New York: l'11 marzo risorgeranno le Twin Towers

Roma, 7 mar. - (E. Pacelli e Adnkronos) -

A New York sono tornate le Twin Towers. A farle "rinascere" è stata una ditta italiana, la Space Cannon vH di Fubine. Dall'11 marzo infatti, al posto delle torri gemelle sono stati installati 88 fari che proiettano nel cielo un fascio luminoso che crea un effetto tridimensionale, dando origine alle due torri. Le colonne di luce sono più alte di quanto lo fossero le torri, che erano alte poco più di 460 mt. I fasci di luci saranno interrotti solo dalla stratificazione delle nuvole. Le luci hanno gli stessi colori della bandiera americana: bianco, rosso e blu. Ogni sera all'imbrunire, intorno alle 19,30, verranno accese e saranno il simbolo della rinascita e della fiducia nel futuro che il popolo americano coltiva anche dopo il terribile attentato terroristico di quel terribile 11 settembre. Per ora rimarranno accese per un mese, ma gli organizzatori credono che il tempo si allungherà notevolmente.

Il loro significato simbolico è forte e coinvolge tutto il mondo. "In ogni parte del globo l'11 marzo vedranno risorgere le Torri gemelle di New York. Il fascio di luce rappresenterà la speranza e la certezza dell'avvenire". Lo ha affermato il ministro per gli Italiani nel mondo, Mirko Tremaglia, durante la presentazione dell'iniziativa avvenuta a Roma presso la Farnesina. "Oggi - ha spiegato il ministro - abbiamo il privilegio di assistere alla presentazione virtuale delle Torri che purtroppo non ci sono più, le due strutture che per tutto il mondo rappresentavano la civiltà e la grandezza di tutta una storia che il terrorismo ha schiacciato. Un atto di omaggio e di devozione alle vittime di quel tragico 11 settembre, e proprio da questa simulazione virtuale di luci che tutto il mondo deve ricominciare a vivere".

In una intervista al giornalista Mario Portanova, su "Il Diario settimanale" di Milano, nel dicembre scorso,  l'ingegner Baiardi, il proprietario della Space Cannon confessa: «L'ordine per New York ci è arrivato, attraverso il nostro concessionario negli Stati Uniti, subito dopo quel disastro atroce, come se volessero riavere subito le loro torri. Nel giro di due settimane abbiamo preparato tutto il materiale e lo abbiamo spedito a New York. All'inizio si parlava di un'installazione provvisoria, ora credo che pensino a qualcosa di permanente. Hanno cambiato idea anche sul colore: prima volevano soltanto la luce bianca, molto pulita e realistica. Poi hanno preferito un sistema che permettesse di cambiare i colori a seconda delle necessità, per esempio trasformando le torri in un'enorme bandiera americana per le ricorrenze patriottiche».

L'idea del progetto, realizzato dall'azienda italiana, in provincia di Alessandria, è partita da due light designer newyorkesi, Julian LaVerdiere e Paul Myoda, in collaborazione con gli architetti Gustavo Bonevardi e John Bennet (www.creativetime.org). che subito dopo l'attentato hanno pensato di colmare quel vuoto con un effetto illuminotecnico che rendesse immortali le Twin Towers. L'idea è stata proposta all'ex sindaco di New York, Rudolph Giuliani, che ha subito accettato l'iniziativa. Come questa idea abbia viaggiato da Manhattan a Fubine è una curiosità che Baiardi risolve fra orgoglio e basso profilo: «Il nostro è un settore di nicchia, non siamo in moltissimi a fare questo lavoro. Space Cannon è titolare di numerosi brevetti internazionali e ha fornito impianti di illuminazione alle Olimpiadi di Sydney, la festa del Millennio in Egitto e a New York, il G8 di Genova, i prossimi Mondiali di calcio… A pochi giorni dal vertice di Genova ci si è accorti che certi vecchi silos erano proprio brutti, non c’era tempo per sistemarli e siamo intervenuti con le nostre installazioni luminose. Per fortuna qualcuno ci conosceva…». Oltre a illuminare i set di registi come Scorsese e Coppola, la Space Cannon è ben nota anche negli ambienti militari: «Serviamo gli eserciti di tutto il mondo tranne quello italiano», sogghigna Baiardi. «Nato, israeliani, arabi, soprattutto i corpi speciali… Anche quelli che stanno combattendo in Afghanistan. Abbiamo rapporti con gli Stati Uniti e con i Paesi arabi. Abbiamo già fornito dei proiettori alla Mecca, e probabilmente saremo noi a curarne la nuova illuminazione. Ci stiamo occupando anche della Moschea Blu di Istanbul e delle Petronas Towers di Kuala Lumpur, in Malaysia. Io metto le persone del mondo tutte sullo stesso piano, purché abbiano sani principi, siano corrette e oneste. Abbiamo un operaio musulmano, era disperato quando c’è stato l’attacco alle Torri e felicissimo quando abbiamo lavorato nella città sacra dell’Islam»

"Ancora una volta gli italiani all'estero hanno dimostrato il loro valore, la loro capacità e affermazione", ha spiegato Tremaglia mentre anticipa una iniziativa che riunisca "i cervelli" italiani che all'estero "lavorano con profitto e dedizione, apportando il loro importante contributo". Si tratta di un convegno internazionale per ricercatori e scienziati presenti all'estero che sarà organizzato quest'anno, a Roma.