Quello che lItalia si aspetta  

Silvio Berlusconi  - 15 settembre 2000,  pubblicato sul numero 5/2000 della rivista bimestrale Ideazione.

LItalia finisce il vecchio millennio con dieci anni di progressivo declino ed inizia il nuovo millennio con un anno sprecato: con lanno di Amato. LItalia ha bisogno di nuove strade, ma ci sono i Verdi che le bloccano. LItalia ha bisogno di libert nei contratti di lavoro, ma c il no della Cgil. LItalia ha bisogno di un fisco pi moderato, ma il sistema fiscale inventato da Visco sottrae alleconomia privata quantit crescenti di ricchezza. LItalia ha bisogno di sicurezza, ma il governo della sinistra incapace di garantirla. Mai come ora lalternativa che si apre davanti al Paese tra declino e sviluppo, tra followship e leadership politica. LItalia non ha una leadership ma una followship politica: il tirare a campare di Amato. Un professionista della politica e del potere senza progetto, senza partito e senza futuro. Perch dopo Amato verr ancora un postcomunista, esattamente come dopo Prodi venuto DAlema. Che a sua volta non ha un futuro ma solo un passato, da cui non uscito e non pu uscire. Il governo DAlema stato indeciso a tutto, inerte su tutto. Tranne che sullintervento in Kosovo che stato comunque possibile solo grazie ai nostri voti.

E il Paese che paga lassenza di leadership. Negli anni Novanta la crescita della produttivit stata pari al 3,7 per cento in Francia, al 3 per cento.

Il secondo punto la frontiera esterna. Il messaggio terzomondista di accoglienza indiscriminata trasmesso dalla sinistra nei paesi di origine della immigrazione deleterio. Il messaggio da trasmettere deve invece essere che in Italia entra solo chi ha ragionevoli possibilit di lavorare. Sottolineo che, spiazzando la sinistra, noi prevediamo per chi lavora tanto il diritto al ricongiungimento dei familiari quanto il diritto di cittadinanza. Diritti veri e non concessioni discrezionali, come finora. E prevediamo anche deduzioni fiscali per le opere sociali e missionarie nei paesi di origine dellimmigrazione nella logica aiutiamoli a casa loro.

Il federalismo e il principio di sussidiariet. Storicamente il federalismo un cammino politico che va dal diviso allunito, dalla periferia al centro. In Italia il problema del federalismo non quello di trasferire poteri al centro ma lopposto. Dal Paese viene una sempre pi forte reazione ad un eccesso di centralismo. Per questo la parola giusta devoluzione. Forza Italia la prima forza politica che ha parlato di devoluzione in Italia e che ha votato nel suo Congresso nazionale una mozione sulla devoluzione. La devoluzione nello spirito dei tempi e nella meccanica costituzionale. Non solo in Italia.

Lo Stato-nazione deve cedere quote di sovranit, tanto verso lalto nel nostro caso verso lEuropa quanto verso il basso nel nostro caso verso le Regioni. Lo Stato-nazione infatti troppo piccolo e troppo grosso. Troppo piccolo per gli affari grossi, e per questo in Europa serve lEuropa; troppo grosso per gli affari piccoli, e per questo in Italia servono le Regioni. Sanit, istruzione e formazione, ordine pubblico territoriale, sono servizi pubblici che possono essere prodotti molto pi efficacemente dalle Regioni che dallo Stato da solo. La devoluzione una forma di realizzazione della sussidiariet. E la sussidiariet la forma principale della nostra politica, che parte dalla persona, dalla famiglia, dallimpresa per arrivare allo Stato solo in forma residuale, solo per quei beni pubblici che possono essere prodotti esclusivamente su scala nazionale. In questi termini la devoluzione non eversione ma allopposto realizzazione della nostra Costituzione che espressamente prevede laggiunta di nuove competenze alle vecchie competenze regionali.

