La presenza dell'On. Tremaglia motivo di orgoglio del neo Governo Berlusconi.

Goffredo Morgia/GRTV

 Dopo il via libera del Senato, il verdetto di Palazzo Madama è stato decisamente favorevole al nuovo esecutivo (su 313 presenti 175 Senatori hanno espresso il loro consenso, 133 hanno detto no e 5 si sono astenuti), il Governo Berlusconi ha ottenuto anche la fiducia della Camera dei Deputati. Un significativo consenso parlamentare, a Montecitorio le forze della maggioranza hanno votato in maniera compatta per il loro leader (351 sì, 261 no ed un solo astenuto), che darà al nuovo Presidente del Consiglio e a tutto l'esecutivo ampia facoltà di manovra. A trarre vantaggio dal verdetto, che garantisce al Governo pieni poteri ed un'indiscussa stabilità, saranno in primo luogo i dicasteri di nuova costituzione, come ad esempio quello per gli italiani nel mondo, che nelle prossime settimane dovranno definire le loro competenze istituzionali.

Proprio a questo Ministero ha fatto riferimento l'On. Ignazio La Russa nel corso della sua dichiarazione di voto alla Camera, definendo la presenza dell'On. Tremaglia nell'esecutivo uno dei motivi di orgoglio del neo Governo Berlusconi.

Cominciano quindi a delinearsi le importanti prerogative e finalità che il nuovo Ministro per gli Italiani nel Mondo Mirko Tremaglia, nel corso del recente convegno del MAE sulla proiezione internazionale delle emittenti radio televisive, ha illustrato ai rappresentanti della stampa. Un incontro di ampio respiro, i giornalisti hanno spaziato a 360 gradi sulle problematiche dei nostri connazionali all'estero, che il protagonista di tante battaglie parlamentari ha affrontato con la consueta competenza e rinnovato entusiasmo. E' infatti un Tremaglia disteso e a tratti sorridente quello che inizia a parlare ricordando ai giornalisti i successi della passata legislatura. "Con l'istituzione della circoscrizione Estero e la definizione del numero dei parlamentari che verranno eletti dai nostri connazionali (12 deputati e 6 senatori) abbiamo fatto entrare i diritti dei cittadini italiani all'estero nella carta costituzionale. Dopo decenni di illusioni, delusioni e cocenti sconfitte questo successo deve essere interpretato, e forse la classe politica italiana non l'ha compreso fino in fondo, come un vero e proprio miracolo. Poi purtroppo vi è stata la mancata approvazione della legge ordinaria che ha impedito ai nostri connazionali di votare ed ha fatto nascere un grande movimento di protesta. Questa mobilitazione e l'impegno del Presidente Ciampi, il Capo dello Stato è stato vicino alle nostre collettività all'estero ed ha fatto riscoprire agli italiani in Patria l'orgoglio nazionale, hanno portato alla costituzione del Ministero per gli Italiani nel Mondo. Io ritengo - ha proseguito Tremaglia dopo aver ricordato che il nuovo Ministero avrà tra i suoi interlocutori i 320 parlamentari di origine italiana che svolgono attività politica nei vari Paesi d'accoglienza - che la norma ordinaria che completerà la riforma del voto, grazie ad una concreta politica dell'intesa, potrà essere approvata entro la fine dell'anno. A tale scopo ho già ripresentato il progetto di legge ordinaria a tutti i gruppi parlamentari. Sul voto degli italiani all'estero, quando sono in gioco interessi generali il discorso del bipartisan diviene essenziale, non vi saranno dunque scontri tra forze di maggioranza e d'opposizione. Verrà invece raggiunta un'intesa che potrebbe portare, entro Natale, al varo della legge ordinaria". Ma per rendere pienamente operativo il voto dovranno essere completati anche specifici adempimenti tecnici. "Dall'approvazione nel 1988 della legge sull'AIRE - ha ricordato infatti Tremaglia - vi è sempre stata incertezza sui dati. A tutt'oggi le liste, che vengono gestite direttamente da 8.000 Comuni, si differenziano nettamente dalle stime dell'Anagrafe consolare. E' quindi sorta la necessità di verificare queste informazioni. Un necessario adempimento tecnico che di fatto ha impedito, alla fine della scorsa legislatura, l'approvazione, presso l'aula del Senato, della legge ordinaria sull'esercizio di voto. Per superare questo ostacolo abbiamo dunque pensato di togliere ai Comuni questa competenza e di creare, in accordo con il Ministero degli Esteri e dell'Interno, un singolo schedario nazionale dove confluiranno i dati degli italiani residenti all'estero".

