L'Economist cambia idea su Silvio Berlusconi e sulla squadra che compone il suo governo.

15 giugno 2001

 In una corrispondenza da Roma, intitolata ''Tutti frutti'', il settimanale britannico dedica oggi un articolo al nuovo governo italiano sottolineando che Silvio Berlusconi e' riuscito a mettere in piedi un governo di cui e' ''chiaramente il capo'', con un'elenco di ministri ''di suo grande gusto''. L'Economist ricorda che negli ultimi nove anni, dal crollo del vecchio sistema dominato dalla Dc, in Italia non era sempre stato cosi'. I governi infatti erano composti da ''un guazzabuglio di persone diverse -ex comunisti, verdi, cattolici, tecnocrati, spesso guidati da un premier poco piu' che un primus inter pares''.

Otto ministri, compreso il capo, sono lombardi, solo una delle venti regioni italiane, la piu' ricca e quella maggiormente caratterizzata dall'atteggiamento 'ghe' pensi mi' (go-getting, can-do nella versione originale). Il nocciolo della questione puo' quindi essere riassunto per l'Economist nel capire se ''i lombardi cambieranno l'Italia o Roma i lombardi''. L'inclusione nel governo dei leader dei partiti della coalizione, Gianfranco Fini e Umberto Bossi, viene giudicata inoltre dal settimanale britannico ''una mossa brillante''. Sempre riferendosi al passato, il corrispondente da Roma ricorda come i leader politici fuori dal governo avessero lanciato bordate e manovrato dai fianchi. ''Questa volta Bossi sara' strettamente inquadrato''. L'Economist sottolinea inoltre come Renato Ruggiero e Antonio Martino (la cui nomina alla difesa potrebbe essere stata ''incoraggiata da una parolina della Casa Bianca'') siano i ministri che con maggior probabilita' ''peseranno di piu' e potranno godere di maggior libertÓ".