L'Ambasciatore Valensise incontra il Presidente della FIESP, Paulo Skaf.

Venceslao Soligo e Edoardo Pacelli - 6 ottobre 2006

L'ambasciatore Valensise e Paulo Skaf - Foto V. SoligoPresso la sede della FIESP (Federazione delle Industrie dello Stato di San Paolo), il nostro Ambasciatore, Sua Eccellenza Michele Valensise, si è incontrato con il presidente dell’entità, Paulo Skaf e con altri membri della federazione. Nell'intervista al termine dell’incontro, l'ambasciatore e il presidente della FIESP hanno illustrato gli obiettivi e gli scopi dell'iniziativa.

Il nostro ambasciatore ci ha rilasciato la seguente dichiarazione: "Questa è una missione concreta di uomini di affari. Apprezzo molto la forma come lavora il presidente della FIESP, Paulo Skaf, favorendo i contatti tra le imprese che hanno potenzialità ed interessi comuni. Non una missione teorica ma bensì molto pratica, che è già stata collaudata nel mese di marzo, con la venuta in Brasile di una delegazione capeggiata dal ministro Scajola e dal presidente della Confindustria, Luca di Montezemolo, quando siamo stati ricevuti qui con tanta attenzione e professionalità. Sono sicuro che, grazie alla straordinaria collaborazione del presidente Skaf e del presidente della FIEMG di Minas Gerais, Robson Braga de Andrade, la visita conseguirà un grande successo a Roma, il 23 e 24 ottobre, e a Milano, il 25. Sono fiducioso che stiamo lavorando in un settore molto concreto nell'interesse degli imprenditori dei due paesi ed i risultati già si possono vedere dalle relazioni tra le nostre imprese e quelle brasiliane, che sono molto positive e promettenti".

Presidente Skaf chi prenderà parte a questa missione?

A questa missione parteciperanno la FIEMG (Federazione delle Industrie dello Stato di Minas Gerais) e la FIESP. Logicamente quando parliamo di FIESP, di questa fanno parte molte imprese che stiamo accompagnando e che agiscono in molti Stati della Federazione, ed, alcune, anche in altri paesi vicini. Si tratterà, quindi, di una missione brasiliana organizzata da queste due entità”.

Come reputa il fatto che come fulcro delle relazioni bilaterali tra Italia e Brasile ci sia oggi un senatore che presiede anche la Camera di Commercio Italiana?

È un fatto molto positivo. Il senatore Edoardo Pollastri è stato qui da noi alcuni giorni fà. Egli è una persona realmente straordinaria, occupando una posizione elevata stando al Senato italiano e, allo stesso tempo, presiedendo tutte le Camere di Commercio che l'Italia ha ubicate nel mondo. Questa integrazione di cariche politiche ed impresariali è molto interessante”.

È stata poi la volta del direttore per il Commercio con l'Estero e delle relazioni internazionali della FIESP, Carlos Cavalcanti, di rispondere alle domande.

Quali sono i principali settori che interessano a questa missione?

Ne abbiamo diversi, che vanno dalla costruzione civile - con i fornitori di ceramica, marmo, granito - al tessile, alla meccanica. Un ruolo particolare sarà svolto dalle piccole e medie imprese che andranno in Italia. Vi saranno, inoltre, altre imprese interessate agli scambi commerciali, alla promozione ed agli investimenti. Per questo la FIESP sta cercando di eleggere l'Italia come partner privilegiato per la realizzazione di questa grande missione commerciale, per far sì che le nostre imprese entrino in contatto con quella fantastica cultura esportatrice delle piccole e medie imprese italiane, che rappresentano un terzo del totale delle esportazioni dell'Italia. La cultura italiana, con i cluster, i distretti industriali, le cooperative, i consorzi per l'esportazione, la cultura dell'imprenditore italiano che gira per il mondo in cerca di nuovi mercati, è il nostro stimolo. Vogliamo che tutto ciò sia trasmesso all' imprenditore brasiliano affinché impari a fare commercio internazionale, perché riteniamo pericoloso l'esport molto concentrato appena nelle grande imprese, ma occorre diversificare e le piccole e medie imprese italiane posseggonno una grande esperienza che possono trasmettere ai colleghi brasiliani”.

