgiamo attraverso questa legge ordinaria, che si può realizzare in un tempo molto breve e che quindi consenta, finalmente, dopo 40 anni di attesa, di concedere il diritto all'esercizio del voto. La CIM si impegnerà con molta determinazione per raggiungere questo risultato. Abbiamo lavorato per vent'anni per questo, e quindi io sono convinto e fiducioso che prima delle prossime elezioni avremo una legge per il voto all'estero e finalmente vedremo rispettati i nostri sacrosanti diritti. Voglio aggiungere soltanto una cosa: non possiamo accettare una legge dimezzata, vogliamo votare, sicuramente per il Parlamento Nazionale, ma dobbiamo votare anche per le Regioni. Oggi in Italia, con il federalismo, le Regioni hanno più potere del governo centrale. Vogliamo votare per il Parlamento Europeo, anche in Sudamerica, perchè il Parlamento Europeo fa una politica che incide su una economia globalizzata e quindi, se il voto deve essere dato agli italiani all'estero, deve essere completo, non dimezzato. La domanda che dobbiamo fare a chi è contro questa impostazione, a chi non ci vuol far votare ad ogni costo, dobbiamo dire semplicemente: ma voi ritenete che abbiamo al diritto al voto, o no? Se abbiamo diritto, se siamo cittadini italiani come tutti, dovete consentirci di farlo, altrimenti sarebbe una discriminazione. Ci considerate una categoria inferiore? Si parla tanto di razzismo, questo sarebbe un razzismo alla rovescia. Quando si vota, si vota per tutto, compreso per il referendum, indipendentemente dal contenuto. Si deve permettere di votare. Gli italiani all'estero sono come gli italiani d'Italia. Chi vuole votare deve avere la possibilità di farlo e questo concetto noi lo dobbiamo assolutamente portare avanti, ecco perchè facciamo questa battaglia e vedo che questa battaglia sta avendo successo e di questo siamo molto soddisfatti.

Consiglio Generale della CIM

L'onorevole Sollazzo apre i lavori che si sonosvolti nel Teatro Maestoso di CampobassoSi è svolto a Campobasso, nei giorni 9 e 10 giugno, il Consiglio Generale della CIM, al quale hanno partecipato 38 consiglieri provenienti da 16 Paesi. Particolarmente nutrita la presenza degli argentini e dei brasiliani. All'ordine del giorno numerosi argomenti, tra i quali l'elezione della presidenza e delle vice-presidenze. Ma l'argomento principale, dal punto di vista politico, è stato il nodo del diritto di esercizio di voto al'estero per gli italiani residenti fuori del Paese. A questo proposito il Presidente, onorevole Sollazzo, riconfermato ancora una volta all'unanimità, ha ribadito con fermezza il punto di vista della CIM, contrario alla istituzione dei collegi elettorali all'estero, che non sono altro se non una maniera elegante per protrarre nel tempo l'acquisizione di questo giusto diritto da parte degli italiani che vivono sparsi per il mondo. La soluzione più ovvia e immediatamente realizzabile è, come è noto e come è ribadito nella intervista in basso, il voto nei collegi elettorali di appartenenza. Trattasi della soluzione più semplice e razionale, non avendo bisogno di macchinose approvazioni di ambedue le camere e non andando ad urtare la suscettibilità dei vari paesi dove i nostri connazionali sono ospitati. In varie nazioni, infatti, la elezione dei Comites già è problematica, figuriamoci se vi sarà permessa la campagna politica in favore di candidati di paesi stranieri!

Il momento più significativo dell'incontro si è svolto nel complesso multisala del teatro Maestoso, alla presenza di un numerosissimo pubblico, che ha fatto da cornice alla manifestazione che il Presidente Sollazzo ha fortissimamente voluto che si svolgesse nella natia Campobasso, una città, questa, e una regione che tanto hanno contribuito alla diaspora degli italiani nel mondo. Tra le varie autorità civili, militari e religiose, il Presidente della regione Molise, Di Stasi, che, con la sua presenza, ha voluto ribadire l'interesse che la regione ripone alla risoluzione dei problemi legati ai diritti dei connazionali all'estero. Erano presenti, tra l'altro, anche numerosi parlamentari ed ex ministri, come Claudio Signorile. Una presenza che ha commosso buona parte dei presenti, quella di Bobo Craxi, figlio di uno dei maggiori statisti che l'Italia abbia avuto.

