Presentata a San Paolo la CIBUS-BRASIL

A. Tarrano/ V. Soligo (ASIB)

Il Presidente della Cirio, Gianni Grisendi, il viceministro Adolfo Urso e il presidente dell'Ente Fiere di Parma, Domenico BariliCon la presenza del ministro per il Commercio con l'Estero Adolfo Urso, dell'ambasciatore Vincenzo Petrone, il direttore dell'ICE-Brasile Andrea Ambra, Domenico Barili della Cibus e Tommaso Altieri delle Fiere di Parma, al ristorante Fasano, uno dei migliori della città di San Paolo, è avvenuta la pre-presentazione della CIBUS 2002 si terrà questo anno nel padiglione Ciccillo Matarazzo del Parco Ibirapuera Come dice il motto "il prodotto alimentare italiano non puo' prescindere dalle sue secolari tradizioni e dalla sua grande cultura rinascimentale". La fama della cucina mediterranea ha ormai valicato i confini d'Italia e si è diffusa nel mondo, come è ben noto a tutti gli abitanti del Brasile, merito della leggerezza, dell'appetibilità e soprattutto dall'alta qualità dei suoi prodotti alimentari. Cibus è la fiera Internazionale dell'Alimentazione più importante in Italia, è tra le prime in Europa, e costituisce la vetrina più significativa del cibo italiano nel mondo, con questa presentazione si pretende favorire l'export dei prodotti italiani attraverso il contatto diretto delle aziende italiane con importatori e compratori del sudamerica e promuovere contatti di imprese italiane con imprenditori per joint-ventures, partecipazioni, cessioni di know how e tecnologia, partnership in società di distribuzione, acquisizione di società e costituzione di nuove imprese. Nel Padiglione della Biennale di San Paolo Cibus presenterà una straordinaria scenografia rinascimentale e barocca con particolare riferimento al modello architettonico del Teatro Farnese di Parma. Come prima fiera, della Cibus, fuori d'Italia, San Paolo è stata scelta perchè è la capitale economica del Brasile e del sudamerica con 18 milioni di abitanti servita da due aereoporti internazionali e capacità alberghiere di prima qualità sede ideale per accogliere eventi di grande importanza. Sono espositori le imprese italiane operanti nel settore alimentare e agroalimentare, sono considerate alla stessa stregua le imprese appartenenti a società multinazionali che producono in Italia e sono ammessi come espositori importatori di prodotti italiani.

Il mercato alimentare in Italia

L'industria di trasformazione alimentare in Italia esprime oltre 90 miliardi di euro di fatturato, piu' di 7.000 aziende con 270.000 dipendenti e con un corollario di oltre 30.000 aziende piccole e artigianali con circa 400.000 addetti globali.Il settore si colloca al terzo posto per valore della produzione, fra i grandi settori manifatturieri nazionali, dopo il metalmeccanico e il tessile-abbigliamento.A livello Unione Europea esso rappresenta oltre il 15% dell'intera produzione industriale della comunita', che con un fatturato di 650 miliardi di euro e con 2.500.000 di addetti rappresenta il primo settore industriale. Anche nel 2001 il settore alimentare italiano ha confermato la sua grande solidita' di fondo.Esso ha mantenuto una dinamica espansiva,al contrario della produzione industriale nel suo complesso. Nel periodo 1995-2001 la produzione dell'industria alimentare italiana e' cresciuta dell'11,6%, a fronte di un aumento del 7% registrato dall'industria nazionale nel suo complesso.I consumi alimentari delle famiglie italiane nel 2001 sono stati pari a circa 108 miliardi di euro, con un incremento quantitativo vicino all'1% rispetto all'anno precedente. Quelli extra-domestici hanno toccato 57 miliardi di euro portando il totale generale dei consumi a 165 miliardi di euro.La proiezione sui mercati esteri indica la Comunita' Europea come la maggiore consumatrice dei prodotti alimentari italiani, sia in termini quantitativi che valutari, assorbendo circa il 65% della produzione. Leader dell'export alimentare italiano e' la Germania, seguita dalla Francia, USA ,Giappone e poi tutti gli altri paesi compreso il Brasile.L'interscambio registra un export pari a 13.000 milioni di euro (+7,9% in rapporto al 2000) mentre l'import si e' attestato su 11.500 milioni di euro marcamdo un saldo positivo di 1.500 milioni di euro.Quasi tutti comparti hanno mostrato spunti interessanti: le conserve dei prodotti ortofrutticoli ha manifestato un incremento dell'11%, la pasta alimentare (+9,1%),prodotti dolciari (+7,9%), prodotti lattiero-caseari (+10,8%), carni trasformate (+15,14,2%) e quello enologico con + 7%.

