L'Economist boccia Mortadella

di Barbara Alessandrini  - da L'Opinione del 9 aprile 2004

La spocchia elettorale del centrosinistra colpisce ancora. Fin qui nulla di nuovo. Il fatto è che colpisce sempre più frequentemente a sproposito. L’incauto capogruppo della Margherita al Senato Willer Bordon non ha fatto in tempo a scagliarsi, lancia in resta, contro Forza Italia perché colpevole di non riuscire a comprendere la “probità”, la “serietà”, e la “competenza tecnica” di Romano Prodi, definite “anni luce al di sopra della sua portata” che dall’Economist è caduta sulla testa dell’incompreso presidente della Commissione Ue una clamorosa bocciatura. La seconda in poco tempo, per la verità.

Ma allora se le capacità di Prodi “non sono certo in discussione - come sostenuto da Bordon - né in Europa, né in Italia”, come mai anche la stampa estera tradizionalmente ostile a Berlusconi e più vicina alla sinistra ha stroncato pubblicamente il povero Prodi delle meraviglie e alcuni suoi importanti commissari, denunciandone tutta l’inadeguatezza a ricoprire l’importante ruolo europeo? Dalle considerazioni dell’Economist (The re-entry man Apr 1st 2004 From The Economist print edition: If the commission president wants to play Italian politics, he should resign) emerge infatti un presidente della Commissione europea ormai debole ed inefficiente, e che ha usato la sua posizione per attaccare Berlusconi e screditare il nostro paese. Tutta questa indignazione da parte del centrosinistra è a sproposito. Chissà l’opposizione come tenterà di rimediare a tanta mancanza di cautela. Anche perché, diciamola tutta, le sarà difficile dimostrare che anche l’Economist è finito nelle mani di Berlusconi. Come diceva San Paolo: “Nisi caste saltem caute”.