Un omaggio a tutti gli emigranti morti in tutte le parti del mondo è rappresentato, a nostro modesto parere, dall'esecuzione e dal canto corale dell'inno nazionale, un momento che fa parte, all'estero, di qualsiasi manifestazione che veda l'incontro tra gli italiani. Inno che, purtroppo, non fa più parte del patrimonio culturale dei cosiddetti "italiani d'Italia".

Durante l'incontro è stata approvata la data del prossimo congresso mondiale della CIM che si svolgerà a Roma nei giorni 9, 10 e 11 novembre. È stata prevista, anche, tra le varie manifestazioni, una udienza con il Santo Padre.

Momenti della manifestazione

  1. La delegazione brasiliana

  2. Il tavolo di presidenza della CIM. Non poteva mancare ITALIAMIGA

  3. Il presidente della Regione Molise, Di Stasi

  4. Apertura dei lavori preliminari, all'Hotel Roxi di Campobasso

Intervista con l'On. Angelo Sollazzo

Il presidente della CIM, on. Angelo SollazzoIntervista con l'On. Angelo Sollazzo, Presidente della CIM La circoscrizione Estero? Una sorta di Soviet degli emigrati "Ci vuole un voto per i collegi d'origine, un voto normale" (Giovanna Chiarilli, GRTV)

E' di estrema attualità il tema del voto per gli italiani all'estero. Approvata dalla Camera in prima lettura la riforma degli articoli 56 e 57 della Costituzione, fissando in 12 deputati e 6 senatori la rappresentanza degli italiani all'estero, ora il provvedimento sta seguendo il suo iter anche al Senato. Ma il cammino non è semplice. E tra i più scettici, o pragmatici, l'On. Angelo Sollazzo che unico, all'indomani dell'approvazione della circoscrizione Estero, con una nota "fuori da coro", dichiarava al mondo tutti i suoi dubbi. Oggi, l'On. Sollazzo intende spiegare le sue ragioni proprio al GRTV che non fu certo tenero nei suoi confronti. E se c'è chi toglie il saluto dopo un articolo duro, per fortuna, c'è chi, come Sollazzo, cerca il dialogo. A Sollazzo bisogna riconoscere che non si è tirato indietro a nessuna domanda e a tutte, anche le più maliziose, ha risposto senza scomporsi. Anche alla domanda se è vero che la sua è semplicemente un'associazione turistica: 

"Quando facciamo le nostre manifestazioni all'estero ognuno si paga il proprio biglietto con le agenzie che si sceglie, quindi noi dal punto di vista organizzativo non ne sappiamo niente. Basta leggere i nostri volumi per vedere che 'turismo' è la voce più piccola di tutte".

