Sulle reti RAI vergognosa offesa al sentimento nazionale

Roma, 15 mar. (Adnkronos)

 Arriva dal Venezuela un altro attacco alla televisione di Stato. La polemica viene rilanciata dal notiziario Pagine: "Mentre il Presidente della Repubblica, in giro per il mondo, cerca di tenere alti i valori dell'Italia tra un pubblico composto peraltro di connazionali mortificati dalle ultime vicende parlamentari sul voto all'estero... in Italia ci pensa la Televisione di Stato - scrive M. Porta -, terza rete, con la trasmissione Satyricon a fare da contro canto al nostro Presidente, definendo l'Italia, per tutt'altri motivi, un paese schifoso... e con ciò impiegando epiteti volgari che offendono la dignità di un paese. Proteste da tutto il mondo per questo modo becero di fare informazione o intrattenimento, per la forma insultante e tracotante di far uso dei beni della collettività per finalità propagandistiche e personali. "Se la trasmissione sarà inserita nei programmi destinati all'estero non esiteremo un momento a chiamare in giudizio la Rai", hanno dichiarato connazionali che in Venezuela seguono assiduamente la programmazione di Rai International". "Tenetele per voi le trasmissioni come Satyricon, i nostri figli non hanno bisogno di conoscere l'Italia attraverso le parole ed i giudizi irriguardosi dei Freccero e dei Luttazzi. Le strutture dell'informazione di stato non possono essere asservite a speciose campagne propagandistiche. Per far parlare di se non si deve prendere di petto il sentimento nazionale e la dignità altrui". Con queste parole si è rivolto al CdA Rai, Vitaliano Vita , del Consiglio Generale degli Italiani all'Estero, commentando la notizia degli insulti all'Italia rivolti da Luttazzi e l'attacco becero portato a Berlusconi, in piena campagna elettorale, da Rai 3 nel corso della trasmissione Satyricon. Una lettera di indignazione è stata inviata al Direttore di Rainternational Magliaro con la quale si diffida la rete dall'inserire nei programmi destinati all'estero la trasmissione in questione.

(Questi pseudo-democratici, che, in nome della democrazia e della libertà di pensiero ci dimostrano come tali valori siano tenuti in tanto poco conto dalla attuale classe di "intellettuali" che domina la scena televisiva italiana, che deve ricorrere a un linguaggio da trivio per suscitare ilarità, che approfitta di un sistema pubblico di informazione per forgiare opinioni e imporre le loro. La RAI dovrebbe essere di tutti e per tutti, non di un gruppo politico, contro un altro gruppo. Se da un lato alcune produzioni televisive si sforzano per presentare quanto di migliore il mondo "italico" possa offrire ai telespettatori nel settore della cultura, del paesaggio e dei monumenti - con un fondamentale contributo al buon gusto del modo antico - dall'altro noi poveracci che viviamo all'estero siamo sommersi da programmi che rispecchiano, purtroppo, la realtà culturale italiana, di una banalità, un cattivo gusto, una trivialità che una volta si definiva di caserma. A questo si deve aggiungere la parzialità, la partigianeria di alcune trasmissioni "politiche", compresi i telegiornali, dove la par condicio è appena fittizia, e che invadono gli schermi di Raiinternational con cronache di violenza quotidiana, soprattutto TG2. Persino il mio ex idolo Renzo Biagi, è di una partigianeria sfacciata. Infine, non ci si rende conto che riempire i vari programmi di auditorio con belle ragazze, sommariamente svestite, che parlano un italiano incerto, soltanto per aumentare l'audience, dimostra quanto in basso sia sceso il livello di intelligenza del telespettatore italiano odierno, o per lo meno, in quanto poco conto sia tenuto dai produttori di tali spettacoli.