Progetto Vida Nova

Vandina Raspolini e Giovanna Chiarilli - Ufficio Stampa della Provincia di Lucca - 3 agosto 2004

La città di LuccaLucca - Una mano tesa ai bambini più bisognosi e agli adolescenti che vivono in condizioni di disagio sociale. E’ attraverso il progetto “Vida nova” che la Provincia di Lucca si appresta a migliorare, con azioni concrete, le condizioni di vita di bambini e adolescenti di strada del Brasile. Un’operazione improntata alla solidarietà, al recupero e alla formazione dei ragazzi di età compresa tra gli 8 ed i 14 anni, in zone dove sono particolarmente diffusi prostituzione, malattie, analfabetismo, uso di droga e alcol.

Il progetto prenderà il via ufficiale a fine settembre, in concomitanza con la visita del Presidente della Provincia di Lucca, Tagliasacchi, nella regione di Minas Gerais.

“Vida Nova” nasce da un’iniziativa di Alfredo Bandoni, missionario laico lucchese che opera nell’arcidiocesi di Mariana, nella regione di Minas Gerais, un’area del Brasile che si estende per quasi 23 mila metri quadri, con 1 milione e 200 mila abitanti suddivisi in 79 comuni. E’ in questa zona che sono attualmente presenti 9 centri dell’associazione A.te.mis dislocati a Ouro Preto, Barbacena, Mariana, Ressaquinha, Rio Casca e Piedade de Ponte Nova per l’accoglienza di bambine e adolescenti di strada, capaci di dare assistenza a circa 550 minori. Qui opera l’associazione A.te.mis fondata nel 2002 dall’arcivescovo Don Luciano Mendes De Almeida e da Alfredo Bandoni.

Queste zone sono abitate prevalentemente da donne di età non superiore a 45-50 anni e da bambine che, già a 8 anni, si ritrovano nel giro della prostituzione per mantenere la famiglia, considerato che molto spesso il padre è uno sconosciuto, un minatore o un cercatore abusivo d’oro. Regioni, quindi, dove le condizioni di vita sono particolarmente difficili tanto che la prostituzione diventa una vera e propria fonte di reddito, accompagnata spesso dall’uso di droghe e alcol. “Vida nova”, inoltre, ha l’imprimatur dell’ambasciata italiana in Brasile. Proprio con l’ambasciatore Vincenzo Petrone, incontrato da Tagliasacchi nel settembre 2002, furono poste le basi di questo articolato progetto.

“In un contesto sociale così drammatico – spiega il presidente della Provincia Andrea Tagliasacchi – è importante l’intervento degli enti e delle associazioni di volontariato che si impegneranno concretamente per recuperare questi ragazzi, proponendo loro strutture attrezzate per l’assistenza medica, per la formazione scolastica e lavorativa, così da accompagnarli in un percorso di recupero che offra loro un futuro dignitoso”. Il progetto “Vida nova” si propone, dunque, di risanare queste “piaghe” combattendo innanzitutto la prostituzione dei minori, riducendo il numero di minori di strada, diminuendo le probabilità di morte legate a problemi igienico-sanitari, l’analfabetismo, lavorando per ridurre l’uso di droghe e alcol, oltre che la criminalità.

Obiettivi per il cui perseguimento sono coinvolti, oltre alla Provincia di Lucca come soggetto capofila con 21 mila euro all’anno, la Regione Toscana (20 mila), la Provincia di Prato (9 mila), l’Ambasciata di Brasilia (50 mila), e l’associazione Teresiana missionaria e l’Arquidiocese de Mariana in Brasile, rispettivamente con 15.705 e 8.900 in risorse umane, per un totale, su tre anni, di 351.123 euro.

Il progetto, della durata di 36 mesi, si prefigge, con l’intervento di educatori volontari, delle scuole e delle parrocchie locali, di far recuperare a queste giovanissime brasiliane il diritto al rispetto della propria persona, attraverso la promozione di numerose attività, svolte nel corso della quotidiana accoglienza nei centri: adeguata alimentazione, controllo medico-sanitario e psicologico, attività di studio, sport, musica, danza e recitazione, oltre che il contatto con coetanee di altre aree, così da acquisire altri modelli di vita.

Il finanziamento erogato dall’Ambasciata italiana in Brasile rientra nel quadro del programma, lanciato dal Ministero degli esteri, denominato “Programma di emergenza a supporto della popolazione infantile vittima di abuso”. Con questo programma – che tra le azioni previste favorisce il supporto ai centri di accoglienza dei bambini abbandonati con acquisto di attrezzature, materiali di prima necessità, assistenza medica e psicologia e attività educative e di formazione professionale – sono stati realizzati dal 2001 al 2002 ben 40 progetti in 13 Stati del Brasile che hanno permesso di offrire assistenza ad oltre 18.000 bambini e adolescenti sudamericani.