Lazio: Il Presidente Storace, Nuovi progetti per i laziali all'estero

Francesco Storace, Presidente della Regione LazioAdnkronos, Roma, 19 giu. 2000

Nato a Cassino nel 1959 Francesco Storace, di Alleanza Nazionale, dal 16 aprile scorso, giorno delle elezioni regionali, è il nuovo presidente della Regione Lazio. Già deputato in questa legislatura, presidente della Commissione parlamentare di vigilanza dei servizi radiotelevisivi e componente del Comitato per la comunicazione e l'informazione esterna come della VII Commissione permanente Cultura, tra i numerosi ed ambiziosi suoi progetti pone il "riavvicinamento" ai numerosi laziali che sono all'estero che definisce "una ricchezza da valorizzare", per i quali individua maggiori interventi regionali, più informazione, ma soprattutto il riconoscimento del diritto di voto.

D. La Regione Lazio è tra le Regioni con maggior numero di emigrati. Quali iniziative intende realizzare a favore dei suoi corregionali all'estero? 

R. Innanzitutto, stiamo lavorando perché le condizioni che hanno favorito l'emigrazione vadano via via cessando, ma nel frattempo, è fondamentale occuparsi di coloro i quali si trovano a vivere in altre nazioni. Già come Polo di centrodestra abbiamo condotto, per anni, grandi battaglie per consentire il voto, primo esercizio civile, agli italiani all'estero. Come presidente della Regione Lazio non posso che proseguire su questa strada, intimamente convinto che il nostro patrimonio di italianità sia una ricchezza, umana prima di tutto, da valorizzare. In questo senso stiamo attivando una serie di iniziative che riportino Roma e il Lazio ad essere non solo polo di attrazione del bacino del Mediterraneo, ma vadano a rappresentare un punto di riferimento per i nostri concittadini all'estero. E contemporaneamente, bisognerà attivare tutta quella serie di contatti necessari a riportare chi vive fuori dai confini nazionali a reinteressarsi della regione d'origine e delle sue tradizioni culturali.

D. Cosa pensa dell'attuale legge regionale sull'emigrazione. Secondo lei, è uno strumento efficiente o va rivisto e perfezionato? 

R. La legge regionale sull'emigrazione, la 68/91, rappresenta solamente un primo punto da cui partire. Occorre prevedere finanziamenti più consistenti, perfezionando anche alcune parti dell'impianto normativo.

D. Quali interventi pensa di proporre sul fronte della promozione della lingua e della cultura italiana all'estero? 

R. Esistono numerose occasioni per promuovere la lingua e la cultura italiana all'estero. Purtroppo, queste occasioni non sempre sono state utilizzate al meglio. E' quasi superfluo ricordare la grande quantità di tesori d'arte di ogni genere che fanno della nostra regione uno dei poli di attrazione turistica in tutto il mondo. Tuttavia, la cultura italiana non può essere vista solo in funzione di un turismo approssimativo, che fugacemente, passa e se ne va. Basti considerare, a questo proposito, che i tempi medi di permanenza di un turista a Roma si aggirano intorno ai due giorni e mezzo. Ebbene, questo è un indice di quanto scarsa sia stata l'attenzione delle amministrazioni pubbliche ad un aspetto della nostra vita quotidiana che rappresenta senza dubbio anche una risorsa in termini economici. Se è vitale, quindi, da un punto di vista economico il cosiddetto turismo "di ritorno", vale a dire quello degli italiani residenti oltre confine, è altrettanto vitale "esportare" la nostra cultura all'estero. E qui, non intendo solamente le opere d'arte, le pale d'altare o le sculture, ma anche quella parte della cultura che spesso tendiamo a sottovalutare: i prodotti tipici, l'artigianato, e via dicendo. Per quanto riguarda la lingua, infine, sarà nostra cura rafforzare i rapporti con gli Istituti di cultura italiana all'estero e, soprattutto, con le associazioni dei laziali residenti fuori Italia. A fianco a queste iniziative, stiamo progettando una pagina del sito Internet della Regione dedicata ai nostri corregionali all'estero e un bollettino di informazione da diffondere attraverso ambasciate, consolati e associazioni.

D. Dall'ultima Conferenza dei laziali nel mondo, del giugno dello scorso anno, i pochi giovani presenti hanno fatto delle richieste precise. Cosa pensa di organizzare qualcosa di innovativo, di incentivare il numero delle borse di studio e degli scambi giovanili? 

R. Le borse di studio e gli scambi rappresentano una risorsa primaria sotto vari aspetti: innanzitutto consentono di tenere viva, nella memoria dei giovani, la presenza delle radici culturali. In secondo luogo consentono a noi di apprendere da loro, ampliando le nostre conoscenze sotto tutti gli aspetti, dalle abitudini di vita alla loro cultura, nuova e diversa rispetto alla nostra. Certamente, compatibilmente con le risorse finanziarie a nostra disposizione faremo tutto quanto sarà possibile per ampliare e incentivare l'utilizzo di questi strumenti.

D. Gli anziani. Molti di quelli che vivono all'estero si trovano in situazioni disagiate, tra questi ci saranno anche alcuni laziali. Per molti, la condizione economica non permette di rientrare in Regione pur volendolo. Si possono ipotizzare aiuti regionali in loro favore? 

R. Anche per questo aspetto dell'emigrazione occorrerà fare riferimento ai fondi disponibili. Posso tuttavia affermare che sarà cura di questa amministrazione intervenire nella maniera più incisiva affinché vengano superate queste situazioni di disagio.

D. Come intende incentivare i rapporti con i laziali all'estero? 

R. Credo che sia indispensabile una buona e corretta informazione. Ecco perché pensiamo di utilizzare al meglio lo strumento telematico. La pagina Internet a cui affiancheremo il bollettino di informazione. Tra l'altro, stiamo lavorando per arrivare ad un accordo con Rai International, la struttura del servizio pubblico radiotelevisivo via satellite dedicata agli italiani all'estero, per una serie di programmi sul Lazio. Con Rai International pensiamo di avviare una collaborazione stretta e proficua. Abbiamo, inoltre, allo studio un incremento della partecipazione della Regione Lazio a fiere, convegni e incontri su questi temi. Infine, crediamo di poter mantenere vivo il legame fra il Lazio e i laziali all'estero attraverso i rapporti, ci auguriamo sempre più intensi, con le loro associazioni e i loro club.

D. Cosa pensa delle iniziative parlamentari sul voto per gli italiani all'estero? Crede che si riesca in questa impresa già per le politiche del 2001? 

R. Non posso, a questo proposito, non ricordare che alla Camera dei deputati vi è una persona che proprio del voto agli italiani all'estero ha fatto la bandiera di tutta la sua vita di battaglie politiche. Mi riferisco, ovviamente, a Mirko Tremaglia. Ebbene, non posso che essere insoddisfatto di come le cose stiano andando: è una questione di civiltà e di democrazia consentire ai nostri connazionali all'estero l'esercizio del diritto di voto. Quanto, in questi anni, ma dovrei dire decenni, è avvenuto per impedire ai nostri concittadini all'estero di votare è una cosa indegna per un Paese che si professa democratico. Spero che per le Politiche del 2001 si giunga, finalmente, ad una soluzione, ma purtroppo, temo che l'attuale maggioranza in Parlamento sia talmente presa da questioni di premiership e quant'altro che, per l'ennesima volta, ci propinerà un nuovo rinvio.