Ucciso Ayad Wali

E’ stato ucciso l’ostaggio italo-iracheno Ayad Anwar Wali: 44 anni, risiedeva a Castelfranco Veneto da venti (ma senza cittadinanza italiana) ed era stato rapito il 31 agosto a Baghdad, dove gestiva un’azienda d’importazione. Nel filmato dell’esecuzione, inviato alla France Presse e datato 2 ottobre, lo si vede inginocchiato con un altro ostaggio, il turco Yalmaz Dabja, 35 anni, ai piedi di cinque uomini armati e incappucciati che si definiscono “combattenti per Allah” e che affermano di voler “giustiziare due spie”: prima di essere ucciso a colpi di kalashnikov, Wali confessa sotto il tiro delle armi di aver stabilito contatti con i servizi segreti israeliani, turchi e iraniani. La duplice uccisione è stata rivendicata dalle Brigate Abu Bakr al-Siddiq, un gruppo salafita. Emad Anwar Wali accusa il governo: “Mio fratello è stato considerato un ostaggio di serie B”. Silvio Berlusconi, appresa la notizia della morte di Wali, ha espresso “il dolore suo personale e di tutto il governo”. Frattini: “Lo abbiamo seguito come un cittadino italiano e sono stati attivati tutti i canali”. L’opposizione chiede al governo di riferire alle Camere. Rifondazione e Verdi: “Questo assassinio è un motivo in più per lasciare l’Iraq”. Sereni (Ds): “Queste uccisioni confermano la necessità di un cambiamento radicale in Iraq”. Cicchitto: “E’ paradossale che alcuni esponenti del centrosinistra attacchino il governo. In questo momento il ritiro delle truppe significherebbe arrendersi al terrorismo”. Fabris (Udeur): “Wali è stato ucciso due volte: dal silenzio e dai terroristi, ma è un errore ritirare le nostre truppe dall’Iraq”.