 Tra i fiori all'occhiello della CIM, Sollazzo cita la rivista 'Italiani' "il cui editore è il nostro Vicepresidente regionale Avv. Schiano. Senza dimenticare l'esperienza diretta dell'emigrazione, cosa che non hanno avuto questi parlamentari che si riempiono la bocca di italiani all'estero". La CIM è "un'organizzazione orizzontale presente con propri rappresentanti sia all'interno del CGIE sia della CNE a titolo personale, e non rappresentiamo una parte politica anche perché obiettivamente non ci interessa", spiega il Presidente. Riguardo ai numeri, Sollazzo ha sempre affermato che la CIM "è tra le più grandi associazioni di italiani all'estero, purtroppo le altre ormai sono poca cosa, e se dovessimo dar retta a tutte le nostre 1.800 associazioni, superiamo qualche milione. So che in Argentina c'è una Associazione di tiro a segno che è nostra e che ha 16 mila iscritti. Noi siamo come un contenitore in cui tutti possono confluire. Un'Associazione che non fa capo a questo o a quel partito, a questo o a quel sindacato, a questa o a quella parrocchia: deve essere molto chiaro". E all'osservazione che la CIM sembra un'associazione fantasma, Sollazzo risponde: "Forse in Italia, ma all'estero..." e cita il Congresso di Rio de Janeiro "dove ha preso parte in forma ufficiale un Ministro del Governo D'Alema, il Ministro Follone. C'era l'Ambasciatore, altro che fantasma!". Un'attività, quella della Confederazione degli Italiani nel Mondo, che si concretizza con convegni, dibattiti, conferenze, congressi, iniziative culturali, mostre di pittura: "all'estero siamo una realtà". E tra i prossimi appuntamenti Sollazzo ricorda l'accordo con il Vaticano per far partecipare ad un congresso straordinario il Papa, oppure un congresso l'anno prossimo in Ecuador. "Inoltre abbiamo una convenzione con il Centro Accoglienza Italiani nel Mondo". In merito alla circoscrizione Estero, Sollazzo ha elencato una serie di motivazioni ritenendo anche "un'offesa, all'intelligenza degli italiani all'estero, una cantonata di Tremaglia" la scelta di non farli votare per i collegi di origine per non creare "squilibri politici". Ecco, in questa intervista, le ragioni di Sollazzo che nonostante l'iter della legge, continua a dichiararsi niente affatto convinto che gli italiani all'estero, con la formula scelta, ovvero con la circoscrizione Estero, possano, prima o poi, votare. 

All'indomani dell'approvazione della circoscrizione Estero si è dissociato dal coro dei consensi per evidenziare tutti i dubbi in merito a questo percorso. Riconferma quei dubbi?

Magari fossero solo dubbi, sarei il primo ad esserne felice! Intanto, voglio confermare la mia soddisfazione per il fatto che è comunque stata assodata la volontà di principio di concedere l'esercizio del voto ai cittadini all'estero, e non può essere diversamente visto il dettato della Costituzione. Quando si dice che siamo fuori dal coro, è perché siamo tra i pochi ad avere il coraggio di guardare in faccia la verità. Sono oltre vent'anni che noi ci battiamo per il diritto dell'esercizio del voto, e la Confederazione ha sollevato la questione dei collegi esteri perché si tratta di un'aberrazione giuridica, e quando diciamo che questa legge è inapplicabile non lo diciamo con soddisfazione ma con dispiacere. Dobbiamo ricordare ai nostri amici che invece portano avanti con forza questo percorso, che si vuole far votare i nostri connazionali per il Parlamento italiano facendo campagna elettorale sul territorio di un altro Paese, e sappiamo bene, e questo è l'elemento di inapplicabilità, e chi fa finta di non saperlo evidentemente mente, che da parte dei Paesi in cui c'è un maggior numero di italiani, parliamo dell'Argentina, del Venezuela, del Canada e dell'Australia, ci sono stati pronunciamenti proprio contro questa eventualità. 

Chiedo scusa, ma proprio su questo argomento ultimamente, al contrario di quanto afferma, sia il Canada, sia l'Australia hanno ufficialmente riconosciuto la circoscrizione Estero dichiarandosi disponibili anche alla campagna elettorale, e lo stesso Presidente del Venezuela ha dimostrato nuove aperture. 

Chi ha fatto queste dichiarazioni? 

Il Presidente Chavez in persona nel corso di una intervista, l'Ambasciatore canadese e per ultimo il Governo australiano.

 Io non voglio smentire nessuno, ma sono stato a cena col Presidente Chavez che mi ha riconfermato le vecchie posizioni. Mi permetto di sottolineare che se noi dobbiamo prendere in giro milioni di italiani all'estero dicendo che questa proposta è applicabile, facciamolo pure, però se dobbiamo essere onesti e chiari, smettiamola. Ci hanno provato i portoghesi ed è stato un disastro, questa formula non esiste in nessuna parte del mondo poiché è un'aberrazione giuridica che si faccia una campagna elettorale in un Paese eleggendo addirittura il Parlamento di un altro Paese, è semplicemente ridicolo. Ma se li immagina i manifesti sui grattaceli di New York: "Vota DS" "Vota Forza Italia?". E poi c'è un altro aspetto che io vorrei venisse fuori: questa è un'offesa all'intelligenza politica degli italiani all'estero, perché si vuole ripetere quello che si faceva in Unione Sovietica dove nel Parlamento c'erano i Soviet, ossia i Soviet dei contadini, che rappresentavano i contadini, i Soviet degli artigiani, dei commercianti che rappresentavano le rispettive categorie, ecc. Ecco, noi vogliamo fare i Soviet degli emigrati, quindi è come ghettizzare ulteriormente i nostri italiani all'estero, vogliamo farne una riserva indiana, questa è un'offesa all'intelligenza degli italiani all'estero. 

