Italia e Libano

Roma, 21 febbraio 2002

Il presidente del LibanoII Presidente del Consiglio dei Ministri, on. Silvio Berlusconi, ha avuto un lungo e cordiale incontro con il Presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica del Libano, Rafiq Hariri. I colloqui sono stati seguiti da una colazione. E' stato questo il primo incontro diretto tra i due Premier.

Il Presidente Hariri ha illustrato al Presidente Berlusconi l'intenso sforzo messo in atto dal Governo libanese per il risanamento economico. L'ospite ha particolarmente messo in luce le difficoltà e le prospettive connesse al rientro del debito pubblico che affligge il Paese, sottolineando il rischio che il conseguente pesante onere possa ritardare il rilancio dell'economia. Ha perciò auspicato che l'Italia possa svolgere un ruolo di primo piano, all'intemo della Comunità intemazionale, nell'aiutare il Libano ad assicurare il successo del risanamento e limitare il peso del debito.

Il Presidente Berlusconi ha espresso apprezzamento per la politica di risanamento economico del Governo del Presidente Hariri, che va ad unirsi all'azione per la ricostruzione delle aree del Paese devastate dai conflitti che hanno insanguinato il Libano negli scorsi decenni. Ha poi assicurato che l'Italia si attiverà con i partners intemazionali al fine di ricercare la migliore soluzione per la diminuzione dell'onere che il debito fa gravare sul bilancio libanese. I due Presidenti, pur constatando le già eccellenti relazioni commerciali (l'Italia è il primo partner commerciale del Libano e tra i primi Paesi donatori), hanno concordato sull'opportunità di rafforzare i rapporti bilaterali nel campo economico. E' stata al riguardo convenuta una serie di iniziative per valorizzare e potenziare le piccole e medie imprese in Libano nei settori suscettibili di più rapido sviluppo quali l'agro-industria e l'artigianato. Si è concordato di incrementare i flussi turistici italiani verso il Libano attraverso una campagna promozionale delle risorse paesaggistiche e culturali del Paese dei Cedri. Per quanto riguarda il conflitto tra israeliani e palestinesi, il Presidente Hariri ha espresso la sua preoccupazione per le conseguenze della crisi sul Libano e ha sollecitato un maggior ruolo europeo per incoraggiare le parti a riprendere il dialogo di pace, compiacendosi dell'idea lanciata dal Presidente Berlusconi di un Piano Marshall per il Medio-Oriente. Il Presidente Berlusconi, infine, ha riaffermato che l'obiettivo primario deve essere la cessazione delle violenze in Medio Oriente.

Italia e Siria

Roma, 20 febbraio 2002

Il presidente siriano Assad con il primo ministro BerlusconiIl Presidente del Consiglio dei Ministri ha avuto un lungo incontro con il Presidente della Repubblica Araba Siriana Bashar el Assad. I colloqui sono stati seguiti da una colazione, allargata - per la parte italiana - anche al Ministro per la Attività Produttive Marzano e al Ministro per i Beni Ambientali Matteoli nonché ad un’ampia rappresentanza dell’imprenditoria italiana (tra cui il Presidente della Confindustria D’Amato, il Presidente delle FS Bernini e l’Amministratore Delegato dell’ENEL Tatò). Subito dopo la colazione, alla presenza del Presidente Bashar e del Presidente del Consiglio, i Ministri competenti delle due parti hanno firmato tre importanti accordi bilaterali: sulla promozione e protezione degli investimenti, sulla collaborazione in campo turistico e sulla cooperazione in materia ambientale. Durante i colloqui, particolare attenzione è stata riservata al processo di riforma economica in corso in Siria, a proposito del quale il Presidente Berlusconi ha espresso apprezzamento, incoraggiando il Presidente Bashar a proseguire lungo la strada intrapresa. Il Presidente Bashar ha posto particolare enfasi sulle riforme economiche da lui introdotte, mettendo in evidenza le prospettive e le difficoltà connesse con l’impegno a modernizzare l’economia del Paese e a privatizzare il sistema bancario. In proposito, egli ha auspicato che l’Italia possa svolgere un ruolo di rilievo, riferendosi in particolare al campo della riforma bancaria e dello sviluppo della piccola e media impresa. L’Italia, egli ha aggiunto, gode di un capitale di fiducia e di simpatia in Siria. Il Presidente Berlusconi ha a sua volta sottolineato l’importanza del settore turistico, offrendo la massima collaborazione del nostro Paese per rafforzare i flussi turistici. Il Presidente del Consiglio ha altresì voluto porre l’accento, alla presenza degli imprenditori, sulla necessità di potenziare il flusso degli investimenti italiani. In questo senso, il Presidente D’Amato ha espresso l’immediata disponibilità della Confindustria a inviare in tempi brevi una missione di imprenditori in Siria. Quanto alle tematiche politiche, il Presidente del Consiglio ha insistito sull’importanza di portare avanti in maniera unitaria la lotta al terrorismo internazionale. Per il Medio Oriente, il Presidente Berlusconi ha ricordato che vi deve essere l’impegno di tutti perché cessi la violenza e si stabilisca un dialogo aperto e costruttivo. Non vi è infatti alternativa – ha sottolineato - ad una soluzione politica del conflitto in atto e in tale prospettiva è necessaria una forte azione della comunità internazionale.