La lista del petalo, del partito, dell'unione...

di Renato Farina - da Libero del 16 giugno 2004

E adesso, Prodi?Romano Prodi ieri, con una lettera alle "care amiche e ai cari amici dell'Ulivo" ha chiesto "un'assemblea costituente". Lo scopo: partorire un nuovo soggetto politico. Un altro? A questo punto uno normale dell'Ulivo, si spara o - se è contro il suicidio - comincia a mordere. Perché? Il perché sta nella geografia. Proviamo a stendere sul tavolo una piccola mappa dei cosiddetti vincitori. Vediamo: Uniti nell'Ulivo (quattro partiti) più Ulivo (tre partiti) più il Quasi Ulivo di Mastella (un partito più un'alleanza) più Altri (...) (incredibile, forse un partito solo). All'interno di uno dei quattro partiti di "Uniti nell'Ulivo", c'è la Margherita. La quale ha notoriamente molti petali, ma sembra più che altro una pianta carnivora. Esistenzialmente, un uomo che abbia vissuto per la politica e ora stia seduto su un petaletto di quel partito, e si senta dire da un vecchio arnese come Prodi: alè, ragazzi abbiamo scherzato, si ricomincia; uno così, secondo voi che fa? Pensiamo ad un uomo tipico di questo schieramento, ma scegliendo proprio il più tranquillo di tutti. Ad esempio Franco Marini: uno che fuma la pipa e ha un grosso cane, ha la camicia a quadrotti, e in tutti i telefilm americani di Lassie uno così è la serenità in persona.Ecco, cerchiamo di capire cosa vede Marini coi suoi occhi e che cosa trattiene nella memoria. Anticipiamo il finale: appena gli passa vicino qualcuno che gli parla di Prodi o Rutelli o Di Pietro, logico che cerchi di strozzarlo.Se fossimo al suo posto vedremmo arrivare gli infermieri su tricicli da neurodeliri. Dunque. Franco Marini. Era segretario della Cisl. È entrato nella Dc. È diventato popolare del Ppi seguendo Martinazzoli. Poi è arrivato Buttiglione. Il quale prima va a sinistra, poi va a destra. Scissione. Marini va a sinistra con Castagnetti. Sostiene Prodi. Vincono. Prodi cade. Il Partito popolare comincia dopo poco a dialogare con i Democratici di Prodi e Rutelli (con la tessera dei Verdi fino a un attimo prima, e prima ancora dei Radicali). Nel frattempo i Democratici, mentre discutono con i Popolari sulla fusione, giocano d'anticipo e si trasmutano come in un libro di Apuleio nell'Asinello, dove diventano un equino solo con Di Pietro.Ecco però che nel 2002, finalmente, i Democratici orfani di Prodi (il quale pensa più in grande, non perdiamolo di vista) si decidono a mettersi insieme con i Popolari. Ad essi si sommano i diniani di Rinnovamento italiano e l'Udeur-Il Campanile di Clemente Mastella. E Di Pietro? Ammazzato l'Asinello, se ne sta fuori. E Marini? Un po' a fatica, ci tiene al suo vecchio stile democristiano, subisce ma accetta. Era stato a un passo dal diventare presidente della Repubblica al posto di Ciampi nel 1999. Aveva partecipato all'eliminazione di Prodi, che lo odia ricambiato. Ora però, il povero Marini, accetta di sciogliersi in questo fiorel,lone rutelliano insieme agli altri prediletti di Prodi (che sta furbamente fuori, ma sorveglia). Dunque si sono radunate quattro entità, che si chiamano dapprima "Libertà è Democrazia", poi diventano Margherita. Franco Marini credeva di starsene un po' tranquillo. Ma no, se ne va Mastella con la sua Udeur. Se ne va ma resta a sinistra, anche se un po' più in qua. Finché (qui saltiamo un po' di passaggi) si rifà vivo Prodi. Dice: uniamoci tutti. Aderiscono Margherita, Ds, Socialisti di Boselli.È il Triciclo, cui si aggiunge il quarto ruotino dei repubblicani della Sbarbati.Ma questo è solo il nocciolo incasinato, incasinatissimo della cassaforte prodiana. Vanno dal notaio, sistemano le questioni di lira, anzi di euro da spartirsi. E si apprende che questi uniti nell'Ulivo non sono quattro partiti e basta. Ma sono quattro partiti più Dio, dotato di personalità come un partito a parte, cioè Prodi. I quattro si presentano in una sola lista incollaticcia. La chaiamano Listone. Ma nel Listone c'è anche un altro Listone: sono i Diesse appunto del Listone chiamato anche Correntone o Aprile. I quali ci stanno ma nicchiano, non gli piace Rutelli.Bussa Di Pietro al Triciclo. Gli dicono di no. I girotondini, tranne Santoro, si uniscono a Di Pietro con Occhetto. I comunisti di Diliberto fanno lista a sé ma restano Ulivo, così come vuole essere considerato anche Di Pietro, anche se il suo ideologo Occhetto preferirebbe la Carovana all'Ulivo. Rifondazione invece è fuori dall'Ulivo, ma alleata dell'Ulivo, e si consorzia con i Centri sociali, i quali però non si capisce se ci stanno o no a Prodi. Manca qualcuno? Ma sì, Martinazzoli che è entrato nell'Udeur, e se non altro è riuscito a togliere il campanile e ci ha messo un nome tipo Alleanza. Ci sono le elezioni. Chi ha vinto? In 47 hanno vinto, e ciascuno pretende di essere il migliore, con sopra Prodi che pontifica e chiede di fare un altro passettino, un altro partito, uno nuovo. Logico che Marini voglia strozzarlo.