Vittoria di Zanardi

Bologna - Motor show

L'incidente di ZanardiIl 15 dicembre 2001 Alessandro Zanardi ha vinto la corsa più importante della sua vita. Dopo lo spaventoso incidente del 15 settembre, in Germania, quando perse le gambe nell'incidente occorsogli sul circuito tedesco del Lausitzring, Zanardi ha iniziato l'imprea più importante della propria vita. La scuderia gli è familiare potendo contare con la moglie  Daniela e il figlio Niccolò (3 anni), mentre il direttore sportivo è il dottor Costa. Durante una delle tante feste organizzate a Bologna nell'ambito del Motor Show, la rassegna internazionale dedicata ai motori, ad Alessandro Zanradi è stato tributato un meritato omaggio alla sua tempra di pilota e di grande uomo, senza dubbio oggi come mai. Alla cerimonia Zanardi si è presentato su una sedia a rotelle. Ad accoglierlo tra i numerosissimi tifosi c'erano Schumacher e la sorella di Ayrton Senna, che non ha saputo trattenere le lacrime quando Zanardi si è liberato della sedia e si è alzato in piedi. Tra l'ilarità generale il pilota ha affermato che gli tremavano le gambe.  Alessandro Zanardi come Alessandro Nannini, due piloti italiani, due uomini veri, uno stesso destino.

Ecco alcune dichiarazioni di Zanardi sulla sua avventura:

"Dell’incidente non ricordo niente, faccio fatica a pensare al week-end. Mi viene in mente l’albergo dove eravamo, ben poco del circuito. Ricordo la grande tenda dove mangiavamo. Ma dei giri in pista, del guidare la macchina, ricordo molto poco". Il risveglio dal coma lo racconta con parole semplici e voce sicura: "Ero intubato e mi sono risvegliato. Mi hanno detto: hai perso le gambe. Però mia moglie mi ha sussurrato: l’hai scampata bella e mi ha spiegato la situazione. In quel momento mi sono detto: cosa me ne importa delle gambe! Stavo male, soffrivo ancora molto. Ma la cosa importante era aver riaperto gli occhi". Naturalmente, l'affetto che lo circonda è di grande aiuto. "Ho famigliari eccezionali: una moglia stupenda, mia madre che sta tenendo il nostro bambino, amici che si sono presi le ferie per assistermi, non sono mai solo. Ed anche l’affetto della gente che non conosco è stupefacente. Mi ha fatto soprattutto capire che non muovo compassione. Nessuno dice di me: poverino, ha perso le gambe".

"Le corse sono state sempre importanti, ma la mia vita, la mia famiglia, un’esistenza tra virgolette normale, sono la cosa prioritaria. Ora ho traguardi meno clamorosi, ma sicuramente molto più importanti: i miei sogni sono rimettermi in piedi, ricominciare a camminare e prendere mio figlio Niccolò in braccio". Ma è nell’ultima frase che Zanardi racchiude tutto se stesso ed il suo, forse incosapevole, bellissimo inno alla vita: "Io sono una persona che guarda sempre avanti. In fin dei conti ho burlato la morte. Quindi è importante vedere cosa ti rimane, non quello che ti è stato tolto".