Una cordata contro discredito e demonizzazioni

di Edoardo Pacelli - 05/01/2002 -

I nuovi attacchi contro la costituzionalitÓ della legge ordinaria che, regolando l'esercizio del voto all'estero, pone fine a una lunga discriminazione, portati da Fulco Lanchester su La Stampa del 04 u.s., stanno a dimostrare che il "partito del no", lungi dal darsi per vinto, ricorre alla sapienza... dei giuristi per colpire in extremis al cuore questa nostra legge, sulla quale si accentrano le speranze e le aspettative degli italiani all'estero. Siamo d'accordo dunque con le preoccupazioni avanzate dal quotidiano Pagine nell'editoriale di ieri e con le prudenze manifestate da Padre Bassanelli di vigilare perchŔ il voto non diventi una vittoria di Pirro. Pertanto condividiamo l'idea di dar vita ad una azione unitaria di informazione di ritorno per spiegare agli italiani d'Italia che gli italiani all'estero sono una componente del Paese che lavora spesso in condizioni disagiate per contribuire all'affermazione e allo sviluppo dell'Italia e che i loro rappresentanti politici sono persone che a pieno diritto si propongono di portare una testimonianza delle realtÓ italiane all'estero e di apportare esperienze e cognizioni nuove; per smentire quelle demonizzazioni strumenatli sugli italiani all'estero ascoltate in vari ambienti e riportate con risentimento e cattiveria per danneggiare la nostra immagine. Lascia intendere l'articolista de La Stampa che se il voto all'estero e la rappresentanza politica sono stati costituzionalizzati, non vuol dire che non si possano presentare ricorsi di incostituzionalitÓ per ostacolarne la esecutivitÓ. In effetti anche il diritto di voto degli italiani all'estero era presente nei principi della nostra Costituzione, ma ci sono voluti poi cinquant'anni perchŔ lo Stato rimuovesse le circostanze e le difficoltÓ che ne impedivano la attuazione... Lo stesso accadde per la realizzazione delle Regioni: 20 anni per la loro attuazione. Attacchi senza fondamento alla legge sono strumentali e sembrano diretti a creare una atmosfera di sfiducia nei confronti dell'esercizio di questo diritto e perci˛ a demonizzare la figura del Parlamentare eletto all'estero, a screditarne l'immagine, secondo tecniche e strategie ben conosciute, come qualcuno troppo ingenuamente ha scritto. Mi auguro che l'invito sia raccolto dalla stampa e dai mezzi di informazione in generale e che insieme si possa finalmente realizzare una campagna di informazione di ritorno che faccia giustizia ai diritti degli italiani all'estero ed alla diversa considerazione che questi richiedono.