Nuovo PSI: laicità e ricerca scientifica

Gianni De Michelis ex ministro degli Esteri (13 febbraio 2001)

Il gruppo dirigente del Nuovo PSIE' solo una coincidenza, ma non può non far riflettere: l'annuncio della pubblicazione dei risultati della mappatura genetica dell'uomo avviene nel momento in cui in Italia esplode la polemica attorno all'iniziativa del governo di centro-sinistra (o meglio del suo Ministro Pecoraro Scanio) di bloccare la ricerca in materia di organismi geneticamente modificati.

Da un lato si dà il via ufficialmente ad un nuovo, entusiasmante e promettente capitolo della storia del progresso scientifico e, in ultima analisi, dell'avventura umana, dall'altro sembra di essere regrediti a prima di Copernico e Galileo.

Solo che questa volta protagonista di questa battaglia di oscurantismo e di retroguardia non è la parte più conservatrice della Chiesa, ma un componente della cosiddetta sinistra, il cui potere di veto e di indirizzo dipende dalla logica stessa che ha condotto questa cosiddetta sinistra alla guida del paese.

Certo ci si dirà che nel medesimo governo che consente a Pecoraro Scanio di provocare l'aperta ribellione della comunità scientifica italiana siede anche Veronesi che, in una significativa intervista dal titolo "basta con le crociate", prende posizione a favore della libertà della ricerca e contro la insensatezza delle posizioni fondamentaliste dei verdi italiani.

Sta di fatto però che il Presidente del Consiglio non è intervenuto a sconfessare Pecoraro Scanio e quindi la posizione di Veronesi appare quella di un outsider isolato, destinato ad un ruolo di testimonianza o peggio di strumentale copertura.

Contestualmente colpisce l'apparente latitanza dell'opposizione politica, in altre occasioni assai pronta a sfruttare ogni difficoltà ed ogni passo falso del governo o della maggioranza.

Per quello che ci riguarda la nostra posizione è chiara: noi siamo, senza esitazioni, dalla parte degli scienziati e dei ricercatori e saremo idealmente a Palazzo S. Macuto, pronti a recepire ogni indicazione per dare eco a livello politico alle legittime richieste di quella che ci piace definire la "lobby degli scienziati". D'altronde sappiamo di essere in buona compagnia, visto che i giornali dicono che la maggioranza degli italiani è a favore della libertà di ricerca.

Semmai la vicenda ci induce a qualche considerazione aggiuntiva di carattere politico più generale: da un lato occorre capire cosa significa questa contraddizione tra l'opinione maggioritaria degli italiani ed il comportamento contrario o latitante della maggioranza del mondo politico, dall'altro si deve cercare di spiegare la ragione per la quale il ministro-outsider viene contemporaneamente indicato come l'uomo politico più popolare del paese.

La conclusione può essere una sola: una pericolosa scollatura tra paese reale e paese legale, tra società politica e società civile. Ma quello che più conta è capire la causa principale di questa scollatura: per noi la spiegazione è rappresentata dall' insufficiente rappresentanza negli attuali equilibri politici del Paese di quella fetta importante della società italiana che si riconosce in un'identità laica, modernizzatrice, riformista e razionale, definita anche per la ferma opposizione ad ogni tentazione confessionale e fondamentalista.

Anche e soprattutto per rimediare a questa situazione è nato il Nuovo PSI e con questo obiettivo intendiamo partecipare alla prossima campagna elettorale.

Certo l'obiettivo principale è e resta quello di sconfiggere Francesco Rutelli, la cui vittoria avrebbe il significato di obbligare l'Italia a continuare a sottostare alla logica del ricatto di minoranze antisemitiche e fondamentaliste; ma nel contempo dobbiamo riuscire a dare voce forte, autonoma e distinta a chi vuole contribuire a questo obiettivo senza confondersi con posizioni diverse e altrettanto preoccupanti per chi vuole un'Italia che sappia essere all'avanguardia e non alla retroguardia dei grandi cambiamenti che stanno sconvolgendo il mondo.

Tra quel 56% di italiani che vogliono la libertà di ricerca vi è di sicuro quel 25% che nel 1992 votò per i partiti laici e socialisti (PSI, PRI, PSDI, PLI e PR): questi elettori sono rimasti in questi anni sostanzialmente orfani, il Nuovo PSI è rinato per dare loro una casa ed una voce.

Il nostro schierarsi oggi con gli scienziati che lottano per la libertà di ricerca nel settore delle biotecnologie è l'inizio della nostra campagna elettorale verso il duplice obiettivo di contribuire a battere Rutelli, sottraendogli il maggior numero di elettori possibili, e di raggiungere quel 4% che sarà la definitiva conferma della nostra autonomia.