Tremaglia ricorda Bruno Zoratto

Roma, ''Il mio dolore e' profondo, dopo mio figlio Marzio questo e' il secondo colpo terribile della mia vita. Abbraccio la moglie Maria, le sorelle, il fratello, tutta la sua famiglia, e tutti i componenti del Comitato Tricolore che da oggi si chiamano e sono 'Comitati Tricolore per gli Italiani nel Mondo Bruno Zoratto'. Cosi' il ministro per gli Italiani nel mondo, Mirko Tremaglia, ricorda l'amico e collaboratore Bruno Zoratto, scomparso improvvisamente lo scorso 2 febbraio.

''Giornalista, segretario del Comitato Tricolore per gli Italiani nel Mondo, presidente della commissione Informazione del Consiglio Generale degli Italiani all'Estero (CGIE) - aggiunge Tremaglia - Zoratto era un uomo di straordinaria umanita', di eccezionale intelligenza e idealita', ammirato da tutta l'emigrazione italiana.

Da oltre 30 anni mi ha portato con lui, mi ha fatto capire la sofferenza della nostra gente nel mondo e mi ha fatto visitare le baracche in Germania. Ha fatto le battaglie con il suo giornale, ''Oltreconfine'', quelle della protesta e quelle dell'italianita', sempre al mio fianco, ricominciando da capo con fedelta' assoluta, con Almirante e con me, in ogni parte del mondo.

Amato e stimato ovunque, anche dagli avversari per la sua bonta' e lealta', intransigente contro tutti nella battaglia per i diritti per gli italiani all'estero e per il voto. E anche quando sono diventato ministro per gli Italiani nel mondo, e' stato tra i piu' preziosi e indispensabili collaboratori''.

''Ero felice di poterlo vedere come primo deputato degli italiani all'estero nel 2006 - prosegue il ministro Tremaglia - Bruno, non so se riesco ad andare avanti senza di te, ma tu aiutami insieme a Marzio, per far vincere questa italianita' che avevi nel cuore e nel tuo sangue.

Ringrazio in particolare gli amici di Stoccarda, e tutti quelli che piangono Bruno e che mi telefonano, disperati, addolorati, da tutte le parti del mondo, quelli del CGIE, dei Comites, e quelli di tutte le associazioni e di tutte le agenzie, dei giornali, delle radio e delle televisioni di emigrazione, dei comitati della Dante Alighieri, delle associazioni culturali, dei Consolati e delle Ambasciate. Sono tanti i connazionali increduli che piangono con noi e rendono onore al nostro indimenticabile Zoratto''.