La visita di Casini a Rio de Janeiro: l'incontro con la collettività

di Edoardo Pacelli - Rio de Janeiro 17 gennaio 2002

Il presidente Casini con l'ambasciatore PetronePossiamo ben affermare che in questo 17 gennaio 2002 si è avuta la chiara sensazione che qualcosa è veramente cambiato nei rapporti tra l'Italia e gli italiani che vivono all'estero, in modo speciale coloro che abitano e lavorano in Brasile. Lo si è capito molto chiaramente prima dalle parole dell'Ambasciatore Vincenzo Petrone (impeccabile come sempre), che ha esibito lo spirito imprenditoriale che l'onorevole Berlusconi intende instaurare alla Farnesina, quindi in quelle chiare, concise e estremamente incisive del presidente Casini. Questi ha affermato che l'Italia ha finalmente ha preso coscienza della responsabilità che incombe sulle autorità di governo, derivante dalla sacrosanta concessione del diritto di voto nelle sedi di residenza ai nostri connazionali, una battaglia vinta, non solo dal ministro Tremaglia che ne aveva fatto per decine d'anni una questione d'onore, ma dall'intero parlamento visto che la legge è stata approvata, alla fine, dalla stragrande maggioranza. Con la concessione del voto, ha affermato, non si è concluso e risolto il problema, ma si è innescato un processo che, partendo dalla presa di coscienza che da parte della madrepatria sono andati dispersi vent'anni, dovrà portare al riconoscimento della particolare identità degli italiani che vivono da decenni all'estero, soprattutto nei paesi del Sud America. Tutte le iniziative che le antiche autorità di governo avevano espletato negli ultimi decenni, non solo rappresentavano in parte appena il liberarsi di un peso sulla coscienza, ma erano intese come provvedimenti per connazionali che un giorno sarebbero rientrarti in Italia. In realtà, da questa parte dell'oceano, i nostri "emigranti", malgrado siano ancora orgogliosi delle proprie radici italiche, dall'altro sono legittimi e fieri cittadini brasiliani o argentini. Bisogna pertanto investire in cultura, in lingua italiana, ma con interventi mirati, con il controllo vero ed effettivo di come siano spesi i soldi dei contribuenti italiani. I controlli non devono essere svolti con criteri da enti publici, ma con quelli da imprese. Inoltre, i corsi professionalizzanti del Ministero del Lavoro italiano, non devono servire per accontentare nepotisticamente gli appetiti dei potenti e dei loro amici di turno, i furbetti o gli intrallazzatori come avveniva nei tempi dell'antica partitocrazia, ma devono servire effettivamente a formare professionalmente mano d'opera italo-brasiliana che possa svolgere le proprie attività lavorative in Brasile, o negli altri Paesi dove normalmente vive, creando legami sociali ed economici che rafforzino gli interscambi tra i due paesi. Oggi, per esempio, il parere espresso dai Comites sui vari progetti, è assolutamente risibile, senza effettiva possibilità di verifica e di controllo sui bilanci da parte dei suoi membri. Casini ha affermato che quello che l'Italia puó e quindi, kantianamente, deve fare, non consiste appena nello snellire le pratiche di riacquisizione della nazionalità italiana agli aventi diritto, facendo così fuggire la gente, principalmente la più giovane, dai paesi a rischio, ma nel dare o creare le opportunità ai nostri discendenti affinchè il loro nuovo paese possa uscire dalla crisi attuale e rioccupare il posto che merita nel consesso internazionale. Devono essere aiutati a combattere e a vincere la loro battaglia, questa nuova sfida. Rispondendo quindi al presidente del Comites che accennava alla necessità di lottare contro la globalizzazione, Casini ha fatto osservare che questa non può essere giudicata nè bene, nè male. La globalizzazione è uno strumento il cui effetto dipende da come venga impiegato e con quali finalità. A questo proposito ha sottolineato il fatto di come l'attuale governo d'Italia in primo luogo sia stato il primo a concedere il condono del debito pubblico ai paesi in via di sciluppo e come il popolo italiano contribuisca, con l'attività di volontariato, ad alleviare i disagi delle popolazioni carenti. Il volontariato si basa su organizzazioni per la maggior parte cristiane e cattoliche, come la pastorale di appoggio al minore che opera a Rio. Si è quindi scagliato contro il cosiddetto turismo sessuale che sfrutta la prostituzione dei minori.
Il qualificato pubblico presente ha lungamente e con convinzione applaudito il discorso del Presidente che si è quindi congedato dopo un breve colloquio con i rappresentanti di alcune ditte italiane che operano in Brasile, come la Telespazio, la Marconi e la Alenia Spazio, membri della Camera di Commercio Italo-Brasiliana di Rio. Gli operatori hanno sottolineato la necessità di recuperare il tempo perduto, per poter contrastare, ad armi pari, le iniziative dei nostri agguerriti concorrenti, in primo luogo francesi. Casini ha assicurato i presenti che si appresterà a riferire al Presidente Berlusconi le impressioni, i suggerimenti e le proposte che ha ricevuto in questo viaggio. Ha tenuto a precisare che si è sorpreso per il fatto che che non ha ricevuto proteste. Ciò rappresenta, senza dubbio, un ottimo segnale per il futuro.