Terza edizione del Premio per gli Italiani nel Mondo

Simonetta Pitari/GRTV

L'onorevole Mirko Tremaglia premia l'industriale Luigi Papaiz “Non lasciate la Patria senza benedirla. Se anche è povera e se perciò dovete cercare pane e lavoro in un Paese straniero, lontano dal vostro villaggio e dai vostri cari, amatela egualmente, fortemente. Amatela la Patria…”.

E’ uno stralcio del Vademecum che la “Dante Alighieri” pubblicò per gli italiani che in un lontano passato erano costretti a lasciare la terra natia in cerca di fortuna nei vari angoli nel mondo. Da allora molto, moltissimo è cambiato. Oggi numerosi connazionali sono affermati nei Paesi che li accolsero insieme alle loro famiglie e portano alto il nome dell’Italia nei più diversi settori. Guardare al presente e, soprattutto, al futuro non significa dimenticare le proprie origini, le proprie radici, la propria italianità di cui bisogna essere orgogliosi. E’ questo il messaggio dell’evento che si è svolto nella serata del 3 settembre al Vittoriano. Un evento straordinario il “Premio per gli Italiani nel Mondo” che, quest’anno, è giunto alla sua terza edizione. Sulla Terrazza del Bollettino c’erano rappresentanti del Governo - primi fra tutti il Vice Presidente del Consiglio Fini, il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Letta, ed il Ministro Tremaglia che ha fortemente voluto il Premio dedicato alla memoria del figlio Marzio prematuramente scomparso - autorità, ospiti, personaggi dello spettacolo che si sono alternati sul palco (è stato il grande attore di teatro Giorgio Albertazzi, infatti, a leggere il Vademecum dell’Emigrante), e naturalmente i premiati, i veri protagonisti della serata magistralmente condotta da Pippo Baudo e Roberta Capua.

Madrina d’eccezione Sophia Loren, che ha ricevuto un Premio speciale dalle mani del Ministro per gli Italiani nel Mondo: “Gli italiani sono i migliori ambasciatori nel mondo, intelligenti e creativi”, ha dichiarato la diva mostrando orgogliosamente al pubblico e alle telecamere questo “Oscar” molto particolare.

“Idealmente” era presente anche il Capo dello Stato che ha inviato per l’occasione al Ministro Tremaglia un messaggio che testimonia della attenzione e della riconoscenza di Ciampi verso i nostri connazionali. Perché, come ha ribadito anche Tremaglia, il Premio è un “atto di amore” verso tutti gli italiani nel mondo, che “hanno portato progresso e civiltà” e che, dopo “grandi sofferenze”, hanno finalmente conosciuto l’ora del riscatto. Oggi, molti di loro hanno successo in politica (basti pensare ai 353 parlamentari nel mondo di origine italiana), nella ricerca, nell’arte, nello spettacolo, nel settore imprenditoriale. Senza contare coloro che operano nel campo della solidarietà, della informazione e così via. Per tale motivo il messaggio di Ciampi assume ancora più valenza. L’impegno dei nostri connazionali, scrive Ciampi, “contribuisce a valorizzare nel mondo il patrimonio di civiltà, di cultura e di tradizioni, elemento fondante della nostra identità”. “L’eccellenza dei premiati nell'arte, nella scienza, nella ricerca, nell'imprenditoria, nei ruoli istituzionali, testimonia la multiforme ricchezza del talento italiano”, prosegue il Capo dello Stato che non manca di sottolineare come “il legame con questi concittadini alla vita della Repubblica sia diventato più intenso e partecipato attraverso l’esercizio del diritto di voto, attuato per la prima volta nell’ambito della recente consultazione referendaria” e rivolge, infine, “sentimenti di apprezzamento per l’attività culturale della Fondazione, nel ricordo di Suo figlio Marzio”.

E’ stata una grande festa condita da musica – hanno cantato Gigi D’Alessio, Serena Autieri, il tenore italo canadese Jo Nicefori - immagini di film italiani, una sfilata di moda della Casa Gattinoni (con abiti ispirati alle diverse aree del mondo in cui i nostri connazionali vivono). Una festa tutta all’insegna della italianità - a cominciare dall’esecuzione dell’Inno di Mameli della Banda dell’Aeronautica Militare e del Coro “Pro Arte” - e in cui l’emozione era fortemente percepibile. Soprattutto, come ovvio, da parte dei premiati giunti dalle più diverse parti del mondo per ricevere l’ambito riconoscimento. Personalità che fanno onore al nostro Paese e che hanno rivolto toccanti parole d’amore all’Italia, ringraziando il Ministro Tremaglia per il suo instancabile impegno in favore delle nostre comunità.

Tutti hanno testimoniato il loro forte orgoglio di essere italiani: Lawrence Auriana (Presidente della Columbus Citizen Foundation, Usa, che ha ricevuto il Premio dal Ministro Lunardi); Rubens Barrichello (famoso pilota della Ferrari, Brasile; il Premio, ritirato dal Direttore sportivo della Ferrari, Domenicali è stato consegnato da Voglino, Presidente della Fondazione Marzio Tremaglia e dal figlio di Marzio, Andrea); Maurizio Bevilacqua (Ministro del Governo canadese, premiato dal Vice Presidente del Consiglio Fini); gli scienziati Barbara Ensoli (che opera in Italia, Europa e Usa) e Mauro Ferrari (Usa) (premiati dal Ministro Sirchia); James Gobbo (ex Governatore dello Stato del Victoria, Australia, premiato dal Presidente della Regione Lazio Storace). E poi, ancora, gli imprenditori Luigi Papaiz (Brasile) e Roberto Ruggeri (Usa) (hanno ricevuto il Premio dalle mani del Ministro Alemanno); il Direttore d’Orchestra Maestro Antonio Pappano (Londra, premiato dal Vice Ministro Baldassarri); Roberto Rocca (imprenditore, Argentina; il Premio, consegnato dal Sottosegretario Letta è stato ritirato dal figlio Gian Felice), Padre Luciano Segafreddo (Direttore della prestigiosa testata Il Messaggero di S. Antonio - edizione italiana per l’estero; premiato dal Direttore di Rai International, Magliaro).

Molto applaudita la Principessa Elettra che ha ritirato un Premio alla memoria di suo padre, il genio italiano inventore della radio che il Premio Nobel Rubbia ha additato come “grande esempio e maestro”. Momenti di commozione quando la Signora Erminia ha ricevuto da Maria Pia Garavaglia (Vice Sindaco di Roma) il Premio assegnato a Nino Manfredi, mentre scorrevano le immagini del film “Pane e cioccolata” di Franco Brusati. Una commedia amara sull’emigrazione in Svizzera magistralmente interpretata dal grande attore che, ha spiegato la moglie, ha avuto un nonno emigrato per 30 anni in America.

A concludere la serata, il Ministro Tremaglia che ha ringraziato e salutato la sua “grande famiglia” costituita dagli italiani nel mondo, sottolineando il loro ruolo di primo piano e ricordando le grandi battaglie condotte in loro favore, in primis quella vittoriosa della legge sul voto.