«Rinasce un fiore dalle ferite, un fiore antico glorioso e mite».

Il presidente del Nuovo PSI, Bobo Craxi«Rinasce un fiore dalle ferite, un fiore glorioso e mite». Un anno dopo la morte di Bettino Craxi, i socialisti che a lui si richiamano compiono quello che Gianni De Michelis definisce il «primo passo»: un congresso di rifondazione. Ed è proprio nella città che vide Craxi muovere i primi passi che parte la riscossa dei socialisti riformisti. Il vertice del Nuovo Psi è stato eletto per acclamazione dal primo congresso che si è concluso il 20 gennaio al Palavobis di Milano. È Bobo Craxi il presidente del nuovo partito. Gianni De Michelis è il segretario, Claudio Martelli il portavoce e Roberto Spano il segretario amministrativo. La proposta, fatta da Martelli nel discorso di chiusura dell’assemblea, è stata accolta da un’ovazione dei delegati.

Martelli ha sottolineato che la gestione collegiale è la condizione necessaria per far avanzare il processo di unificazione tra le componenti che hanno dato vita al Nuovo Psi. Bobo Craxi, nel suo intervento, ha detto che occorre rimuovere «un equivoco di fondo: sui giornali sono apparsi chiusure e veti, e di fronte a veti di questa natura c’è la mia indisponibilità a fare parte di una coalizione che non rispetti i valori socialisti».

Gianni De Michelis concorda e va oltre sottolineando come in Italia vi sia bisogno dei socialisti. Noi, spiega, «portiamo in dote alla Casa delle libertà il valore aggiunto della nostra cultura di governo. Certo nelle parole del nostro maggiore alleato troviamo della sufficienza, ma non dobbiamo reagire invocando la nobiltà della nostra tradizione politica. Il rispetto nei nostri confronti dovremo guadagnarcelo con il lavoro e la qualità della nostra proposta politica». Dunque una rivendicazione orgogliosa della propria storia «Dopo anni di silenzio noi rimetteremo il nostro nome e il nostro simbolo nelle schede elettorali per tornare ad avere i socialisti in Parlamento. Boselli invece affiderà il suo destino a qualche vegetale, a qualche girasole che troverà per strada». L’obiettivo, conclude De Michelis con una citazione latina, è quello di superare la soglia del 4 per cento: «Primum vivere, deinde philosophari, primo di tutto occorre esistere poi si può fare della filosofia...».

Alla presenza di Silvio Berlusconi, seduto in prima fila, l’ex numero 2 di Bettino Craxi ha messo in evidenza che il progetto e il programma del nuovo Psi sono le «premesse per un possibile accordo elettorale con la Casa delle libertà. Registriamo convergenze sostanziali tra il nostro programma e quello di Forza Italia». Rivolgendosi direttamente all’indirizzo del Cavaliere, Martelli ha ribadito di non cercare «posti o collegi sicuri». «Non cerchiamo salvavita Beghelli per qualche pensionato della prima Repubblica - ha aggiunto - piuttosto vogliamo collegi a rischio, posti di combattimento, dove una piccola forza come la nostra può fare la differenza». Martelli ha infine chiarito di accettare, per stabilire le candidature, il criterio di rifarsi alle elezioni regionali. Tuttavia, ha precisato che «il partito che nasce oggi è il frutto dell’unione fra il Ps di De Michelis (più di metà dello Sdi) e la Lega socialista di Bobo Craxi». In precedenza, il congresso aveva assistito alla riappacificazione tra Martelli e Stefania Craxi. L’annuncio del suo arrivo aveva fatto temere a molti che la figlia del leader morto un anno fa volesse portare l’affondo dopo il durissimo scambio di accuse della vigilia. Invece il suo è stato un intervento pacificatore, suggellato dall’abbraccio con il fratello Bobo, e con lo stesso Martelli che le ha reso il tributo di alzarle il braccio in segno di vittoria. Raggiante Gianni De Michelis: «Il congresso si è concluso straordinariamente bene - ha detto - Le cariche vanno considerate approvate per acclamazione».Da parte sua, il Cavaliere ha indossato i panni dell’uomo di sinistra («leggendo i testi sacri mi sono sentito tale») e di non temere l’ironia per queste sue parole. E l’assemblea lo ha più volte applaudito. «Sarò la levatrice che riporterà i socialisti in Parlamento - ha esordito - Vi assicuro che nella Casa delle Libertà ci sarà posto con pari dignità anche per voi. Essere di sinistra - ha aggiunto Berlusconi - vuol dire essere garantisti, non forcaioli e giustizialisti. Significa che non si deve permettere che la giustizia sia usata per battere fino all’annientamento gli avversari politici. Il nostro programma in realtà non è nè di destra nè di sinistra: è un programma di buon senso. Il programma della sinistra invece è carta straccia».