Tutte
le previsioni danno per molto probabile la vittoria di una maggioranza
alternativa all'attuale governo del Paese, con le elezioni del 2001. Al di là
dei sondaggi, è certo che l'Italia ha bisogno di una forte cura liberale
nell'economia e nelle istituzioni per garantire risanamento, sviluppo,
occupazione e per stare al passo dell'Unione Europea e del mercato globale.
Sulla base dei programmi del Polo, nell'arco di un lustro dovrebbero essere
corretti i mali antichi, gli immobilismi e le mancate modernizzazioni delle
quali soffre il nostro Paese, e fra queste l'assenza di pluralismo
dell'istruzione, la lontananza della giustizia dal cittadino e la non
separazione della politica dall'amministrazione.
Ma un lustro, forse un decennio di cura liberale dell'economia e delle istituzioni debbono essere accompagnati da forti affermazioni nella sfera delle libertà civili e nei principi dello Stato laico, nonché da un forte impegno contro i pregiudizi rispetto a una ricerca scientifica in continua, rapida evoluzione.
La nostra Italia è l'Italia delle grandi conquiste civili degli anni Settanta, che hanno assicurato un decisivo ampliamento delle libertà personali e di coscienza, un Paese nel quale ad ogni minoranza (etnica, culturale, sessuale, religiosa) è garantito il diritto di opinione e manifestazione. E' una società aperta al civile confronto delle idee , composta da donne e uomini liberi, maturi, consapevoli, quella che amiamo e intendiamo difendere e promuovere.
Noi non abbiamo paura del moderno. Noi non vogliamo tornare indietro, una volta che nella coscienza degli italiani sono caduti gli storici steccati. Libertà di mercato e libertà individuali, benessere e diritti civili, insieme crescono o deperiscono. E nel rispetto di ogni opinione e fede, abbiamo deciso di dirlo, convinti che in molti sapremo farci ascoltare.
Siamo donne e uomini che amiamo la politica e proveniamo da percorsi differenti. Oggi, però, siamo convinti che occorra schierarsi e che il centro destra può rappresentare una chance per il paese. Comune l’approdo, molteplici le motivazioni della scelta: chi per antica appartenenza; chi per recente convinzione; chi, infine, perché persuaso/a che al centro destra vada data fiducia per cambiare scenario governativo e per mostrare l’efficacia dell’alternanza, della possibilità per i cittadini e le cittadine di abbandonare vecchie pregiudiziali ideologiche in nome dell’ideale più forte: costruire una compiuta democrazia.
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
Vittorio Sgarbi, Marco Taradash, Roberta Tatafiore, Arturo Diaconale,
Giovanni Negri, Giusepe Benedetto, Beppino Galderisi e Nichi Grauso.