È questo un momento adeguato per organizzare questa missione? Ci sarà un ritorno positivo a medio-lungo termine? Quali saranno i settori prioritari?

Noi non stiamo inventando il commercio bilaterale Brasile-Italia, noi stiamo contribuendo affinché questo commercio si espanda, questo è appena un momento di vari altri e la Confindustria sta già organizzando azioni per il prossimo anno, nell’ambito del memorandum Confindustria-FIESP. La nostra alleanza sarà di lungo termine, la nostra unica certezza è il fatto che il commercio bilaterale attualmente è inferiore a quello che ci piacerebbe che fosse e dobbiamo lavorare per ampliarlo. La FIESP è costituito da 130 sindacati ed associazioni che rappresentano circa 90 settori industriali, non compete alla FIESP dire quali settori avranno una priorità, individueremo quelli in cui ci saranno maggiori possibilità di scambi”.

Quanti imprenditori parteciperanno a questa missione?

Crediamo che più di cento impresari dovranno essere con noi, in Italia”.

Ci sarà la possibilità di trasferimento di tecnologia dall'Italia verso il Brasile?

Questo è uno degli obiettivi principali: il trasferimento di tecnologia, perché il Brasile si serve molto della tecnologia italiana”.

Quali sono i requisiti per partecipare a questa missione?

L'imprenditore brasiliano deve possedere una grande tendenza ad esportare e questo è un primo elemento basico per poter partecipare a questa missione. Il secondo elemento è che l'imprenditore brasiliano debba avere un grande interesse ad importare capitale e tecnologia. Il terzo elemento fondamentale di questa missione è quello di attrarre investimenti per la costituzione di joint-ventures. Il Brasile può effetivamente essere una piattaforma per gli investimenti italiani, come l'Italia può essere una piattaforma per gli investimenti brasiliani. Quarto elemento fondamentale, quello del Brasile diventare una fonte di outsourcing per le ditte italiane che vogliono venire in questo paese, in cui le imprese italiane, in quanto brasiliane, potranno avere accesso ai mercati del Mercosud e dell'America Latina, producendo qui con marchio italiano per poi distribuire, i prodotti finiti, in questa regione e nel resto del mondo. Più in avanti dovremo pensare ad un accordo di libero scambio tra Mercosud e Unione Europea. Il Brasile ha un posizione molto favorevole alla conclusione di questo accordo”.

Nella recente Fiera, la Cosmoprof/Cosmetica, le vetrine del settore internazionale erano quasi vuote. Nonostante la buona volontà di questo tipo di missioni, non le sembra che poi il tutto si perda nelle maglie della burocrazia?

Noi come entità di classe, di rappresentanza, possiamo solo lamentare quanto è successo. La FIESP ha elaborato un programma molto dettagliato e chiaro, con delle proposte che sono state consegnate a tutti i candidati alla presidenza della repubblica. Le abbiamo presentate assieme alla CNI-Confederazione Nazionale dell'Industria, nella parte riguardante il Commercio estero. Una delle proposte che riteniamo fondamentali è quella che concerne la separazione della Dogana dal Ministero del Tesoro (Receita Federal). Suggeriamo che la dogana debba uscire dall'ambito di questo ministero e passare al Ministero dello Sviluppo Industria e Commercio Estero, affinché si capisca che la dogana deve favorire il commercio con l'estero e non intralciarlo. Il funzionario pubblico brasiliano deve essere istruito affinché capisca che la burocrazia non può contrapporsi allo sviluppo del paese, non si tratta di abolire la dogana, ma che non avvengano illegalità”.

Cosa si aspetta dal governo brasiliano e da quello italiano?

Da quello brasiliano, che adotti delle misure che favoriscano il commercio estero a partire dalla riduzione dei tassi di interesse per favorire gli investimenti, e una politica cambiaria che favorisca l'esportazione. Da quello italiano ci auguriamo che ci riceva cordialmente, con la presenza del primo ministro, Romano Prodi, e dei componenti del governo interessati al settore”.