Cari Fratelli d’Italia, residenti in Patria e nel Mondo, ormai lo saprete,
noi dell’IRE (Italiani Residenti all'Estero, ndr) alle prossime
elezioni non voteremo! L’ingiustizia vergognosa continuerà, salvo un miracolo.
Noi del NOTIZIARIO DEGLI ITALIANI IN FRANCIA lo avevamo capito assistendo, a
Roma, alla Prima Conferenza degli Italiani nel Mondo, accreditati, come
giornalisti, grazie all’intervento dell’ottimo Ambasciatore d’Italia a
Parigi, Federico di Roberto, che ringraziamo. Lo Stato ha offerto viaggio e
soggiorno a tutti, noi abbiamo pagato di tasca nostra. Pensate, la Conferenza è
costata più di 10 mila milioni di lire, ma per noi del NOTIZIARIO, neppure un
centesimo. Eppure noi siamo stati gli unici, tra i circa 1.400 partecipanti, a
capire quello che stava succedendo, ancora una volta ci stavano beffando. I
rappresentanti del Governo, eletti dal popolo, gli ormai più che famosi "uomini
del palazzo" stavano "buggerando" il popolo ed in
particolare noi dell’IRE. Da più di cinquant’anni noi siamo trattati come
cittadini di seconda classe, da sempre impunemente e senza vergogna. L’unico
che, onestamente, dobbiamo ringraziare è MIRKO TREMAGLIA ed, in generale,
Alleanza Nazionale. Alla Prima Conferenza Mondiale degli Italiani nel Mondo
tutti, ne siamo convinti, sapevano che la legge non sarebbe passata. Per capirlo
non ci voleva grande fantasia e, neppure, molta intelligenza politica. Per farci
rispettare ed ascoltare avremmo dovuto adottare la triste logica della violenza,
come fanno le Brigate Rosse, ma noi siamo dei veri democratici. Il giorno 11
dicembre 2000, all’apertura furono in molti, in troppi, a parlare. Promesse
vaghe e confuse, speranze, desideri, recriminazioni, accuse, ma naturalmente
nessuna certezza. Se volete ascoltare o riascoltare i loro discorsi, i bla, bla,
bla, bla.!!!! potrete farlo sul sito dei Radicali, (www.radicali.it) alla
rubrica: attualità e Politica del 11.12.2000. Potrete anche vedrete le loro
facce. Facce di "bronzo". Bronzo patinato, dal tempo, e dall’abitudine
a mentire, ad abbindolare il popolo, tutto il popolo italiano ma in particolare
noi italiani della "diaspora". Mezzo secolo d’oblio, mezzo secolo,
di menzogne, mezzo secolo di vergogne. Noi del NOTIZIARIO, eravamo allibiti,
stravolti ed indignati, abbiamo ascoltato tutti con grand’attenzione,
trattenendo a stento il vomito, poiché lo spettacolo era realmente disgustoso.
Si sono sforzati di farci credere che ormai la soluzione, per accordarci il
voto, esisteva. La grave ingiustizia, commessa ai danni dell’Italia, degli
italiani e della Democrazia sarebbe stata, tra breve solo un ricordo. Tutti
mentivano spudoratamente, scrosciavano gli applausi, grandi sorrisi di
soddisfazione, salamelecchi, complimenti reciproci, inchini, baci ed abbracci,
strette di mano illuminate dai flash dei fotografi e le telecamere in azione.
Due "Bande", una dei Carabinieri, l’altra dell’Esercito. Tutto nel
più perfetto stile "felliniano" mancava, purtroppo, Federico. La sala
era colma, stracolma, tutti in piedi a cantare commossi, l’inno di MAMELI:
"Fratelli d’Italia, l’Italia se desta!" Ma quali fratelli??? Chi
era sveglio??? Stavano dormendo tutti!!! Dormivamo in piedi!!! I morti erano, e
sono ancora, nelle loro tombe, non potranno aiutarci. Per cambiare la realtà
italiana ci vuole gente viva determinata, forte e coraggiosa. Abbiamo assistito
ad uno spettacolo indegno di uno Stato realmente civile e democratico. Dopo il
discorso del Presidente della Repubblica Carlo AZEGLIO CIAMPI, una sola voce
nella sala di protesta e di contestazione. Proveniva dalla tribuna dei
giornalisti: "E’ una vergogna! Dura da più di mezzo secolo! Vogliamo un
impegno fermo e definitivo per la legge sul voto! Siamo stanchi, umiliati ed
offesi! La prossima cartolina che riceveremo? Per venire a votare in Italia, la
mangeremo di fronte al Senato, alla Camera, l’ultimo pezzo lo ingoieremo di
fronte al Quirinale! Chiediamo che questa Conferenza si trasformi in Assemblea
Costituente. Vogliamo essere rappresentati unicamente da noi stessi."
Questo, all’incirca, il discorso pronunciato con rabbia, ma con gran dignità
e compostezza. Sorpresa generale, ma la stampa non ha riportato una sola parola.
Il Presidente, i rappresentanti del Governo e d’Associazioni erano allibiti.
Qualcuno ha gridato: "GALLANI smettila !" Eppure eravamo noi ad avere
ragione! Sono gli altri che dovrebbero smetterla! Tutti coloro che pretendono di
rappresentarci e che servono unicamente il più stolto, il più bieco, il più
cieco, il più reazionario dei poteri. Noi oggi proponiamo, ancora una volta, di
avviare un’azione, ma non attraverso dei fax di protesta. Un’azione
coraggiosa, utile, decisa e forte. Dobbiamo organizzare un’Assemblea
Costituente, esaminare ed approvare un progetto realmente rivoluzionario.
Costituiamo UNA NUOVA REGIONE, "LA XXI REGIONE", oppure, LA REGIONE
STRANIERA, "La XXI LEGIONE". Con un nostro Presidente, un nostro
Parlamento. I rappresentanti saranno scelti, tra gente come noi, realmente
residenti all’estero. Il Governo italiano sarà costretto a rispettarci, ed a
negoziare. Potremo trattare da una nuova e reale posizione di forza. Siamo
stanchi, avviliti, sfiduciati ma non abbandoneremo la lotta. Prendiamo,
definitivamente, il destino nelle nostre mani. Non possiamo più accordare
fiducia a nessun partito, associazione o istituzione, possiamo fidarci
unicamente di noi. Ognuno avrà il diritto di conservare le sue idee politiche,
ma agiamo uniti, come un sol uomo, con coraggio, con determinazione e con
fermezza, perché l’Italia viva, Viva l’Italia. Il giorno della chiusura dei
lavori tutti hanno cantato l’Inno di MAMELI noi, da soli, la MARSIGLIESE.
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