Il fatto che ci sia un'altra circoscrizione, denominata Estero, perché dovrebbe inficiare la rappresentanza "nazionale", senza contare che i deputati "esteri" sono compresi nei 630 e 315? 

Proprio perché per la prima volta noi ghettizziamo una rappresentanza, creiamo una rappresentanza specifica, territoriale, poi anche sulla rappresentanza ci sarebbe da aprire un altro capitolo: rappresentanza, ma di che cosa? Gli italiani all'estero quando chiedono giustamente il diritto al voto chiedono di partecipare alla vita politica nazionale, che c'entra il territorio, mica esiste una rappresentanza degli emigrati perché devono essere difesi i loro diritti nei luoghi di emigrazione, lì c'è la legge locale, ci sono i parlamentari locali e non hanno bisogno di essere rappresentati lì, loro devono essere elettori attivi e passivi per quello che succede in Italia. E poi dobbiamo stabilire se gli italiani hanno titolo perché questo è il discorso che si deve fare: se questi signori hanno titolo devono votare, se possono votare devono farlo come tutti gli altri, qui si vota per il Parlamento italiano, quindi si vota per i collegi di origine. Io, ad esempio, sono siciliano, e voto per il collegio del paese di provenienza o dell'ultima città di residenza. 

Quindi, secondo le sue tesi, il Parlamento ha approvato un'aberrazione giuridica, il Presidente della Repubblica continua a sostenere questa aberrazione, al pari di tanti politici... 

Io voglio solo riaprire uno spiraglio di correttezza e dire che ci sono stati quattro parlamentari di partiti diversi: l'On. Franco Frattini, deputato di Forza Italia, l'On. Panetta del CCD, l'On. Altea dei Comunisti Italiani, e l'On. Crema dei Socialisti Democratici Italiani, quindi abbiamo due a Destra e due a Sinistra che guarda caso hanno presentato in Parlamento proposte di legge in direzione di quello che diciamo noi, ovvero esattamente l'opposto di quello che si sta facendo in questo momento. Questi parlamentari propongono una legge ordinaria che consenta ai cittadini all'estero di votare nei Consolati, nei luoghi predisposti dalle autorità diplomatiche o per posta per i collegi d'origine. Una soluzione che evita la discriminazione e la ghettizzazione degli italiani all'estero. Poi, tanto per essere fiscali, l'articolo 4 della Costituzione recita che il voto è uguale per tutti, e allora non si può trascurare l'elemento importante del voto negli altri due consessi, come si fa, quindi a non far votare i connazionali per i Consigli Regionali oggi che con il federalismo le Regioni acquistano sempre più importanza ed elaborano le politiche operative sul territorio? Come si può non farli votare, mi riferisco ai cittadini residenti fuori Europa, per il Parlamento Europeo se i bilanci si fanno a Bruxelles e non più a livello di Stato centrale? Vogliamo dar loro un voto dimezzato? A questo punto abbiamo o non abbiamo il coraggio di dire queste cose? Il fatto è, e mi rivolgo in particolare agli amici del CGIE, che tutti hanno alzato le bandiere del "ce l'abbiamo fatta", poi, anche se l'iter va avanti, cominceranno gli intoppi con la seconda riforma costituzionale per non parlare della legge ordinaria, allora ci diranno "Vedete, noi abbiamo provato in tutti i modi, vi siamo venuti incontro, purtroppo non è stato possibile, che volete da noi?". Allora io metto in guardia il CGIE, i Comites, tutti quanti, ricordando che siamo di fronte ad una aberrazione giuridica e ad una difficoltà di applicabilità di questa legge. E siccome nessuno ha il coraggio di dire queste cose, noi, non avendo riferimenti partitici precisi, ci permettiamo di farlo. E siamo convinti che gli stessi cittadini italiani all'estero siano ben convinti di quanto sostiene la CIM. Noi non siamo né stonati né fuori dal coro, ma facciamo delle osservazioni di carattere giuridico e di carattere politico, e pur riconfermando che con la circoscrizione Estero è passato un principio, non posso esimermi dal dire la verità. Poi magari c'è qualcuno che all'estero con mille voti già si sente deputato. Questi sono i professionisti dell'emigrazione! Io continuo a dichiarare il mio appoggio al CGIE, ai COMITES e a tutte le strutture che si batteranno per questa legge, siamo pronti a fare qualsiasi lotta insieme a loro, ma penso che questo cammino non porti al risultato cui sperano. 