Non c'è però solo il voto nell'affollata agenda programmatica del Ministro. "Bisogna comprendere - ha aggiunto l'esponente dell'esecutivo prendendo spunto dalle domande dei giornalisti sul Convegno del MAE - che l'informazione rimane un nodo cruciale. Fino ad oggi il flusso comunicativo per l'estero è stato garantito dalle 390 testate e dalle radio che operano nei Paesi d'accoglienza. Importanti mezzi di informazione che ancora non ricevono adeguati finanziamenti dalle Istituzioni. Una situazione inaccettabile. Per quanto riguarda invece Rai International, una struttura che potrà funzionare a pieno regime solo dopo l'acquisizione di nuove risorse, il Ministero degli Italiani nel Mondo si impegnerà a realizzare quello che in passato non è stato fatto. Nel corso degli anni io ho avuto modo di ascoltare - ha sottolineato quindi il Ministro dopo aver ricordato l'eccezionale l'importanza e gli indiscussi vantaggi di una corretta tv di ritorno - tutte le promesse dei vertici Rai e gli impegni che erano stati presi in merito ai finanziamenti dai vari Ministeri (Esteri, Beni Culturali, Commercio Estero). Noi riprenderemo questi colloqui per far sì che Rai International abbia la possibilità, non solo di sopravvivere, ma di operare con piena efficacia". Ma vi sarà massima attenzione anche per le altre forze in campo, come ad esempio gli Istituti di Cultura (si studierà il modo per renderli più efficienti), la Dante Alighieri, gli Istituti per il Commercio Estero e le Camere di Commercio nel mondo. Una grande risorsa ed uno schieramento immenso, l'indotto dei nostri connazionali all'estero in favore dell'Italia è di 114mila miliardi all'anno, che dovrà essere in qualche modo collegato all'Italia. "La nascita di questo dicastero - ha proseguito il Ministro evidenziando la necessità di lavorare in piena sinergia con il MAE - avrà tutte le connotazioni di una grande impresa. Per avere successo bisognerà dunque seguire una strategia ben calcolata e cioè l'assoluta, totale e completa alleanza con il MAE e con il Consiglio Generale degli Italiani all'Estero. Le specifiche competenze devono essere ancora definite ma è ormai praticamente certo che non vi sarà più un Sottosegretario con delega all'emigrazione. Tra 10 o 15 giorni rinnoveremo con un decreto legge del Presidente del Consiglio la bozza operativa che già in passato definiva le competenze del Ministero degli Italiani nel Mondo". In questo contesto i primi impegni ufficiali del Ministro saranno dedicati al coraggio della memoria, l'8 agosto Tremaglia si recherà a Marcinelle per commemorare i 146 italiani caduti nel disastro della miniera (una tragedia simbolo del sacrificio e delle sofferenze dei nostri connazionali nel mondo), e alla tessitura di una piena collaborazione, avrà luogo al più presto un incontro tra il Ministro, il Segretario generale Narducci ed i massimi esponenti del Consiglio, con i rappresentanti del CGIE. Un complesso lavoro di approfondimento che verrà completato da una serie di incontri con le variegate collettività italiane nel mondo. "Dopo la definitiva approvazione del voto - ha sottolineato infatti il Ministro - visiterò le comunità e i rappresentanti istituzionali dei Paesi che ospitano i nostri connazionali. In questo contesto non bisogna dimenticare che gli italiani nel mondo, 3 milioni e mezzo di concittadini e 60 milioni di oriundi, rappresentano un veicolo privilegiato per i rapporti internazionali del nostro Paese. Io considero - ha concluso Tremaglia ricordando il suo impegno personale in favore degli italiani all'estero e la necessità di stabilire uno stretto legame tra valori e politica - i nostri connazionali nel mondo come una famiglia. A questa grande famiglia ho dedicato tutta la mia vita politica. La politica è fatta anche di sentimenti e quindi per portare avanti delle battaglie bisogna crederci fino in fondo. Il discorso del potere io non lo conosco e ritengo, lo stesso concetto è stato più volte ribadito anche dall'On. Violante, che la politica debba essere fatta guardando ai principi ed ai valori che noi tramandiamo a coloro che ci sono vicini. Dare alla nostra gente il pieno esercizio del diritto di voto non sarà solo un atto di giustizia ma anche di democrazia".