Gli Stati Uniti dEuropa: dai Trattati ad una Costituzione. C un oggettivo logoramento del profilo internazionale dellItalia dovuto alla carenza di leadership politica e al conseguente declino economico. Ma Europa ed Italia sono inscindibili: lItalia Europa e lEuropa Italia. Non solo perch lItalia Paese fondatore dellEuropa ma perch lItalia luogo di formazione di una parte enorme della cultura europea. Nella costruzione costituzionale europea si chiusa una fase. La fase che va dallAtto unico alla moneta unica. Leuro necessario ma non sufficiente, e lEuropa non pu restare ferma. Diventa allora fondamentale aprire una nuova fase. Abbiamo davanti due modelli costituzionali: il modello del super-Stato europeo che azzera gli antichi Stati-nazione; il modello alla Giscard-Delors dellunione degli Stati uniti dEuropa. Un modello politico che certo meno del super-Stato, ma molto pi dellassetto attuale.

Stiamo seriamente e non propagandisticamente discutendo la nostra posizione politica verso lEuropa. Prevedo un orientamento di tutta la Casa delle Libert verso un modello alla Giscard-Delors, un modello che marchi il passaggio dai Trattati ad una Costituzione. Un modello nel quale gli Stati-nazione non vengono azzerati ma piuttosto devolvono progressivamente quote di sovranit verso lalto, allEuropa, e verso il basso, alle Regioni. La conoscenza come risorsa strategica per la competitivit. Secondo i dati Banca Italia, gli investimenti diretti in Italia sono scesi dal 2,5 per cento del Pil, registrato allinizio degli anni Novanta, allo 0,4 per cento del 1998. Tutto ci non per caso, ma pour cause.

LItalia tutto tranne che un paese business friendly. Le leggi fiscali sono oppressive e confuse, le leggi sostanziali sono paralizzanti. Nel board di una multinazionale le scelte di localizzazione degli investimenti in un paese o nellaltro si fanno ad alta velocit, sulla base della comparazione dei vantaggi offerti dai diversi paesi ed in una logica di concorrenza tra i diversi management. Per spiegare la Spagna o lIrlanda o la Germania bastano pochi numeri semplici.

Per spiegare lItalia con Dit, superDit, Irap, ci vuole mezzora col sussidio di un apposito software. Quando poi i concorrenti spiegano che in Italia i manager sono ritenuti personalmente responsabili per eventuali presunte violazioni della legge fiscale, lItalia viene sistematicamente spiazzata. E poi non solo questione di fisco e di leggi, ma anche di costo del lavoro, di infrastrutture carenti, di una giustizia civile che non funziona, questione di education, di investimento in capitale umano. La politica di formazione praticata in Italia, dai governi della sinistra, basata solo su una logica estemporanea, clientelare ed elettorale. Pochi soldi per corsi finti. La nostra proposta contenuta nel disegno sulla new economy prevede investimenti sistematici nelle 3 I di inglese, impresa e informatica. In questa logica fondamentale lutilizzo per la formazione della televisione pubblica. Il sapere, la conoscenza sono la ricchezza strategica, una ricchezza che deve essere diffusa fuori dalla logica del privilegio. Alcuni linglese, limpresa, linformatica la imparano in casa. E gli altri?

La nuova economia una frontiera di libert individuale. Non credo, per concludere, che esista un confine marcato tra vecchia e nuova economia. E piuttosto un continuum, un circuito al cui interno si produce su scala progressiva nuova ricchezza. Per la prima volta nella storia i beni non sono un numerus clausus. I nuovi beni sono creabili su scala illimitata allinterno di un circuito che ci distacca progressivamente dalleconomia fisica. Abbiamo presentato una proposta in materia di new economy: detassazione delle plusvalenze realizzate nella logica del venture capital, equiparazione fiscale della editoria elettronica alleditoria tradizionale, portali attraverso cui il lavoro pu essere chiesto e offerto senza la mediazione degli uffici di collocamento, possibilit di sottoscrivere il capitale delle societ attraverso polizze di assicurazione.

