Processo Lodo Mondadori - Silvio Berlusconi prosciolto

L'onorevole Silvio BerlusconiCon scadenze mensili si susseguono le assoluzioni a Silvio Berlusconi. Dopo quella sulla Fininvest del 9 maggio scorso, è adesso la volta del cosiddetto "Lodo Mondadori".- Il leader di Forza Italia, l'ex ministro della Difesa Cesare Previti e i giudici imputati, Vittorio Metta' e Attilio Pacifico, sono stati prosciolti dal Gup Rosario Lupo dall'accusa di concorso in corruzione nella vicenda lodo Mondadori, (sull'assegnazione della Mondadori alla famiglia Formenton), "perchè il fatto non sussiste". L'accusa si rifaceva ad un presunto episodio di corruzione per 400 milioni in favore del giudice Vittorio Metta. Il proscioglimento è avvenuto al termine dell'udienza preliminare. La Procura aveva chiesto il rinvio a giudizio. Dopo circa 4 mesi dall'inizio delle udienze preliminari, il giudice milanese ha decretato “il non luogo a procedere perche' il fatto non sussiste”.(19 giugno 2000)

E' l'ultima inchiesta avviata dalla Procura milanese. L’inchiesta, che aveva al centro la sentenza del 1991 della Corte D’Appello civile di Roma, nonostante le prove portate dagli avvocati a favore dei loro assistiti, non era per nulla scontata, tanto che per qualche istante l’ordinanza del giudice ha lasciato tutti, dall’accusa alle difese, quasi senza parole. “E’ una decisione che si commenta da sola” hanno detto i legali di Silvio Berlusconi, il professor Gaetano Pecorella e l’avvocato Nicolò Ghedini, non appena hanno lasciano la stanza dell’udienza preliminare. Nessun commento si è registrato, invece, da parte dell’avvocato Giuliano Pisapia, il quale rappresentava la Cir di Carlo De Benedetti che, con la presidenza del consiglio, si era costituita parte civile. Bocca cucita anche da parte del pm Gherardo Colombo, che in aula rappresentava l’accusa, e che a lungo, con la collega del pool Ilda Boccassini, ha indagato nei mesi scorsi per provare la corruzione del leader dell’opposizione, di Cesare Previti, del giudice Metta e degli avvocati Attilio Pacifico e Giovanni Acampora.

Secondo gli inquirenti non c'erano dubbi: “Agendo in concorso tra di loro”, gli imputati “promettevano e versavano somme di denaro a Metta, affinché violasse i propri doveri...per favorire la famiglia Mondadori-Formenton”. E’ quanto scrivevano nella richiesta di rinvio a giudizio il 15 novembre dello scorso anno. Alle accuse, i magistrati avevano allegato anche una serie di contabili che, a loro giudizio, documentavano i passaggi di denaro destinato ai vari protagonisti della vicenda dopo la sentenza.

In particolare a Silvio Berlusconi veniva contestato di aver compiuto “articolate operazioni finanziarie”, per bonificare oltre tre miliardi sul conto di Cesare Previti, destinati in parte al giudice romano e in parte ai legali.Gli indagati hanno dimostrato in sede di udienza preliminare che le cose stavano diversamente e che, per quelle somme, esistevano, in termini giuridici “la prova positiva”, che il Gup Rosario Lupo ha accolto in pieno chiudendo il caso con una formula piena.

AdessoL'onorevole Pierferdinando Casini per questa vicenda, restano aperte solo le posizioni dell’avvocato Predieri, di Cristina Mondadori e della famiglia Formenton per i quali l’accusa è di falso in bilancio. La loro posizione era stata stralciata e una decisione si avrà solo il prossimo 22 settembre.

Il proscioglimento di Silvio Berlusconi e degli altri imputati dall’accusa di concorso in corruzione per il dolo Mondadori, ha sollevato non poche reazioni nel mondo politico ed istituzionale.

Pier Ferdinando Casini, segretario del Ccd, è subito intervenuto sulla vicenda affermando che “i casi giudiziari che hanno coinvolto l’onorevole Berlusconi si stanno sgonfiando, passando da un proscioglimento all’altro. Ma la vicenda non può essere liquidata così facilmente, perché sul campo rimane la gigantesca macchinazione politico-giudiziaria, che ha cercato di travolgere Berlusconi nel momento della sua discesa in politica, come leader del centro-destra”.