Ma l'euro di Prodi ci costa

Per Tremonti Italia in regola: e D'Alema ci ha fatto entrare la Cina in casa - da Libero del 9 aprile 2004

Il carovita? Telefonate a Prodi. È l'invito del ministro dell'Economia Giulio Tremonti, che ieri ha sferrato un nuovo attacco alla Commissione europea e al suo presidente. «Una botta di carovita causata dall'euro ha spostato pezzi di ricchezza e pezzi di vita della gente - ha detto Tremonti ai microfoni di Radio Anch'io. Se volete sapere a chi rivolgervi fate lo 00322 (prefisso di Bruxelles) e chiedetelo a Prodi che vi spiega la meraviglia dell'euro e come lo ha fatto così bene». Ma il ministro Tremonti è abbastanza ottimista sull'andamento dell'economia. «Mi sembra che i prezzi stiano cominciando a scendere», ha dichiarato. Poi ha aggiunto che in Italia il changeover «ha avuto impatto maggiore non perché non siano state fatte le procedure richieste dall'Europa. Abbiamo fatto quello che hanno fatto gli altri Paesi. Tuttavia da noi ci sono catene di negozianti che hanno fatto i prezzi a modo loro. Hanno raddoppiato il cambio». La politica economica dell'Europa e quella dello scorso governo di centrosinistra sono state pessime per Tremonti. A suo avviso, attraverso il Wto, l'Ulivo ha fatto entrare la Cina sui mercati occidentali: «Quando ho iniziato a parlare della Cina sembravo matto - ha detto il ministro - ora ne parlano tutti». L'ingresso della Cina è - secondo Tremonti - «un errore storico della sinistra, lo dobbiamo a Fassino e D'Alema che ci hanno fatto entrare la Cina in casa. Siccome sono stati comunisti dovevano diventare mercatisti». Per quanto riguarda Romano Prodi Tremonti ha affermato che «ha fatto tutte le regole del mondo tranne quelle necessarie. Negli ultimi mesi ci sono stati 2,3 km lineari di regole inutili sulle pere e sulle mele». Viceversa la Commissione avrebbe dovuto «difendere le nostre produzioni contro i falsi». E un altro attacco, di tipo politico, a Prodi e alla Commissione Ue è arrivato dall'Economist, che denuncia come l'organismo sia ormai allo sbando, con commissari che se ne vanno, senza una leadership forte e un presidente troppo preso dal ruolo di capo dell'opposizione italiana. Infine Tremonti è tornato sulla questione dello sfondamento della soglia del 3% nel rapporto deficit-Pil. «Abbiamo chiuso bene il 2003 e chiuderemo bene anche il 2004 - ha annunciato. Tutti i Paesi europei sono in una situazione difficile, l'Italia chiuderà bene: ci rivediamo nel febbraio 2005 per vedere come sono andate le cose. La spinta dell'economia - ha aggiunto il ministro a proposito dei progetti del governo - non sarà limitata al taglio delle tasse ma anche ad altre cose importanti. Stiamo mettendo a punto un pacchetto completo».