Ci sembra una delle proposte pi avanzate in Europa. Escludiamo forme di tassazione specifica e di regolamentazione eccessiva per Internet. In generale il mondo della nuova economia un mondo di libert, un mondo in cui si realizzano i nostri ideali. Non il mondo della sinistra che il vecchio mondo collettivo dello Stato burocratico e della catena di montaggio. Per la prima volta nella storia la sinistra non pi il progresso, perch il progresso non pi collettivo. La frontiera di Internet una frontiera di libert individuale e Forza Italia, con la sua storia e con i suoi ideali, su questa frontiera. Queste, in estrema sintesi, le nostre soluzioni dei principali problemi del Paese. Se gli italiani ci affideranno la responsabilit di governare, la tradurremo in concreta azione di governo per cambiare lo Stato, per ammodernarlo, per garantire e proteggere la libert, la sicurezza e il benessere di tutti i cittadini. Governare per noi non , come per la sinistra, gestione e mantenimento del potere ma , e sar, responsabilit ed impegno ad operare per la felicit di tutti.

;i4=:ߘƽ5Y|CttVĬKu$>曡?!՘#mɚurϋ9o՟4Mp<%C4C;[A|oĖ[鰝:iW>IlwqQ#!L4sqӮy4Ϩ}xBkZrgr5Wxq_F\4+b 8z_3ӳ_>5Mߔo{N+I#j1E(eE@kiW[ӕQLw!;azione degli Italiani nel Mondo, che si concretizza con convegni, dibattiti, conferenze, congressi, iniziative culturali, mostre di pittura: "all'estero siamo una realt". E tra i prossimi appuntamenti Sollazzo ricorda l'accordo con il Vaticano per far partecipare ad un congresso straordinario il Papa, oppure un congresso l'anno prossimo in Ecuador. "Inoltre abbiamo una convenzione con il Centro Accoglienza Italiani nel Mondo". In merito alla circoscrizione Estero, Sollazzo ha elencato una serie di motivazioni ritenendo anche "un'offesa, all'intelligenza degli italiani all'estero, una cantonata di Tremaglia" la scelta di non farli votare per i collegi di origine per non creare "squilibri politici". Ecco, in questa intervista, le ragioni di Sollazzo che nonostante l'iter della legge, continua a dichiararsi niente affatto convinto che gli italiani all'estero, con la formula scelta, ovvero con la circoscrizione Estero, possano, prima o poi, votare. 

All'indomani dell'approvazione della circoscrizione Estero si dissociato dal coro dei consensi per evidenziare tutti i dubbi in merito a questo percorso. Riconferma quei dubbi?

Magari fossero solo dubbi, sarei il primo ad esserne felice! Intanto, voglio confermare la mia soddisfazione per il fatto che comunque stata assodata la volont di principio di concedere l'esercizio del voto ai cittadini all'estero, e non pu essere diversamente visto il dettato della Costituzione. Quando si dice che siamo fuori dal coro, perch siamo tra i pochi ad avere il coraggio di guardare in faccia la verit. Sono oltre vent'anni che noi ci battiamo per il diritto dell'esercizio del voto, e la Confederazione ha sollevato la questione dei collegi esteri perch si tratta di un'aberrazione giuridica, e quando diciamo che questa legge inapplicabile non lo diciamo con soddisfazione ma con dispiacere. Dobbiamo ricordare ai nostri amici che invece portano avanti con forza questo percorso, che si vuole far votare i nostri connazionali per il Parlamento italiano facendo campagna elettorale sul territorio di un altro Paese, e sappiamo bene, e questo l'elemento di inapplicabilit, e chi fa finta di non saperlo evidentemente mente, che da parte dei Paesi in cui c' un maggior numero di italiani, parliamo dell'Argentina, del Venezuela, del Canada e dell'Australia, ci sono stati pronunciamenti proprio contro questa eventualit. 

Chiedo scusa, ma proprio su questo argomento ultimamente, al contrario di quanto afferma, sia il Canada, sia l'Australia hanno ufficialmente riconosciuto la circoscrizione Estero dichiarandosi disponibili anche alla campagna elettorale, e lo stesso Presidente del Venezuela ha dimostrato nuove aperture. 

Chi ha fatto queste dichiarazioni? 

Il Presidente Chavez in persona nel corso di un. h]))i])#.. h]))i])#B.ulkftp.corel.comFTPCOR~1ULKh]))J ##0%>