Come mai, sia i "politici" sia i cittadini italiani all'estero, pur tra legittimi scetticismi, non mettono in dubbio questa legge, mentre, anche con risultati impopolari, lei è l'unica persona che definisce questa legge una truffa? 

Non credo proprio di essere l'unico, e intanto le posso dire che se dovesse passare questa legge, voteranno talmente in pochi che sembrerà il voto di un paesello, perché la persona che ha fatto successo all'estero non si metterà mai contro il Paese d'accoglienza magari contrario alla campagna elettorale. E poi le centinaia di parlamentari italiani eletti in Canada, Argentina e Stati Uniti cosa farebbero? Quale sarà il loro ruolo? Oggi rappresentano gli italiani, nel momento in cui si vota per il nostro Parlamento sul loro territorio a che titolo possono dire di rappresentare gli italiani all'estero? Così si scombussola tutto. La verità, è che ci vuole un voto per i collegi d'origine, un voto normale, come fanno i francesi i tedeschi, gli americani. Se poi tutto finisce bene, per carità sono contento, ma io ho il dovere in qualità di Presidente di un'associazione e come libero cittadino di mettere in guardia tutti su questo problema. Ufficialmente aiuto ed aiuterò il CGIE, ma queste cose si devono dire, saremmo degli ipocriti altrimenti. 

L'onorevole Sollazzo a Rio de Janeiro

L'onorevole Sollazzo in visita all'Ospedale ItalianoO Presidente da CIM, on. Angelo Sollazzo, veio visitar o Brasil para comunicar oficialmente os nomes dos membros brasileiros do novo Conselho Diretivo: Corrado Bosco, José Mario Santoro, Rafael Zibelli, Pietro Polizzo, Liliana Frenda, Franco Perrotta, Pietro Petraglia, Carlos Mazello e Edoardo Pacelli. O Conselho já teve quatro reuniões, cuja finalidade foi a própria estruturação. Da primeira reunião participou o Presidente Sollazzo. Conselho Diretivo Nacional já se reuniu três vezes tendo como objetivo prioritário a tradução do Estatuto e, logo depois, preparar e dar entrada à documentação para poder  trabalhar no Brasil.

Durante um encontro com a SIBMS (Sociedade Italiana de Beneficência e Mútuo Socorro), o onorevole Sollazzo adiantou a notícia da chegada de membros das diretorias de alguns nosocômios italianos que doarão ao Hospital Italiano novos equipamentos.

Immagini dal Congresso di Rio de Janeiro

  1. L'ambasciatore d'Italia, Michelangelo Jacobucci, con il segretario della CIM, Guidi
  2. Il ministro per i rapporti con il Parlamento, on. Folloni, con alcuni congressisti
  3. Enrico Ruggeri ha chiuso in bellezza i lavori
  4. Entra la bandiera italiana
  5. Il presidente della CIM, on. Angelo Sollazzo, con il presidente di RADIO ITALIA, una delle ex Miss Italia nel Mondo ed il famoso cantante Enrico Ruggeri
  6. Alberto Guidi, l'efficiente segretario generale