Posizione dell'Italia alimentare sul mercato brasiliano

La composizione qualitativa dei prodotti gastronomici italiani e' veramente imponente nel mercato della distribuzione brasiliano. A lato dei prodotti che ormai hanno consolidato la loro posizione come il vino, paste, salumi, formaggi, prodotti conservati, sono presenti sul mercato quelli di nicchia, considerati prelibati da parte dei gourmets , che si distinguono per qualita' e bonta'.L'aceto balsamico e il prosecco, che viene assaporato come aperitivo prima del pranzo, ne sono un esempio. Un altro prodotto che sta conquistando la fiducia dei consumatori e' l'olio di oliva.Entrato ormai a pieno titolo nella dieta dei consumatori brasiliani con maggiore potere d'acquisto e nella grande ristorazione, si sta affermando anche nelle classi medie che lo trovano piacevole al gusto e povero in grassi. San Paolo e' considerata una delle capitali mondiali della gastronomia e la cucina italiana e' parte maggioritaria di tale fenomeno.San Paolo si puo' definire la citta' in cui il "made in Italy" e' protagonista a tavola. Dall'analisi del flusso delle esportazioni italiane di prodotti alimentari in Brasile si rileva che l'Italia occupa il settimo posto nella graduatoria dei fornitori con un import pari a 46 milioni di dollari e con una quota di mercato dell'1,83%, lievemente inferiore a quella dell'anno precedente. Ma cio' e' facilmente spiegabile considerato che l'import totale e' calato passando dai 2.852 milioni di US$ del 2000 a 2.514 milioni di US$ del 2001.Tuttavia l'Italia occupa il primo nella classifica dei fornitori per le paste alimentari, vino e salumi.Per le paste alimentari l'import, nel 2001, si e' attestato su 7,79 milioni di US$ pari a circa il 76% dell'import totale, per i vini gli acquisti si sono elevati a 15 milioni di US$ circa il 25% degli acquisti totali, per i salumi l'Italia realizza una quota di mercato del 47% sulle importazioni totali che hanno raggiunto 1,452 milioni di US$ nel 2001. Una nota di rilievo, l'olio di oliva italiano ha raddoppiato la propria quota di mercato passando dal 2,77% del 2000 a 4,62% del 2001 su un import globale di 59 milioni di dollari.

Prospettive e integrazione della gastronomia italiana con quella brasiliana

Il Brasile e' il piu' grande Paese del Sud America con circa 170 milioni di abitanti, in cui l'alimenatazione del continente e' molto simile a quella italiana e, quindi, le potenzialita' di penetrazione dei prodotti alimentari italiani sono enormi. Anche se il livello di alfabetizzazione e' notevolmente cresciuto negli ultimi 20 anni resta ancora basso per circa il 20% della popolazione. Cio' influisce in modo rilevante anche sulle abitudini alimentari che restano legate alle tradizioni e le novita' gastronomiche vengono percepite solo dalle classi piu' abbienti e culturalmente avanzate. Tuttavia se fino ad alcuni anni addietro i principali consumatori delle prelibatezze italiane erano costituiti principalmente dalle classi a piu' alto reddito (classe AA-A) pari al 5% della popolazione - che corrisponde, comunque, a oltre 8 milioni di consumatori - oggi, con le fasce medie che hanno acquisito maggiore potere d'acquisto,i consumi si sono maggiormente rafforzati verso gli articoli italiani.. La gastronomia italiana e' diventata un patrimonio di un'alta percentuale di consumatori e Il processo di integrazione tra le diverse gastronomie e gia' in corso; ci sono molti ristoranti e pizzerie che, pur non essendo italiani, preparano piatti con l'utilizzo di ingredienti locali tali da creare un "link" con la tradizione italiana. La forte presenza, poi, di oriundi italiani (stimata in 25 milioni di persone) rappresenta un importante veicolo promozionale per diffondere nel Paese la tradizione culinaria italiana. Oggi anche i giovani ( a partire dai 28 anni) sentono il bisogno di assaporare un prodotto italiano sia esso una pietanza o un singolo articolo.Per esempio un bicchiere di prosecco ovvero un piatto tipico accompagnato da un vino della penisola italiana.