Uno per cento del Ppil a paesi poveri

Sede della FAO - Roma (10/6/2002)

Kofi Annan, FAO Director-General Jacques Dioiuf, H.E. Silvio Berlusconi, Président du Conseil des Ministres (Italy) FAO/G. Diana/gd0064"Per combattere la poverta' e la fame nel mondo e favorire lo sviluppo economico dei Paesi sottosviluppati bisogna rimuovere le barriere che ancora impediscono l'accesso ai mercati da parte degli Stati piu' bisognosi".

Lo ha affermato il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, nel corso del suo intervento al vertice Fao che si è aperto oggi a Roma. I Paesi ricchi e industrializzati dovranno impegnarsi di piu' per affrontare il problema della poverta' nel mondo, aumentando i contributi che destinano agli Stati in via di sviluppo: l'obiettivo finale e' infatti l'1% del pil, rispetto a quello intermedio gia' deciso dall'Unione europea pari allo 0,39%.

''Dobbiamo mantenere l'impegno assunto a Doha durante la riunione del Wto - ha ribadito il premier- e rimuovere le barriere che ancora impediscono ai Paesi piu' bisognosi l'accesso ai mercati. La prima piu' efficace e duratura forma di solidarieta' verso i Paesi sottosviluppati consiste nel rimuovere il piu' possibile ogni residuo di politiche protezionistiche nei loro confronti. L'agricoltura costituisce l'esempio piu' importante di questa realta', ed e' purtroppo un esempio in negativo. Sia i Paesi sviluppati che quelli in via di sviluppo hanno eretto barriere al commercio mondiale dei prodotti agricoli. Il risultato e' stato una perdita di ricchezza per tutti. E' stato un risultato particolarmente negativo soprattutto per i Paesi piu' poveri la cui quota sul totale delle esportazioni agricole mondiali negli ultimi anni e' fortemente diminuita. Per questo motivo dobbiamo mantenere l'impegno assunto nell'ultima riunione del Wto e far cadere le barriere che impediscono l'ingresso dei degli Stati piu' bisognosi nei mercati. Per favorire il pieno inserimento dei Paesi in via di sviluppo nel circolo virtuoso dell'economia globale gli Stati piu' ricchi devono aprire i loro mercati. La nostra responsabilita' e' proprio quella di fare in modo che nessun Paese povero resti escluso dall'economia globale. Perche' e' questa e' l'unica economia nella quale ognuno potra' trovare le migliori condizioni per valorizzare il proprio capitale umano e le proprie risorse naturali''.

Berlusconi ha sottolineato l'importanza del contributo dei Paesi piu' ricchi per ridurre la poverta' nel mondo. ''Sono assolutamente convinto che i Paesi industrializzati -sottolinea- sono pronti a destinare risorse morali e soprattutto materiali maggiori rispetto a quelle attuali per aiutare chi ne ha bisogno. Sono sicuro che sono pronti a farlo, purche' vengano usati nuovi metodi di finanziamento e di aiuto. E' indispensabile indicare un sistema di interventi piu' efficace e concreto per gli obiettivi da realizzare. E soprattutto piu' sicuro per i Paesi destinatari dei contributi di aiuto''.

Il Presidente del Consiglio ha inoltre ricordato "il ''nuovo modello universale di organizzazione e gestione dello Stato", proposto gia' al G8 di Genova dal governo italiano per assicurare un sistema di finanziamenti ''trasparente e rapido'' a favore dei Paesi piu' bisognosi. ''Si tratta di un modello informatizzato e digitalizzato che riguarda il sistema della pubblica amministrazione, la contabilita' statale, il sistema fiscale, catastale, quello dei rilevamenti statistici. Ed anche il sistema giudiziario scolastico e sanitario. Questo modello universale, proposto dall'Italia, consentirebbe a tutti gli Stati che vorranno adottarlo di fare un salto in avanti di alcuni decenni sulla strada della modernizzazione''.