Marsili a Rio de Janeiro

Edoardo Pacelli - 12 marzo - Rio de Janeiro

Il console Generale, Francesco Mariano, ed il Ministro Plenipotenziario Carlo Marsili Il ministro plenipotenziario Carlo Marsili, Direttore Generale per gli italiani all'estero e per le politiche migratorie della Farnesina, dopo aver visitato la sede consolare di San Paolo ha voluto incontrare anche la comunità di Rio de Janeiro. Accolto dal Console Generale Francesco Mariano, con la regia del dottor Massimo Sassi, ha visitato l'edificio consolare, soffermandosi a parlare con il vice presidente, dottor Mario Bianco, il direttore sociale, signor Carmelo Trotta, ed il direttore di pianificazione, dottor Edoardo Pacelli, della Società Italiana di Beneficanza e Mutuo Soccorso, l'ente che amministra l'ospedale italiano incaricato, tra l'altro, di assistere i connazionali in visita a Rio de Janeiro, qualora avessero bisogno di cure mediche. Successivamente la comitiva si è recata nella sala delle riunioni del consolato dove il dottor Marsili ha porto un breve messaggio ai presenti, rappresentanti della comunità italiana nella città carioca, a nome suo e a nome del Ministro Tremaglia che ha dovuto rimandare la sua prima visita al Brasile, per improvvisi impegni. Il ministro Marsili ha illustrato un poco la storia del Ministero degli Italiani all'estero, ricordando le gelosie della prima esperienza del 1994 sino all'attuale felice e corretta convivenza tra il Ministero degli Esteri ed il proprio ministero. In poco più di un anno è stata realizzata la prima conferenza degli italiani all'estero, è stato preso l'impegno di aumentare la presenza femminile nelle varie entità rapppresentative, l'incontro con 340 parlamentari di origine italiana provenienti da molti parlamenti nel mondo (una cinquantina di quiesti erano brasiliani), per terminare con la Conferenza dei Consoli, svolgendo questi una maggiore attività a contatto con le variegate comunità italiane. Per finire, ha ricordato che il 18 marzo prossimi venturo avverrà la conferenza Stato-Regioni con la finalità di Il Ministro Carlo Marsiligiungere ad un coordinamento degli interventi regionali verso i connazionali all'estero, oggi confusi e dispersivi. Ha ricordato, inoltre, che in vista della prossima legge di attuazione per l'esercizio del diritto di voto agli italiani all'estero, è in fase di promulgazione la legge che permetterá l'ingaggio di 150 contrattisti, che dovrebbero operare nelle sedi più carenti di personale, per agilizzare l'aggiornamento dell'anagrafe consolare. Hanno preso la parola, successivamente, il Consigliere del CGIE e il presidente del Comites, che hanno ribadito la necessità di agilizzare le pratiche per l'ottenimento della nazionalità, il problema dell'assistenza ai connazionali bisognosi, e il potenziamento dei corsi di italiano. Sono quindi intervenuti alcuni presenti, tra i quali il direttore di ITALIAMIGA che ha posto quattro questioni. La prima riguarda i figli di coloro che si sono dovuti naturalizzare per poter lavorare, successivamente è stata loro riconosciuta la posssibilità di riavere la nazionalità italiana, ma il legislatore si è dimenticato di dare questa possibilità anche ai figli, verificandosi l'assurdo che due cugini figli di due fratelli, uno dei quali ha optato per la naturalizzazione e l'altro no, dopo che ambedue i fratelli sono tornati ad essere italiani i figli del naturalizzato, essendo nati quando il padre era straniero, non hanno lo stesso diritto e sono, quindi, stranieri. La seconda questione riguarda i produttori di programmi radiofonici indirizzati alla comunità italiana. È stato aumentato il contributo complessivo agli organi di informazione, ma niente sembra destinato ai programmi radiofonici o televisivi, più costosi, ma che raggiungono un molto maggior numero di case. Il ministro ha affermato che l'attuale riforma preveda sia le radio, che i giornali on line. Il terzo argomento trattato è stato il potenziamento dei contributi alla delegazione del CONI il cui maggior merito è quello di diffondere tra i brasiliani il nome dell'Italia, portando nel nostro Paese giovani che non avrebbero mai la possibilità di conoscere il nostro paese, di convivere con la nostra gioventù e conoscere il patrimonio storico culturale dell'Italia. Per finire la questione del referendum. Il dottor Pacelli ha chiesto, quindi, formalmente la possibilità che nelle sedi consolari possano essere organizzati centri di raccolta delle firme per i referendum, diritto che è contemplato nella legge che concede il voto all'estero. Il dottor Marsili ha ringraziato Pacelli per aver sollevato il problema, visto che gli sembrava che la commissione incaricata di formulare la legge di attuazione avesse trascurato il problema.