Un eroe del nostro tempo

Questo il racconto, fatto al quotidiano "Il Domani" di Bolagna, da Mauro Bulgarelli, parlamentare verde che, con Jos Bov e altri due pacifisti (una francese ed una arabo-israeliana, oltre a due medici), riuscito ad incontrare Yasser Arafat nel suo ultimo rifugio.

L'onorevole Mauro Bulgarelli (fonte Camera dei Deputati)Un gruppo di pacifisti europei si trovava nello Ramallah Hospital quando " arrivata un'ambulanza crivellata di colpi. Ci siamo domandati cosa potessimo fare. Ci siamo detti: proviamo a raggiungere il Quartier generale dell' Anp. Cos, in una cinquantina, con molta cautela, ci siamo incamminati". "Non ho mai visto tanti carri armati in vita mia".
I soldati israeliani non li hanno bloccati. "Guardavano allibiti questi 50 folli che avanzavano con le bandiere bianche". Passata la sorpresa "si sono riscossi e ci hanno rincorso. Siamo stati circondati da circa 150 militari che ci hanno bloccato con le armi spianate"..."Abbiamo iniziato a trattare. Abbiamo spiegato che eravamo una delegazione internazionale e che avremmo proseguito, avremmo disobbedito".
In questo modo il gruppetto arrivato "fino al muro di cinta, completamente sbriciolato, dell'Anp. Al posto del muro c'era una fila ininterrotta di carri armati. Abbiamo raggiunto una mediazione" e, sono stati fatti entrare, oltre a Bulgarelli e a Bov anche "una ragazza francese, Claude, e una ragazza che credo sia arabo-isareliana; sono potuti entrare anche i due medici. Con noi avevamo pane, acqua, medicinali e le batterie per i telefoni cellulari".
Nel bunker hanno incontrato, "gente che non dorme da due giorni, martellata dai colpi dell'esercito israeliano. Dopo circa mezz'ora che eravamo all'interno", riferisce il deputato, "ho sentito dei colpetti sulla spalla e una voce che, in francese, diceva: ' permesso signori?'. Era Yasser Arafat. Mi ha abbracciato (...) la terza volta che ci incontriamo in quattro mesi". Ha aggiunto poi, Bulgarelli: "Arafat ci ha detto che siamo state le sole persone che lo abbiano raggiunto in questi giorni, che la diplomazia dal basso stata in grado di fare quello che ministri, governi, ambasciatori, non hanno voluto e saputo fare", ha proseguito. Poi qualche battuta e un abbraccio. "Ci siamo salutati e noi siamo usciti". "Bisogna disobbedire e oggi abbiamo dimostrato che possibile farlo", ha commentato Bulgarelli, perplesso sull'impegno internazionale. "Oggi 50 illustri sconosciuti sono riusciti a rompere l'isolamento di Arafat, ma poco fa ripreso l'attacco. Se 10 ministri o 10 ambasciatori avessero fatto quello che abbiamo fatto noi, forse il corso del conflitto avrebbe preso un'altra direzione", ha concluso.